Mettono insieme i petardi Cinque feriti gravi in una villa

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Una morte «sospetta », nella Capitale, e 350 feriti in tutta Italia (come nel 2013, ma meno dei 600 del 2012). Ma nel solito, drammatico, bilancio del post Capodanno, il «botto» che ha provocato più danni è quello «ritardatario », esploso quando ormai la nottata era passata da un pezzo. Siamo nei pressi di Tivoli, ad una cinquantina di chilometri da Roma, in una villa privata, strada Colle Nocello. Qui, alla famiglia Cecchinelli viene la «brillante» idea di un’ultima emozione, un ultimo sparo per dire addio all’anno vecchio e salutare il nuovo. Solo che ci vuole qualcosa di speciale, che venga sentito dal paese e da quelli limitrofi, un «botto» così grande che arrivi fino alla Capitale. E, allora, in una sorta di magazzino per gli attrezzi mezzo abbandonato, all’interno della proprietà, il gruppetto si riunisce: padre, madre, figlio, amici, parenti vari. L’idea è quella di preparare un vero proprio «bombone», recuperando qualche petardo non sparato dentro casa, più altri trovati in strada. Gli esplosivi vengono aperti, svuotati, la polvere messa tutta insieme in un contenitore, pigiata. Ma qualcosa va storto: il «botto» arriva, ma prima del previsto. E sorprende la famiglia tutta intorno all’esperimento pirotecnico. Si sente un’esplosione, fortissima, il primo dell’anno, si trasforma in tragedia. A farne pesantemente le spese sono in cinque. Al papà, Giuseppe Cecchinelli, salta il braccio destro. Al figlio Manuel, 17 anni, le dita di una mano. Ad un altro ragazzo, Stefano Restini, di 24, «parte» la mano sinistra, Enrico Malatesta (17enne anche lui) viene trasportato in codice rosso al Sandro Pertini di Roma mentre Manuela Ciccotti (30 anni) si ritrova con un polmone perforato dalle schegge del «bombone» artigianale e viene ricoverato in ospedale a Tivoli. Sotto choc la madre, Marida Roasti di 45 anni. Sul posto, insieme alle ambulanze, arrivano gli uomini del commissariato della cittadina termale, più alcune volanti e gli artificieri della Questura della Capitale. Nel bilancio di Capodanno, ufficialmente, non compaiono morti per i botti già «accertati» (non accadrebbe dal 2010). Ma, sempre a Roma, ci sono delle indagini in corso sulla morte di un disabile di 68 anni, Filippo Antonio Lucisano, diabetico, costretto sulla sedia a rotelle, deceduto a causa di un incendio nella sua casa in zona Gregorio VII. In un primo momento, si è pensato ad un corto circuito, provocato forse dal ferro da stiro. Ma, poi, ascoltando anche le testimonianze dei vicini, i vigili del fuoco hanno cominciato ad esaminare anche il materiale pirotecnico trovato nell’appartamento all’ultimo piano: Lucisano era un appassionato dei fuochi d’artifici, che potrebbero essere stata la causa dell’incendio. «Non è stato un corto circuito, ma quei botti che lui esplodeva regolarmente da 44 anni», racconta una signora del palazzo. Nella Capitale, in tutto, gli interventi del 118 sono stati 296 e i feriti 23. Altri episodi si sono registrati in giro per l’Italia, sono meno gravi. A Milano un ragazzino di 7 anni ha raccolto un petardo artigianale, che è esploso, e ha perso la mano destra. E sempre nel capoluogo lombardo due bimbi di 8 e 9 anni sono stati ricoverati con lesioni agli occhi e al volto e ustioni di primo grado. A Piedimonte Matese, colpito dal terremoto domenica scorsa, non tutti hanno osservato il divieto del sindaco a sparare fuochi d’artificio e una bambina di 6 anni ha riportato ustioni superficiali, ad arti e volto. In Campania, l’operazione più delicata è stata effettuata a San Giorgio a Cremano, dove in un vecchio stabile sono andati a fuoco plastiche e gomme. In Calabria sono 19 i feriti, di cui otto minorenni, mentre a Lamezia Terme un uomo ha sparato un colpo di fucile che ha raggiunto al polpaccio la figlia di 9 anni. A Palermo ferito un ragazzo di 14 anni, per un proiettile esploso da un balcone, mentre a Bari due persone rischiano di perdere la vista per lo scoppio di petardi. Complessivamente, sono state arrestate o denunciate 281 personale e sono stati sequestrati circa 120 tonnellate di articoli pirotecnici.