Massimo Giletti: “All’erena parlo delle storie Italiane più vere”

viagra in qatar pharmacy By on 26 settembre 2013
massimo giletti

buy a university paper Grazie a L ’Arena, con la quale toma dal 29 settembre nella domenica pomeriggio di Rai Uno, è diventato una sorta di re Mida degli ascolti. Massimo Giietti è, infatti, seguitissimo dal pubblico per il suo modo, sempre composto ed evidentemente accattivante, di raccontare i fatti d’attualità. E in quest’intervista ci svela il segreto del suo successo, oltre a qualche lato inedito della sua vita di tutti i giorni… a telecamere spente. Prima di arrivare a fare il conduttore, hai lavorato per Mixer: che cosa ti manca di più di quel periodo e del mestiere di giornalista dietro le quinte? «Mixer è un’esperienza che ho nel cuore ed è stato un momento fondamentale nella mia vita professionale, ma allo stesso tempo ho fatto anche tutto il resto del percorso con grande serenità, fino ad arrivare oggi a L ’Arena, che mi appaga e mi stimola ancora tantissimo perché è “figlia” mia, l’ho costruita io! Sono un tipo che guarda sempre al futuro e a cui non piace, quindi, guardare indietro. Sicuramente sono riconoscente, ma mai nostalgico. D’altronde ogni stagione della nostra vita ha il suo tempo!». «Quattro milioni di telespettatori» La tua creatura continua a macinare successi. Da che cosa dipende secondo te? «Dalla credibilità innanzitutto e, poi, dalla passione e dallo sforzo che io e tutto il mio gruppo mettiamo in quello che facciamo. Non si vince mai da soli il pubblico da casa percepisca cosa c’è dietro e, quando arrivi a fare ascolti da serale andando oltre i quattro milioni di telespettatori, vuol dire che hai trovato la chiave giusta per raccontare le storie che caratterizzano i nostri aiomi». Hai dimostrato tutto il tuo valore a chi, forse, in passato aveva messo un po’ in dubbio le tue capacità… «Nella vita ci sono sempre quelli che parlano anche quando non dovrebbero ed emettono continuamente giudizi. Trovo che le parole e le energie non vadano sprecate nelle polemiche. A me piace lavorare e creare un buon gruppo unito, tutto il resto non mi interessa». A L ’Arena cerchi di raccontare l’Italia più vera. Come vedi la situazione attuale e come possiamo veramente uscire da questo periodo di grandissime difficoltà? «Uscirne è molto complesso, perché abbiamo fatto una politica basata più sulle facce che sui partiti. Si continuano a fare dibattiti sui protagonisti della politica, ma il Paese ha bisogno di risposte rapide perché è veramente in ginocchio. In Italia c’è una continua guerra sotterranea fra le parti, per cui l’interesse del Paese non viene mai messo veramente al centro. E finché non lo si farà, compiendo un passo indietro in tal senso, sarà estremamente complicato poi riuscire a cambiare rotta. Anzi, mi stupisco sempre di come ancora riusciamo a galleggiare, vista la situazione». Fra i più colpiti dalla crisi ci sono i giovani. Che cosa ti senti di consigliare loro? «Di fare quante più esperienze possibili, magari andando anche all’estero se necessario. Ogni esperienza e ogni lavoro arricchiscono. Nella mia vita ho provato tanti mestieri (fra cui anche il cameriere mentre era in Inghilterra per la sua tesi universitaria di diritto intemazionale, ndr) e non mi sono mai vergognato, perché l’ho sempre fatto onestamente. Guai a guardare con snobismo alle cose!». Col senno di poi, qual è la tua opinione sull’intervista che hai realizzato con il Cavaliere, nel dicembre scorso, che tanto lo fece infuriare? «Credo sia stato un esempio lampante di come troppo spesso i nostri politici non siano abituati a rispondere alle domande perché vogliono essere sempre loro a gestire il racconto. Ma se il giornalista, con grande onestà, fa il suo mestiere, si può ovviare a questo andazzo generale. E credo che lo stesso Berlusconi, dopo la fiammata iniziale, alla fine abbia accettato nel corso dell’intervista la situazione e le mie domande». Sei laureato in Giurisprudenza: se non avessi fatto il conduttore Tv, quale sarebbe stato il tuo piano B? «Penso il magistrato». Perché hai deciso di non continuare la tradizione della tua famiglia, ovvero di lavorare nell’azienda tessile nel Biellese fondata nel 1872 dal tuo bisnonno? «Ho lavorato due anni con mio padre, ma poi con molta serenità ho seguito la mia vocazione. Nella vita non bisogna avere rimpianti». Quest’estate il gossip si è scatenato con te ammiccando a tue presunte nuove relazioni: con la deputata del Pd, Alessandra Moretti, e con l’ex valletta di Carlo Conti a L ’Eredità, Angela Tuccia… «Mi dispiace, ma non parlo più della mia vita privata, perché fotografie, pettegolezzi e quant’altro mi hanno stancato e non voglio più alimentare questo tritacarne. Quindi non mi interessa più smentire o confermare e rispondo alla vostra domanda dicendo soltanto che amo la vita».

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