Melissa Satta: Pronta a tutto per mio figlio

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Meno male che è un maschietto. E questo non perché Melissa Satta, raggiante futura mamma al settimo mese, abbia preferenze. Il fatto è, come ci spiega gustando una doppia porzione di penne al pomodoro, che Kevin è molto geloso. «Fosse stata una bambina, come minimo l’avrebbe chiusa in casa fino a 18 anni», commenta ridendo. Il Kevin in questione è Kevin-Prince Boateng, tedesco di origine ghanese, ex calciatore del Milan, ora in forze alla squadra tedesca Schalke 04, fidanzato di Melissa e futuro marito. «Ci sposiamo l’anno prossimo», annuncia la Satta. «Ora no, troppi impegni: due traslochi, il bambino, e Kevin a luglio sarà occupato con i Mondiali. Il matrimonio sarà in Sardegna, nella chiesa che frequento fin da bambina». Siamo in una suite dell’Hotel Straf, a due passi dal Duomo, set delle foto che potete ammirare in queste pagine. Melissa sfoggia la sua pancia deliziosamente arrotondata, gambe chilometriche e, inutile dirlo, è più bella di prima. «Sto bene, quasi non mi rendo conto di essere incinta», dice. «Devo solo abituarmi al nuovo décolleté, sono passata dalla terza alla quarta di reggiseno, sono un po’ pesanti!». Non aspettatevi un’intervista al miele. La showgirl è una peperina. «Chissà che danni farò con questo bimbo», scherza. «Ho prenotato mia mamma, passeremo l’estate da lei in Sardegna, ci dovrà sopportare un bel po’. Mi fido più di lei che di me. Magari vado a fare la spesa con il passeggino e me lo dimentico all’angolo della frutta!». Melissa fa la pendolare tra Düsseldorf, dove si è trasferita con Kevin dopo il nuovo ingaggio di lui, e Milano, dove hanno comprato casa da poco (la Satta ha condotto fino a lunedì scorso la trasmissione sportiva Tiki Taka su Italia 1, con Pierluigi Pardo). Tutto è già deciso: il bimbo nascerà a fine aprile, in Germania. «Kevin vuole assistere al parto», spiega Melissa. «E, visto che è impegnato con la squadra, partorisco lì». Ah, rimane la questione del nome, una gatta da pelare. «Vogliamo scegliere un nome che vada bene in Italia e in Germania », spiega. «Non sarà tradizionale, tipo quello del bisnonno, né troppo stravagante. Non lo chiameremo con un marchio». Tiriamo un sospiro di sollievo. Matrimonio in vista, dunque. Cerimonia minimalista o kolossal, alla Bélen? «Una via di mezzo. Sarà una bella festa, tradizionale. Ci tengo a sposarmi in quella chiesa perché lì ce un prete, Don Raimondo Satta, che mi conosce da quando avevo otto anni, con cui ho fatto un percorso. È un prete rock: conosce i problemi dei giovani, non critica, accompagna i ragazzi in discoteca. Sarà lui a battezzare il bambino». Sogna una famiglia numerosa? «Voglio due figli, un maschio e una femmina. Tre sarebbe ancora meglio». E vero che è stato Kevin a insistere per avere un bambino? «Fosse stato per me, stavamo ancora a pensarci! Kevin, invece, non ha mai avuto dubbi, ha già un figlio da una precedente relazione, vuole una famiglia tutta sua. Come molti calciatori, ha bisogno di stabilità». Lavorerà fino al giorno prim a del parto, come Michelle Hunziker? «Impossibile. La mia ginecologa non mi lascia fare la spola Milano-Diisseldorf in aereo fino all ùltimo». Pensa di prendersi un periodo di pausa o tornerà subito a lavorare? «Starò ferma per un mese, poi ricomincio. Non a Tiki Taka, perché finisce a maggio, non farei in tempo. Mi aspetta il set della sit-com Amici @ letto, su Comedy Central. Dato che non lavoro in ufficio dalle 9 alle 5, posso gestire tutto con tranquillità. Non mi ci vedo a fare la mamma a tempo pieno. Sono abituata alla mia indipendenza». E Kevin che papà sarà? «Attento, protettivo. So che ci sarà al cento per cento e mi aiuterà in tutto. Se hai mille premure prima, le avrai anche dopo». Cosa l’ha fatta innamorare di lui? «È uno che quando esce, ti chiede: “Hai bisogno di qualcosa?”. Sembra un gentiluomo vecchio stampo del Sud, ogni tanto gli chiedo se ha origini siciliane». Quando ha capito che era quello giusto per mettere su famiglia? «Quasi subito. All’inizio non è stato facile mettere insieme due teste, lui ha un carattere forte, e poi non era abituato ad avere una fidanzata famosa. Se un gruppo di ragazzi mi fermava per una foto, si straniva. Ora si è abituato». Come vi siete conosciuti? «Alla settimana della moda. Avevo finito di lavorare ed ero andata a bere qualcosa con delle amiche. Lui era nello stesso locale. Un amico comune ci ha presentato». Colpo di fulmine? «Non per me. Non ero dell’idea di fidanzar1 mi di nuovo, ero reduce da una storia lunga {con Bobo Vieri, ndr). E invece mi ha fregato». Melissa ha una scritta tatuata sul braccio: «L’amore è libertà, non possesso». Un avvertimento per Kevin? «L’ho fatto prima di conoscerlo. Però, quando discutiamo, ogni tanto glielo mostro. Non voglio sentirmi dire: “Non andare a lavorare”, “Questo non lo farai mai”. Non permetto a nessuno di reeludermi». Vieri l’ha chiamata per congratularsi? . «Se anche l’avesse fatto, non lo direi; non devo sbandierare nulla. Quando una storia finisce, ognuno va per la sua strada. Dopo anni, nessuno fa la guerra a nessuno, anzi». Con il figlio di Kevin, nato dal suo primo matrimonio, che rapporti hai «C’è stato un divorzio di mezzo e, anche se quando ho conosciuto Kevin lui era già separato, le cose non sono rilassate. Stiamo cercando di risolvere tutto con serenità».Siete una coppia multietnica. Avete mai subito episodi di razzismo, in Italia? «Su Twitter ho bloccato persone che scrivevano cose terribili, fasciste. Purtroppo su Internet non c’è controllo». E se un giorno qualcuno dovesse fare un commento offensivo a suo figlio? «Io sono bianca, Kevin è mulatto. Nostro figlio potrà essere bianco o mulatto anche lui. Questi episodi di intolleranza, però, succedono solo in Italia. Sono nata a Boston, ho frequentato l’asilo lì con afroamericani, cinesi, latini. Anche in Germania sono più abituati. Non so dove crescerà mio figlio, perché non so dove ci porterà il lavoro di Kevin. Io gli insegnerò che siamo tutti uguali e che bisogna rispettare ogni persona. E se qualcuno oserà mai dirgli qualcosa di offensivo, gli tiro un pugno». Si prepara ad allevare un calciatore? «Preferirei facesse il chirurgo plastico, così quando avrò sessantanni mi darà un’aggiustatina. Non vorrei facesse il modello. Di primadonna in casa ne basta una».