Martina Stella: “Mia figlia Ginevra mi ha cambiata”

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L’arrivo di Ginevra, il 30 ottobre dello scorso anno, le ha cambiato la vita, spingendola a rivedere totalmente le sue priorità. E una Martina Stella al settimo cielo e in vena di raccontarci il suo momento d’oro, quella che Vero ha incontrato a Castellammare di Stabia (Napoli) in occasione del Galà del cinema e della fiction in Campania, la manifestazione ideata dalla Soiaria Service di Valeria Della Rocca, dove la bionda attrice, lanciata da L ’ultimo bacio di Muccino, ha ritirato il premio come miglior interprete femminile nella fiction di Raiuno Caruso.Martina, che effetto ti fa aver ricevuto questo nuovo e prestigioso riconoscimento in una location così suggestiva? «Sono davvero onorata di aver ritirato questo premio. Ogni volta che tomo in Campania, poi, sono sempre felice, intanto perché adoro il cibo napoletano e poi perché in questi posti si respira una magia che è davvero difficile da descrivere». Hai di che rallegrarti. Ma oltre al cinema, qual è l’ultima cosa che ti ha fatto sorridere? «Sarò molto, molto banale: mia figlia. Ginevra è davvero simpatica ed è pure una gran chiacchierona…» C’è un ruolo che, in questo momento felice della tua carriera, moriresti dalla voglia di interpretare? «In questo periodo sento la necessità di crescere, di migliorarmi, affrontando ruoli sempre diversi. Il mio problema, spesso, è stato quello di ricevere tante proposte, contraddistinte però dallo stesso tipo di ruoli. Per questo ne approfitto per ringraziare il regista Stefano Reali e la Rai per avermi offerto l’opportunità di interpretare il personaggio di Rina all’interno della fiction Caruso, grazie a cui ho ottenuto questo riconoscimento». Qual è la novità del personaggio di Rina? «E una persona diversa da tutte quelle che ho interpretato sinora: è una donna che non viene accettata e che non si sente amata. Una donna che ha molte difficoltà con se stessa, con la propria personalità e con il proprio aspetto fisico. Certo, magari per alcuni registi risulterà difficile immaginarmi in questi panni, avendo io interpretato altri ruoli. In realtà, però, io mi sento molto vicina a questi personaggi così complessi». «Che bello tornare a girare al Ione» Prossimamente ti rivedremo nel nuovo film dei fratelli Vanzina, Sapore di te, che si ispira al mitico Sapore di mare. Sei stata una fan della pellicola originale? «Sì, anche se in realtà Sapore di te è un omaggio a Sapore di mare, ma è anche un film molto diverso. Ancora una volta mi sono trovata molto bene a lavorare con i fratelli Vanzina. Sul set ho vissuto una bella esperienza, che mi ha anche permesso di tornare a Forte dei Marmi, un luogo a me tanto caro visto che proprio lì, quando ero una bambina, trascorrevo le mie vacanze. Tra l’altro, curiosamente, mi sono ritrovata alle prese con il ruolo di una giovane mamma, ironizzando sulle sue ansie, proprio in un periodo in cui, anche io, un po’ le stavo vivendo». A proposito: tu che tipo di mamma sei? Più apprensiva o rilassata? «Lo confesso: anche a me qualche corsa al pronto soccorso per un niente è già capitata. Come, del resto, mi è successo di spaventarmi per la prima febbre di Ginevra. Mi sento una mamma molto presente e molto attenta, questo sì, e ammetto di essere stata, in momenti particolari, piuttosto apprensiva». «Sono una mamma un po’ apprensiva» Com’è cambiata la tua vita da quando è nata la piccola? «Da quando è nata Ginevra, inevitabilmente, nella mia vita sono cambiate molte cose. La maternità è un’esperienza talmente importante che ti porta a rivedere tutto il resto. Sono cambiate in un attimo le mie priorità e ora mi sento anche più forte». Sei una donna oggettivamente molto bella. Molti sostengono che dopo la maternità si migliori ulteriormente. Sei d’accordo? «Ritengo che questo lo debbano dire gli altri… Ma, a parte le battute, io ribadisco che sicuramente la maternità è stata l’esperienza più importante della mia vita. Una splendida avventura». Oggi che rapporto hai con il tuo aspetto fisico? «Devo ammettere che, già negli ultimi tempi prima restare incinta, non mi concentravo più così tanto sul mio aspetto fisico. Poi, nel momento in cui diventi mamma, dai importanza a ben altro. Nel corso della giornata hai molto meno tempo per te e per la cura del corpo. Ma va bene così. Credo che a un certo punto della propria esistenza, interiormente, sia fondamentale affrontare questo passaggio». Tornando al lavoro, ti piacerebbe proseguire la carriera all’estero? «Io studio inglese e mi ci applico tanto. Però sono consapevole del fatto che non sia così semplice lavorare fuori dall’Italia. Finora ho avuto modo di fare alcune esperienze in lingua inglese, alcune anche molto divertenti, ammetto. Per il futuro, chissà. Sicuramente mi farebbe molto piacere approfondire». Quali progetti professionali hai all’orizzonte? «Oltre a Sapore di te, uscirò presto con un altro film, questa volta indipendente, che s’intitola Dimmi di sì ed è diretto da Rosario Errico. Per l’occasione vestirò i panni della moglie di un uomo accusato di un reato che non ha commesso e che per questo motivo ha un grave crollo psicologico. Insomma, una pellicola drammatica».