Martina Colombari: Dopo 18 anni insieme vuole il bis

Cattura

Vivere un amore maggiorenne è una sfida. Il bello è sentirlo forte e maturo, perché 18 anni insieme sono una fetta di vita importante. L’impresa è cercare ogni giorno di reinventarlo, con l’entusiamo, la dolcezza e la curiosità di un bambino». Martina Colombari ha appena festeggiato due lustri di nozze con Alessandro “Billy” Costacurta. Ma è dal 1996 che fanno coppia fissa. E, a parte una crisi passeggera che risale all anni fa, il loro rapporto è in perenne costruzione. Un figlio, Achille, il matrimonio a Riccione con il pancione. E un sogno. Cullato da tutti e tre. «Vorrei un secondo bambino. Mi manca la tenerezza di avere un piccolino per casa. Achille lo desidera tantissimo e spesso mi dice: “Mamma, io vorrei un fratello. Non è che voi sbagliate a fare qualcosa?’’». Martina sorride. «Io lo tranquillizzo. “Facciamo tutto bene, non ti preoccupare”. La verità è che il tempo passa e se per avere lui è bastata una distrazione per rimanere incinta, questa volta è un po’ più ardua. È da un annetto che proviamo. Ma io sono fiduciosa, nel 2015 compio i 40 e vorrei che la vita mi facesse quel regalo…». Molte donne temono la svolta degli “anta”. «Io mi sento meglio ora di quando ne avevo 18 e tutta la mia vita da scrivere». Ma eri già la più bella d’Italia… «Ho vinto il concorso a 16 anni, ma se mi guardo allo specchio mi preferisco oggi. Anche per mio marito è così. Da ragazza ero più acerba, tondetta, con lo sguardo meno sicuro e il timore di non essere mai all’altezza della situazione. Soprattutto quando si trattava di parlare davanti alle persone: anche una tavolata di amici mi metteva in imbarazzo». Oggi, invece, Martina si piace, è più consapevole, anche se ammette: «Non sono cresciuta con il mito della bellezza, ma con il culto della cura del corpo come via per il benessere dell’anima. Mi alleno quotidianamente, mangio sano anche se non rinuncio a qualcosa di dolce a fine pasto, faccio sedute dal chiropratico per la postura, talvolta mi concedo un massaggio drenante e cammino per ore, rinunciando a taxi o mezzi di trasporto». Il risultato di tanto “lavoro” è sotto gli occhi di tutti. Le immagini che proponiamo mostrano una Martina strepitosa, ironica e sensuale. Un metro e 74 di perfezione per 56 chili di tonicità. «Mi piace giocare con la moda e con il mio corpo. Non sono pudica: un fisico nudo non va visto con occhi pieni di malizia». Però, per mostrarsi, bisogna avere una buona dose di esibizionismo. «Un po’ di narcisismo in me c’è. Mi piace farmi guardare dalla gente e mi stimola a migliorarmi sempre.Sono molto esigente con me stessa e ho un forte senso estetico». Nel senso che per sedurre sfoderi abitini vezzosi, lingerie mozzafiato… Martina ride. «Mio marito Alessandro non è interessato a ciò che indosso: è attratto dal mio corpo. E anche questo mi porta a tenermi, a non lasciarmi andare. Anche in casa: magari sono struccata, con la coda di cavallo ma decorosa, non vorrei mai accoglierlo in ciabatte, ricrescita in testa e bigodino selvaggio». Martina è attentissima a se stessa ma anche, o soprattutto, ai suoi due uomini. «Loro, insieme ai miei genitori, sono la mia vita. Nulla è più prezioso della famiglia. Achille è viziato più di attenzioni che di regali. Gli insegniamo che ogni cosa va guadagnata. Io e suo padre siamo stati fortunati. La vita ci ha donato due talenti ma entrambi li abbiano coltivati con grinta e sacrificio. Nessuno ti regala niente se non ti impegni». È una mamma affettuosa, solare ma anche ferma. «E in questo momento con la lacrima facile perché Achille è al suo primo campus estivo e io tutte le sere mi ritrovo con il fazzoletto in mano dopo averlo sentito». Costacurta è un papà presente e rigoroso? «Lui lo è in tutto: è più chiuso, diffidente. Io più aperta, un vulcano con la Romagna dentro. Siamo diversi eppure funzioniamo bene». Perché ci sono cose fondamentali che vi uniscono… «Abbiamo i piedi per terra, ci rispettiamo e non dimentichiamo mai che la vera fortuna è esserci incontrati. E ci prendiamo cura l’uno dell’altra allo stesso modo. La sera che abbiamo festeggiato l’anniversario [16 giugno, ndr] abbiamo prenotato a Riccione nel ristorante dove ci siamo sposati. Tutti e due, per fare una sorpresa, abbiamo ordinato una tortina. Al momento del dolce ne sono arrivate due: una panna e una cioccolato». E scoppia a ridere. «Ma il ricordo più tenero è quello di Achille che ci accoglie con una pioggia di coriandoli a forma di cuore. Cosa posso chiedere di più?»