Matteo Branciamore: “I Cesaroni mi hanno dato tanto, ma hanno nascosto il mio lato comico”

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http://prediksitogelwin.com/?p=essay-on-your-community-service matteo-branciamore-638x425Dopo l’esordio a teatro a soli vent’anni, nel 2006 ha raggiunto la popolarità interpretando il romantico Marco nella serie cult  Cesaroni. Dopo cinque stagioni di successi, però (e alcune apparizioni in altre fiction come Barabba), Matteo Branciamore ha sentito il bisogno di mettersi in discussione. Per questo motivo, presenterà Comedy on thè Beach, un nuovo show comico in onda da lunedì 21 luglio alle 21 sul canale Comedy Central.

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http://www.bechburgmusikanten.ch/?how-to-write-a-movie-review «È buffo che siano tutti sorpresi» Matteo, allora, da grande vuoi fare il presentatore? «Ma no, per carità! Io sono un attore e per me la conduzione non è che una breve parentesi: un divertimento, quasi una piacevole evasione dal mio percorso professionale. Comedy e Sky hanno chiesto di me qualche mese fa, perché avevano bisogno di un interprete giovane e conosciuto al timone di questo cabaret: non ho esitato ad accettare, perché il programma è breve (dura appena quattro puntate) ed esilarante; ci sono grandi comici in ballo. Prepararlo non ha portato via molto tempo agli altri miei progetti: non mi è stato richiesto un impegno oneroso. Ma c’è un’altra ragione per cui ho trovato giusto accettare la proposta di Sky». Quale? «Mi hanno offerto l’opportunità di mettermi in gioco e imparare nuove cose. Non mi sarei sentito di dare un calcio alla fortuna». Quale sarà il tuo ruolo all’interno dello show? «Il programma e una vera e propria gara: in ogni puntata si sfideranno cinque comici, che si esibiranno per 15-20 minuti. Insieme alla mia partner Francesca Macrì, introdurrò i vari artisti e farò da collante tra le diverse performance». Anche tu ti cimenterai in sketch comici? «Per me non sono previste gag: bastano i grandi della comicità, da Covatta a Debora Villa a Dario Cassini!».

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http://obatherbalbengkulu.com/?p=business-plan-criteria Giorni fa, ha destato molto scalpore una tua dichiarazione: confermi che lascerai la serie di Canale 5 I Cesarotti! «Sì, lo confermo. Però è buffo che siano rimasti tutti sorpresi, se non turbati, dalle mie intenzioni». Beh, è indicativo dell’affetto del pubblico per il tuo personaggio all’interno della fiction. O sbagliamo? «Infatti: di questo attaccamento sono molto grato, ma non ci si può aspettare che un attore di 32 anni si fermi alla prima cosa che gli viene bene. C’è bisogno di crescere, di provare a fare altro».Quindi, non c’è stata alcuna rottura con la produzione? Magari problemi con le nuove sceneggiature… «Ma assolutamente no! Non ci sono state liti, né discussioni: nessuna goccia che abbia fatto traboccare il vaso. Volevo fare altro, punto. Ho 32 anni e non ho partecipato a molti film o serie Tv: è giunta l’ora di rimescolare le carte e misurarsi in contesti nuovi.

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http://vilamilla.com/college-research-paper/ I Cesaroni sono stati il mio primo lavoro importante: gli devo tutto, notorietà compresa, ma voglio sperare sia solo l’inizio; non posso bloccarmi». Che cosa ti mancherà del set de I Cesaroni? «A dire il vero, già mi mancano molte cose e non potrebbe essere altrimenti: per ben cinque stagioni, quel set è stato come la mia casa; ci passavo nove ore al giorno! Il cast degli attori e lo staff tecnico rappresentavano la mia seconda famiglia. Quindi, è diffìcile rispondere a questa domanda: ho nostalgia di tutto, ma andare avanti significa inevitabilmente rinunciare a qualcosa».

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http://samassistance.altervista.org/?how-to-write-a-personal-statement-for-uni A proposito di andare avanti, hai già dei progetti lavorativi, o qualcosa che bolle in pentola? «Beh, speriamo prima di tutto che Comedy on thè Be- ach vada bene. Poi staremo a vedere. Potrei avere già dei progetti nuovi: spero tanto di non andare in vacanza e ricominciare subito a lavorare. Per il momento, però, preferisco non parlarne. Non è solo una questione scaramantica: diciamo che, per abitudine, non racconto mai quello che faccio prima di ritrovarmi sul set con il copione tra le mani. Quindi, spero che avremo motivo di risentirci prossimamente». Tuttavia, se proprio fossi costretto a goderti un po’ di relax, con chi partiresti? Amici o fidanzata? «Per me una cosa non esclude l’altra. Non sono il tipo che sceglie gli amici, rinunciando alla compagnia della ragazza e viceversa: andare in vacanza tutti insieme è più divertente. Comunque, perché stiamo parlando della mia fidanzata? Mi pare sia un altro ambito, giusto (ride, ndr)?». «Non mi sento sexy, per carità» Giusto. Allora, cambiamo domanda ma restiamo in argomento donne: se potessi scegliere con chi vorresti recitare nella prossima serie televisiva? «Ci sono tantissime colleghe brave con cui mi piacerebbe lavorare, ma preferisco non nominarle, per non fare un torto alle altre». Che cosa guardi di solito alla Tv? «Un po’ di tutto: dai film, alle serie americane di cui sono ghiotto. Inoltre, non per tirare acqua al mio mulino, prediligo i programmi comici, come Colorado o quelli di Comedy Central». Come mai uno come te, che ama la comicità, non impersona mai personaggi brillanti? «Banalmente, perché non mi vengono proposti. Del resto, finora sono stato il timido e introverso ragazzo della porta accanto ne I Cesaroni: difficilmente qualcuno avrebbe potuto cogliere il mio potenziale comico». Hai dei modelli tra i divi del cinema americano? «Tanti: dagli evergreen Robert De Niro e Marion Brando, ai più giovani come Ryan Gosling». Tempo fa, Matteo, hai posato nudo per un noto settimanale. Ti piace essere considerato un sex Symbol? «Non ho fatto quelle foto perché mi sento sexy, per carità: è stata un’operazione autoironica. Chiaramente, mi lusinga essere considerato un bel ragazzo, ma mi fa anche un po’ sorridere. Il servizio fotografico di cui parlate è servito a destabilizzare il pubblico, come a dire: “Guardatemi, non sono più il timido e impacciato de I CesaronC». Hai mai ricevuto proposte indecenti nella tua carriera? «Forse è un problema più per le donne. O magari è solo un luogo comune che aleggia su noi artisti. Come quello che ci vorrebbe star inarrivabili: in realtà, sebbene fortunati, siamo persone comuni, che vanno al supermercato, al cinema, o ai giardinetti col cane».

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