Michael Schumacher: La sua tragedia e il dolore della Moglie Corinna

buy coursework essays By on 8 gennaio 2014
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http://rubygosoftware.com/phd-dissertation-help-defense/ Una vita a tutta velocità fermata da un incidente apparentemente banale. Il grande pilota è stato ricoverato in un ospedale di Grenoble, in Francia, in coma per un grave trauma cranico dopo la caduta sugli sci. Accanto a lui è accorsa subito la sua famiglia: Corinna, sposata nel 1995, e i due figli Mick, 14 e Gina Maria, 16 anni. La lotta tra la vita e la morte del sette volte campione del mondo di automobilismo ha commosso il mondo, mentre non finiscono le polemiche sulle vere cause dell’ incidente.

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http://mardeluna.mx/?q=live-homework-help-24%2F7 Ha compiuto 45 anni il 3 gennaio ma non ha potuto festeggiarli. Né ha potuto brindare al nuovo anno. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 Michael Schumacher è infatti stato ricoverato a Grenoble, in Francia, in gravi condizioni dopo una caduta sugli sci il 29 dicembre. Con due titoli vinti con la Benetton e cinque con la scuderia Ferrari, Schumacher ha debuttato in Formula 1 nel lontano 1991 e gareggiato, a fine carriera con la Mercedes, fino all’ottobre 2012: per quasi tutta la vita ha corso e rischiato. Ora, dopo poco più di un anno dal ritiro dalle competizioni ufficiali, sciando a Maribel con il figlio Mick di 14 anni e una comitiva di amici, grandi e piccoli, in una bella giornata di sole, una caduta rovinosa sulla neve gli ha fatto picchiare la testa su una roccia; un impatto così forté da spaccare il casco e provocare danni cerebrali che, immediatamente, non erano evidenti. Solo dopo che l’elicottero del soccorso si era alzato in volo, il pilota ha perso conoscenza per non riprenderla più per giorni. Un destino atroce che ha sconvolto tutto il mondo che segue con apprensione le sue condizioni di salute. Arrivato in coma all’ospedale, Schumacher è stato in terapia intensiva nel reparto di neurologia, tenuto in coma farmacologico e attaccato a un respiratore artificiale e sottoposto a delicati interventi necessari per ridurre l’ematoma e la pressione aUmterno del cranio. La sua lotta, i giorni passati tra la vita e la morte hanno commosso il mondo, anche perché, come hanno avvertito i medici fin dall’inizio, anche nel caso di sopravvivenza le lesioni più o meno importanti al cervello potrebbero riguardare anche i movimenti del corpo o problemi cognitivi e richiederebbero, per superarli, specifiche attività di riabilitazione. Il campione è stato seguito fin dall’inizio da un’equipe di medici tra le migliori del mondo, capeggiata dal professor Gerard Saillant, chirurgo e traumatologo, grande amico dell’ex ferraristÉJfc La famiglia è ia sua vera forza A Michael si è stretta la famiglia, unita in un dignitoso silenzio rotto solo dalle poche parole di coraggio della moglie Corinna Betsch, ex cavallerizza, conosciuta nel 1991 e sposata nel 1995, che non si è mài allontanata dal capezzale del marito e che sul sito ufficiale di Schumi, pochi giorni dopo l’incidente, ha scritto: «Ringraziamo tutte le persone che da tutto il mondo ci hanno dimostrato affetto e supporto. Noi tutti sappiamo che è un combattente e che non mollerà». Con i capelli raccolti e il viso segnato dall’angoscia ha dato il consenso per il secondo intervento al cervello. Lo ha sempre accompagnato e sostenuto in tutte le sue gare: ora lo fa nella sfida più difficile che abbia mai sostenuto. «Senza la mia famiglia, il suo aiuto e il suo appoggio non ce l’avrei fatta a essere quello che sono», aveva dichiarato il “Kaiser”, così viene chiamato il campione. da cui ha preso la passione per le auto da corsa: gareggia in go-kart con il cognome della madre, forse perché quello del padre, in pista, è decisamente pesante da portare. La famiglia Schumacher, che dal 2008 vive in Svizzera, a Gland, sul lago di Ginevra, ha da tanti anni una casa a Meribel, lo chalet Les Brames, e trascorre le vacanze di Capodanno sulla neve. Con loro, dal 1999, c’è Sabine Kehm, che non è solo la storica portavoce del campione, che nei drammatici giorni ha affiancato i dottori nei bollettini medici, ma è soprattutto un’amica di famiglia: Schumi di lei si fidava ciecamente. All’ospedale di Grenoble, il giorno del compleanno del campione, sono arrivati fra gli altri il fratello Ralf, anche lui ex pilota di Formula 1 e il padre, Rolf. Ma il primo ad accorrere, dalla lontana Malesia dove era in vacanza con la moglie, è stato Jean Todt, direttore della scuderia Ferrari dal 1997 al 2007 quando Michael ha collezionato le sue più belle vittorie, e oggi presidente della Federazione Intemazionale dell’Automobile. Anche il team Ferrari, con il presidente Luca Montezemolo, è stato fin dall’inizio in continuo contatto con la famiglia. La dinamica deH’incidente e te indagini delia procura Quello che è successo sulle piste non è ancora del tutto chiaro. Schumi andava troppo forte e si è arrischiato sulla neve fresca oppure, come sostiene il giornale tedesco Bild, ha lasciato la pista battuta per soccorrere una bambina caduta? Sono in corso degli accertamenti e la procura di Albertville ha aperto un’inchiesta sulla tragedia di cui è rimasto vittima Schumi e che ha commosso tutti.

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