Master Chef: Bruno Barbieri, che con Cracco e Bastianich quest’anno sarà ancora più cattivo

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Contro il logorio della Tv moderna, in mezzo a tanta confusione e tra mille programmi scadenti, qualche certezza per le nostre papille gustative ogni tanto diventa non solo utile, ma persino necessaria. E a MasterChefìa parola d’ordine è una sola: niente mappazzoni. Lo show che ha rivoluzionato il modo di concepire la cucina sul piccolo schermo toma il 19 dicembre con una terza stagione, che si annuncia scoppiettante. A scommettere sull’ennesimo successo del talent culinario di Sky Uno c’è anche lo chef Bruno Barbieri, pronto a giocarsi persino le sue sette stelle Michelin. «Vedrete tanti effetti speciali» Bruno, pronto per la nuova stagione di MasterChefì «Certo, sarà una stagione da non perdere. Io, Cracco e Bastianich saremo ancora più severi e durante i casting ci siamo scatenati. Rispetto al passato, abbiamo puntato non solo sulla bravura dei concorrenti, ma anche sulla personalità, scovando personaggi incredibili. Ci vuole anche un po’ di ironia, altrimenti ci prendiamo troppo sul serio». Quali saranno le novità? «Per tenere una persona incollata due ore alla Tv, non puoi solo cucinare. Devi dare qualcosa in più. In questa terza edizione abbiamo lavorato molto sulle esterne, che saranno spettacolari e ricche di effetti speciali, e su una serie di situazioni molto forti, di cui però non posso anticiparvi nulla. Anche tra noi giudici ci sarà molta più complicità e in alcuni casi ci metteremo in gioco. Siamo molto affiatati, tra di noi non c’è la competizione che forse la gente avrebbe voluto vedere. MasterChef ti responsabilizza anche come giudice. Chi vince diventa una star dei fornelli. È normale essere responsabili del “mostro” che creiamo». Parlando di “mostri”, qual è il tuo parere sulla vincitrice della passata edizione, Tiziana Stefanelli? «L’avvocato è stata brava e intelligente. In alcuni casi la fortuna l’ha aiutata, altre volte ha preparato piatti schifosi. Però, ha meritato la vittoria. Di una cosa mi dispiace: l’accanimento sui social network nei suoi confronti. Lei ci ha messo del suo, però è sempre una donna e va rispettata». Adesso ce lo puoi dire: cos’è il mappazzone? «A Bologna è una parola di uso comune. È una cosa fatta e presentata male, un po’grossa, una roba da “camionari”. Dico sempre che a un piatto bisogna togliere e non aggiungere». «La mamma di Joe è fantastica» Quale sarà il tormentone di quest’anno? «Quelli di Sky mi pelano vivo se parlo troppo. Comunque, ce ne sono due o tre che faranno storia. Partiranno dei tweet che non avete idea! Io poi utilizzo molto la terminologia dialettale bolognese». Che cosa pensi dei tanti tentativi di imitazione che Iha subito il vostro show? «Dopo MasterChef era diffìcile rifare un programma di cucina. Poi, se lo fai simile, sei ancora di più nell’occhio della critica. Questo talent piace perché è genuino, infatti è andato bene in tutti i Paesi in cui ! è stato realizzato». A marzo farai il giudice anche a Junior MasterChef. I bimbi sono più competitivi degli adulti? «Non immaginate quanto. Quando il primo concorrente mi ha presentato il suo piatto, sono rimasto sbalordito. Gli ho detto: “Questo non puoi averlo fatto o pensato tu”. Era perfetto. Non bisogna dirlo, perché porta una sfìga pazzesca, ma sarà un programma di grande successo». Al tuo fianco ci sarà Lidia ! Bastianich, mamma di Joe. «Lidia è una donna straordinaria. L’ultima volta che ho visto Joe gli ho detto: “Va che non abbiamo più bisogno di te, è molto meglio tua madre”». E lui che cosa ha risposto? «“Vaffa…”. Me lo ha detto in inglese, ma il senso era ì quello. Mi sono trovato bene anche con Alessandro Borghese, il terzo giudice. È nato per stare sul palcoscenico. E ¡lavorare con i bambini non ¡è facile. Quando hai davanti degli adulti fai presto a mandarli al diavolo o dirgli “togliti il grembiule”. Sono contento, abbiamo lavorato bene». «Ai politici diamo un messaggio» Sei convinto che la Tv faccia bene alTalta cucina? «Certo. Non sono uno di quelli che dice “purché se ne parli”. Bisogna farlo in modo serio. Attraverso l’enologia e il cibo, l’Italia può rilanciarsi. Con MasterChef abbiamo mandato un messaggio fòrte ; alla politica. Finalmente hanno capito che è meglio ristrutturare il Colosseo e far pagare 32 euro per visitarlo, che venderlo ai russi». È vero che dietro le quinte dello show ti chiamano “anaconda”, per le tue doti nascoste? «E uno scherzo, perché giro per i camerini sempre in mutande. Si sono divertiti a fame | un tormentone. Lasciamo stare, che è meglio!».