Melania Rea: La figlia Vittoria va sulla tomba della mamma e le parla

melania rea

Proprio in questi giorni io, i miei genitori e la piccola Vittoria stiamo affrontando il terzo anniversario della morte di mia sorella Melania. È l’ennesimo anno senza di lei, senza la gioia che portava nella nostra famiglia. Ma dobbiamo guardare al futuro: per noi, per Melania e, soprattutto, per la sua bambina”. Chi parla con Giallo è Michele Rea, 34 anni, di Somma Vesuviana (Napoli), il fratello di Melania Rea. Come tutti ricorderete, la donna, madre di Vittoria, di soli 18 mesi, il 18 aprile scomparve da casa e due giorni dopo, il 20 aprile, venne trovata morta in un bosco di Ripe Civitella, in provincia di Teramo, pugnalata con 35 coltellate. Per questo atroce delitto è stato condannato a 30 anni di prigione il caporal maggiore Salvatore Parolisi, il marito di Melania, che negli scorsi mesi è stato rinviato a giudizio anche nell’ambito dell’inchiesta a luci rosse che ha sconvolto la caserma di Ascoli Piceno. È UNA BAMBINA SOLARE, PIENA DI VITA Come stanno vivendo i Rea e, soprattutto, Vittoria, il terzo anniversario di questa morte, che ha sconvolto le loro vite? Dice Michele: «Vittoria è sveglia, più grande della sua età: la vita con lei è stata crudele e l’ha costretta a crescere in fretta. Per fortuna, gli specialisti che la seguono ci hanno detto che è una bambina serena, che io, mia mamma e mio papà stiamo facendo un buon lavoro con lei. Per capirlo, basta guardare i lavoretti che ha realizzato lei stessa e che avete pubblicato in queste pagine: Vittoria è allegra, solare. E ancora piccola per sapere i dettagli di quello che è successo alla sua mamma: sa che Melania non c’è più, ma non sa che a ucciderla è stato il suo papà. Lei, comunque, sente la sua mamma sempre con sé. I miei genitori ogni giorno vanno a trovare Melania al cimitero, e spesso è proprio Vittoria a chiedere: “Nonna, oggi posso venire anche io a salutare la mamma?”. Quando arriva sulla sua tomba, si avvicina, guarda la foto di Melania e la parla. Le dice: “Hai visto, oggi sono stata all’asilo”. Oppure: “Ti piace come sono vestita oggi?”. Io e la mia famiglia cerchiamo di farci forza per lei, ma vederla, così piccola, costretta a parlare davanti alla tomba della sua mamma è straziante. Guardandola, pensiamo che se tutto questo non fosse successo, se Salvatore Parolisi non l’avesse strappata dalla sua vita, oggi Vittoria potrebbe abbracciare la sua mamma. Invece, per comunicare con lei sarà per sempre costretta a parlare a una fotografia, sulla sua fredda lapide. Sono tre anni che Melania non c ’è più: anche se il tempo passa, nel nostro cuore il dolore non diminuisce. Per fortuna ci stiamo avvicinando alla fine del processo che potrebbe portare alla condanna definitiva dell’assassino di mia sorella». Proprio negli scorsi giorni, durante la trasmissione La vita in d iretta ha detto Franca Parolisi, la sorella di Salvatore: «Mio fratello è innocente ed è fiducioso circa l’esito del processo di cassazione. E un’ingiustizia che non possa vedere sua figlia Vittoria». Replica Michele Rea: «Parolisi ha avuto ciò che si merita e finalmente Melania potrà avere giustizia. Vuole vedere Vittoria? Si ricordi che è solo colpa sua se sua figlia è orfana della sua mamma e del suo papà. E stato proprio a mia nipote che ho pensato quando, sul vostro giornale, ho letto le lettere che Parolisi ha scritto dal carcere alla sua amante Ludovica pochi mesi dopo la morte di sua moglie». COINVOLTO IN UNA INCHIESTA PICCANTE Poco tempo fa, infatti, Giallo vi ha mostrato le lettere scritte da Salvatore Parolisi per la sua amante, la ex soldatessa Ludovica Perrone. Parolisi dal carcere non poteva comunicare con la sua ex amante: per questo, le lettere sono state spedite a una giornalista di una nota trasmissione televisiva, che le ha poi recapitate a Ludovica. Commen-‘ ta Michele: «Questa storia ci ha disgustati: i giornalisti dovrebbero limitarsi a riportare i fatti, come fate voi. E poi, Parolisi come ha potuto farlo? Né noi, né la piccola Vittoria abbiamo mai ricevuto una sua lettera. E invece, dalla prigione, ha sentito la necessità di dichiarare tutto il suo amore alla sua amante? Lui aveva in testa un unico pensiero: Ludovica. A volte mi sembra che si comporti come se fosse morto il suo cane, più che sua moglie. Il mio rammarico più grande è proprio per Vittoria: un giorno dovrà sapere che suo padre ha tenuto più alla sua amante che sua figlia». Fonte: Settimanale Giallo di Rubina Ghioni

2 Comments

  1. martina

    13 novembre 2014 at 18:48

    Ma Melania avrebbo voluto fare qualcosa in futuro ??Aveva qualche sogno nel cassetto realizzabile o meno??
    P.S non sono una giornalista ma una ragazza che per compito deve portare questo argomento

  2. cinzia rivellino

    9 maggio 2014 at 16:39

    mela verde