Martina Stoessel: “La mia vita da Violetta”

L’attesa è piuttosto lunga, ma per fortuna le squisite «empanadas » (fagottini ripieni di pollo, carne o formaggio) messe a nostra disposizione dalla produzione aiutano a ingannare il tempo. Siamo alla periferia di Buenos Aires negli studios Baires, 1.200 metri quadri che ospitano il set della serie «Violetta»: da ottobre vedremo la terza stagione su Disney Channel (su Sky e su Mediaset Premium). Un successo mondiale, distribuito ovunque e accolto con particolare entusiasmo da bambini e adolescenti in America Latina, Spagna, Italia, Francia e Israele. Oggi, per intervistare la bella e talentuosa Martina Stoessel, amatissima interprete di Violetta Castillo, oltre a noi di Sorrisi, unico giornale italiano presente, ci sono giornalisti da tutto il mondo. «È nervosa!», «No, è stanca!», «Dicono che ha la febbre!», «È fredda!». Incuranti dei commenti che trapelano ogni volta che un collega esce dalla stanza delle interviste, veniamo introdotti al cospetto di Martina, visibilmente raffreddata. Con lei c’è anche Mercedes Lambre, che nella serie è Ludmilla, sua acerrima nemica, ma nella realtà è la sua migliore amica.

Violetta-Wallpaper-violetta-32130068-1600-1000È lei che si occupa dei convenevoli, dicendo qualche carineria sull’Italia e raccontando quanto si siano divertite lo scorso gennaio durante gli spettacoli (un «tutto esaurito» dietro l’altro) tenuti a Milano, Roma e in altre città italiane. Poi finalmente la parola passa a Martina/Violetta. Martina, come ci si sente a essere una star? Non deve essere semplice, alla sua età, muoversi seguita dalle guardie del corpo. «È successo tutto improvvisamente. Nessuno poteva pensare, quando tre anni fa abbiamo cominciato questa avventura, che si sarebbe trasformata in un tale successo. È impressionante vedere la tua faccia dovunque: magliette, riviste, figurine, quaderni, pacchetti di patatine… Tutto questo mi lusinga perché è il frutto di un lavoro molto faticoso, nel quale io e tutti gli altri componenti del cast mettiamo veramente l’anima». La tua vita quotidiana deve essere molto complicata. «È vero, non è facile: vado in giro con la scorta e creo una grande confusione ogni volta che mi muovo. Del resto questo accade perché la gente vuole esprimermi affetto, e questo è fantastico. Semmai mi infastidisce quel che succede a volte con la stampa, che interpreta certe situazioni a modo suo e, se posso dirlo francamente, non sempre in maniera corretta». Spiegati meglio… «Una cosa che mi crea delle difficoltà, per dirne una, è quando mi dicono che sono un esempio per i giovani della mia età.

Pagine: 1 2