Maurizio Aiello: “Dopo la paura della malattia voglio un’altra figlia”

L’attore, che dall’11 luglio tornerà ¡Urla terza volta nel cast di “Un posto al sole”, si confessa: «Sono stato operato di un tumore alla tiroide. Ho avuto paura di perdere la voce». «La malattia mi ha insegnato a vivere più intensamente. Ci si angustia per tante situazioni senza senso. Invece le cose importanti sono altre: l’amore per mia moglie llaria, le prime parole della nostra piccola Ludovica». Un fratellino o una sorellina per lei? «Ci stiamo pensando, mi piacerebbe un’altra femminuccia» Chi è abituato a vederlo nei panni del cattivo Alberto Palladini della soap Un posto al sole su Rai Tre non rimarrà deluso. Perché dall’11 luglio, Maurizio Aiello presterà di nuovo il volto a uno dei personaggi televisivi che lo hanno reso più famoso. Fuori dal set, l’attore è un papà che si intenerisce ai baci di sua figlia Ludovica, 2 anni, avuta dalla moglie, Daria Cartoni. BeUa e piena, la vita. Soprattutto quando una malattia, un tumore alla tiroide asportato a fine 2010, ti insegna, volente o nolente, a distinguere le futilità da quel che è realmente importante. Di nuovo sul set della fiction ambientata a Napoli, dunque. «Lo spietato Alberto PaUadini tornerà a Un posto al sole. I telespettatori mi vedranno dall’11 luglio per circa tre mesi. D mio personaggio, che era già un eroe negativo, si troverà al centro di una vicenda che avrà a che fare con lo smaltimento di rifiuti tossici nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, un tema attualissimo. SuUe prime chiederà aiuto a Franco Boschi, interpretato da Peppe Zarbo, poi avverranno tanti colpi di scena». Tornare su questo set è stato un po’ come rientrare a casa? «Certo, ma sono sempre rimasto in contatto con gli altri attori e con tutti quelli che lavorano alla serie. E poi Alberto Palladini era già tornato nel 2011». Saranno contenti i suoi fan. «Un posto al sole ne ha davvero tantissimi. Ricordo che un giorno, a Posillipo, ho evitato il furto dell’orologio proprio perché i rapinatori mi avevano riconosciuto. Per affetto, per simpatia, mi lasciarono andare: “Vattin- ne, vattinne”». Torniamo alla “Terra dei fuochi”. Crede di più a chi denuncia pericoli per la salute, a causa dello sversamento illegale di rifiuti tossici, o a chi, invece, lancia messaggi meno allarmanti sulla salubrità del territorio e dei prodotti agro-alimentari? «Non saprei. Però, e mi spiace dirlo perché sono napoletano e amo moltissimo la mia terra, cerco di non mangiare alimenti prodotti nei dintorni. Soprattutto dopo le dichiarazioni di quel pentito di camorra (ndr: Cannine Schiavone che già nel 1997 aveva definito la Campania “una discarica a cielo to’y Tornerò ad acquistare cibi di qui solo dopo concrete rassicurazioni. Mi dispiace, ma la paura di essere avvelenati c’è sempre». Si tenta in ogni modo di proteggere se stessi e i propri cari. Come ha conosciuto sua moglie Daria? «Proprio grazie a Un posto al sole. All’epoca, 14 anni fa, llaria era una studentessa ed era una fan della soap. Ci siamo incrociati una volta per strada ed è nato il nostro amore. Da allora non ci siamo mai più lasciati». E due anni fa è nata la vostra piccola Ludovica. «Con lei mi sento felice e appagato. In casa non possiamo più vedere un telegiornale in pace, la nostra mattina inizia con i cartoni animati di Peppa Pig, ma è bellissimo sentir pronunciare le sue prime parole, vederla stringersi a me e alla mamma. Vuole sempre giocare, con lei sono tornato un po’ bambino anche io». Vorreste un altro figlio? «Ci stiamo pensando. Il futuro in Italia non sembra proprio roseo. E allora mi domando se sia giusto avere un bambino per poi mandarlo all’estero». Ma se Ilaria fosse in dolce attesa, preferirebbe un maschietto o una femminuccia? «Se arrivasse un’altra bambina non mi dispiacerebbe affatto. Amo le donne». Nel 2010 lei è stato operato di tumore alla tiroide. Come ha scoperto la malattia? «È stato l’evento più negativo della mia vita. Io avevo il terrore della sala operatoria e dei punti su una ferita. Ho scoperto la malattia per puro caso: partecipavo come testimonial a una campagna di prevenzione Racefor thè cure. Ho fatto un controllo. Con l’ecografia ho scoperto di avere un nodulo di tre centimetri alla tiroide. Poco più di un mese dopo dopo mi hanno operato per asportarlo». Quale è stata la sua prima reazione? «Prima di avere paura sono rimasto incredulo. Poi ho avuto timore di perdere la voce: il nodulo era attaccato alle corde vocali». Una malattia scoperta per caso. Che cosa si sente di consigliare a chi legge? «Di fare prevenzione, di tenere la salute sotto controllo con esami e check up completi. È davvero molto importante». Ilaria le è stata vicino durante la malattia? «È stata meravigliosa. Il nostro rapporto, se si può, è diventato ancora più profondo». Cosa le ha insegnato il tumore? «A vivere più intensamente. Ci si angustia per le stupidaggini, ci si arrabbia con il mondo per cose per cui non vale la pena. I veri problemi sono altri, te ne accorgi quando la salute ti viene a mancare». Che cosa è importante per lei? «Mia moglie Ilaria, la mia piccola Ludovica, la loro salute. Vorrei poterle proteggere sempre».