Massimo Boldi: La vita, la morte, le donne e la politica vi divo che c’è poco da ridere

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L’attore e comico, ora a “ Baiando i con le Stelle” , si confessa. Il lutto per Marisa, l’amata moglie perduta nel 2004: «Tutti abbiamo paura della morte, lo ho capito che è un passaggio naturale. Ma quando sono rimasto solo mi mancava l’affetto». Lo ha ritrovato con Loredana, l’attuale compagna: « L ’ho incontrata in un bar. Ci scambiavamo sms. Mi sentivo ridicolo alla mia età». «La politica? In questi anni le ho viste tutte. La gente dimentica in fretta e Piva intanto aumenta»

Auditorium Rai. Prove dà Ballando con le Stelle. La Cariucci governa con fermezza prussiana e dolcezza materna. Si festeggia a sorpresa il suo compleanno. Taglio della torta, brindisi morigerato. Si fa avanti anche Cipollino, alias Massimo Boldi con passo da Frankenstein e pantaloni mimetici alla Rambo, portandosi dietro la sua maschera imbambolata dentro cui galleggia la fissità di uno sguardo che ha visto tutto ma non ha smesso di guardare. Va verso Milly ondulando improbabile a passo di musica. Improvvisa un pezzo alla batteria, il suo destino mancato. Applausi. Come vanno gli acciacchi? «Dopo che sono caduto sul set in Kenya, mi faceva male tutto, trascinavo la gamba. Mi sono fatto operare ma il problema non è risolto». Come fai a ballare così conciato, alla tua età? «Sono un incosciente. Mi butto». Che stai provando? «Un “jive” e un tangaccio. La mia insegnante Elena è molto paziente. La chiamo Rabbit, perché di cognome fa Coniglio. Cerco d’imparare i passi, ma poi me li dimentico». Chi te l’ha fatto fare? «La simpatia per Milly. La conosco dall’84. Feci con lei Risatissima, io da comico esordiente su Canale 5. E poi mi sono ricordato di Shall We Dance?: Richard Gere anziano impara a ballare». Massimo Boldi come Richard Gere? «Vuoi dire che non ci somigliamo? Hai ragione. Io sono più svogliato di lui. Mai fatto sport in vita mia. Ballare qui è un’opportunità per sciogliermi. Faccio anche fisioterapia grazie a Milly».

E ti pagano pure… «Non sono più i compensi di una volta. Non puoi più correre dietro ai grandi guadagni». Succede di tutto in questo Paese. «Con la politica ho già dato. Nel 1992 entrai nel Partito Socialista e il partito crollò. In sessantanni ne ho sentite di cotte e di crude. La gente dimentica in fretta e l’iva intanto aumenta». A una certa età si diventa cinici. «No, si diventa come bambini. Capricciosi, tignosi, bisognosi di coccole. Di qualcuno che ti voglia bene, che ti faccia stare sereno e felice». Tu ce l’hai chi ti coccola? «Tutti e nessuno». Le figlie? «È complicato. I figli ti amano, ma quando diventano grandi fanno la loro vita. Giusto così». La fidanzata? «Ho una compagna particolare, Loredana. Stiamo insieme ma non stiamo insieme. Quando torno a casa la sera, chiudo la porta, mi giro e sono solo». E… «A volte capita che sei sereno, altre depresso. Ti prende la malinconia». Bussano i fantasmi. «I fantasmi sono la salute e il lavoro». Dimmi di Loredana. «Ci sono 27 anni di differenza. Quando sono rimasto solo, non mi mancavano le amicizie, ma l’affetto. Avevo 59 anni, mi sono chiesto: cosa ne sarà di me? Sei mesi dopo al bar incontro questa ragazza. Ci siamo presi un tè. Abbiamo preso a scambiarci messaggini. Mi sentivo ridicolo, alla mia età. Da lì una forte amicizia, poi l’affetto e oggi il sentimento. Quello che volevo». Potresti oggi farne a meno? «Sarebbe complicato per un verso. Dall’altro, dopo quello che ho superato, posso fare a meno di tutto». Hai lavorato con le più belle donne.

La più bella di tutte? «Dico Bo Derek e Cindy Crawford. Tra le nostre, metto Edwige Fenech». Sbandamenti? «Sì. Con un’attrice sconosciuta. Fu una grande fortuna perché nacque Marta, la mia ultima figlia». Una conseguenza del tradimento? «Mia moglie lo seppe. Scoppiò il casino e mi riconquistò. Capisci il vero amore? C’è stata una donna capace di riconquistarmi con il suo amore». Il Boldi all’apice della sua storia? «Quello di “Antenna 3”, la tv milanese dove debutto nel 1981 con Teo Teocoli. I migliori anni della miavita. E, subito dopo, Drive In». Frassica dice che quello di “Antenna 3” resta il miglior Boldi. «Sono d’accordo. Noi alla fine ci siamo riciclati. Continuiamo a fare il nostro personaggio da 40 anni. L’importante è essere unici nel bene e nel male». Una tua sola versione drammatica al cinema, Festival di Avati. «Nel 1996. Andò malissimo. Non lo volevo neanche fare, fui convinto da Pupi e da De Laurentiis, che volevano tentare con me un’operazione stile Diego Abatantuono. Ma con me non era possibile. Io nasco clown». I clown sono di due specie, quelli che ridono e quelli che piangono. «Io sono di quelli che ridono in scena e piangono quando chiudono la porta di casa la sera». Si ride per scansare la paura.

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