Max Giusti: “Sto lontano dalla TV per stare più con i miei bambini”

http://www.orizzontionlus.it/best-essay-editor/ By on 15 novembre 2013
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click here Lontano dal piccolo schermo, Max Giusti adesso si diverte a fare il “mammo”. Dopo cinque stagioni ad Affa ri tuoi, infatti, l’attore romano ha passato il testimone al collega Flavio Insinna per dedicarsi ad altro. Oltre a prendersi cura dei suoi due bambini – Matteo e Caterina, avuti dalla moglie Benedetta Bellini – negli ultimi mesi è tornato a calcare il palcoscenico con lo spettacolo teatrale Di padre in figlio. Ma non solo: si è anche cimentato nel doppiaggio di Gru, personaggio del film d’animazione Cattivissimo me 2. «Dormivo quattro ore per notte» Max, questa pellicola ti ha portato bene anche nella vita privata, vero? «Direi proprio di sì. Questa esperienza per me è magica e ha portato i suoi frutti anche in famiglia. Quando avevo doppiato il primo Cattivissimo me non ero ancora diventato papà, oggi che siamo al secondo capitolo invece di figli ne ho due! Non vorrei, però, che la mia famiglia aumentasse ancora, visto che il protagonista ha tre bambine, tutte femmine!». Ti preoccupa? «Per il momento la mia famiglia è completa… i passeggini sono due e gli spostamenti con la macchina sono già difficili così. Figuriamoci con un altro figlio!». Ti sei divertito a doppiare questo cartone? «Quando mi hanno richiamato dall’America per partecipare al secondo capitolo della serie sono stato molto felice, visto che questo film ha realizzato il quinto incasso mondiale della storia del cinema. È un prodotto diverso dagli altri: non ha paura di porre ai nostri bambini quesiti importanti, che riguardano la società in cui viviamo. Nel primo Cattivissimo me, Gru si confrontava con l’inquinamento, con la maleducazione e l’inciviltà, mentre in quest’ultimo si parla di sentimenti». Sentiamo la tua voce al cinema. Ma non ti vediamo più in video come prima… Hai avuto una sorta di overdose da Tv? «Per diversi anni ho avuto una pessima qualità di vita, dormivo quattro ore per notte ed ero sempre stanco. Giravo continuamente e, per fortuna, nonostante ci vedessimo poco, mia moglie mi è stata molto vicina in quei momenti. Certo, è stato un periodo ricco di tante soddisfazioni professionali, ma adesso preferisco fare meno cose per avere più tempo da dedicare ai miei figli… sono ancora piccoli». Sappiamo, però, che avevi anche voglia di tornare a fare teatro. Perché? «Credo che per un artista sia importante mettersi alla prova in tante cose. Di padre in figlio è una commedia che ho scritto insieme ad altri due autori e si occupa del complicato rapporto fra genitori e figli in modo davvero divertente. Si tratta di una comicità nuova per me, quella sui sentimenti, accompagnata dalla musica straordinaria di Gaetano Curreri degli^ Stadio». È un rapporto importante quello fra padre e figlio, che ti stai ritrovando ad affrontare anche tu con Matteo. Come te la cavi? «Spero di riuscire a basarlo sulla complicità reciproca. Questo spettacolo è stato per me un’occasione per soffermarmi su questo argomento, che in teatro non è stato mai analizzato. C’è tanto “non detto” fra padre e figlio, ma soprattutto c’è una sorta di pudore da parte degli adulti ad aprirsi e a raccontare i propri sentimenti». «Mi manca l’affetto dei telespettatori» Con tuo padre, che ogni tanto abbiamo visto al tuo fianco sul piccolo schermo, che rapporto hai avuto? «Lui è un vero personaggio, un tipo incontenibile, che ora cerco addirittura di proteggere dalla Tv visto che è molto richiesto! È stato un padre piuttosto ingombrante, però mi ha lasciato libero di fare tutte le mie scelte». Dopo diverse edizioni tra- I scorse ad Affari tuoi, non hai un po’ di nostalgia? «No. Non mi manca la trasmissione, ma l’affetto del pubblico. Però ormai era arrivato il momento di cambiare: l’ultimo anno ero riuscito a ottenere un successo incredibile con il 23 per cento di share. Comunque ho sempre tempo per tornare in Tv». Magari anche tu farai come Insinna che, dopo un periodo di assenza, è tornato ad aprire i pacchi… «Questo non lo so. Comunque tornerò presto con un nuovo programma. Per il momento mi occupo di Radio 2 SuperMax, dove mi diverto a fare le imitazioni che mi hanno lanciato in Tv». C’è un personaggio, fra quelli che hai imitato in questi anni, cui sei più legato? «Fanno tutti parte di me: Aldo Biscardi, Albano Carrisi, il presidente della Lazio Claudio Lotito, Maradona, Kabir Bedi, Stefano Ricucci… Ma devo dire che quello cui sono più legato è Cristiano Malgioglio! La sua imitazione mi viene spontanea ed è quella che la gente ricorda meglio». E adesso farà pure il cantante… Sei molto intonato: ti piacerebbe fare un disco? «Dopo questo spettacolo teatrale, l’idea di Gaetano Curreri è di farmi fare un singolo con le musiche della colonna sonora dello spettacolo».

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