Marino attacca i sindacati ma il Pd sta con i dipendenti

http://gccwines.com/assignment-2013/ assignment 2013 C’è un sottile filo che collega Saxa Rubra al Campidoglio. Nel giorno in cui il premier Matteo Renzi vince la sfida in Rai e scongiura lo sciopero seppur con qualche sacca di resistenza, il sindaco Ignazio Marino va allo scontro frontale con i sindacati. Ma serve a poco perché ormai i dipendenti sono in piazza, e Roma è diventata città chiusa: tanto che il filo si spezza subito. E così la battaglia del primo cittadino per legare il merito alle retribuzioni dei municipali, senza più salari accessori a pioggia come intimato dal Mef, si trasforma in un sentiero di guerra. Un caso politico, non solo amministrativo. Con i gruppi consiliari di Pd e Sel che fanno quadrato con gli scioperanti, pezzi di democrat che lo attaccano, o peggio ancora tacciono, e lui, il sindaco, che prova a cambiare verso seguendo lo stil novo di Palazzo Chigi. Come? Basta leggere queste dichiarazioni: «Lo sciopero di oggi è ad personam contro i lavoratori del Campidoglio». Oppure: «Chi invece di sedersi a un tavolo eccita gli animi e crea conflitti e divisioni è evidente che lavora perché non ci sia soluzione e lavora contro i dipendenti che hanno il diritto di vedere fine alle proprie ansie». In sintesi, ripeterà per tutta la giornata Marino, «i sindacati sbagliano e non fanno gli interessi dei dipendenti: non possono chiedermi di fare qualcosa contro la legge. Io non lo farò mai». a quoi bon punir dissertation LO SCONTRO http://fmindesign.in/college-thesis-help/ Ma al di là del tema in sé c’è un dato più politico in questa vicenda: lo scollamento tra il sindaco e il Pd, di diversi livelli e gradazioni. David Sassoli, europarlamentare fresco di bis, di prima mattina scrive su Facebook: «Oggi i dipendenti del Comune di Roma scioperano contro i tagli annunciati dal sindaco Marino. Che è del mio partito, il Pd». Un ragionamento, quello dell’ex sfidante del chirurgo dem alle primarie, che fa lo stesso sibilo di un missile terra aria: «La verità è che una grande Capitale va ogni giorno consultata, non umiliata e magari non illusa in campagna elettorale». Messaggio che il destinatario respinge con aplomb (intinto nel curaro): «Sono sicuro che Sassoli lavorerà per il bene di Roma, portando i finanziamenti europei di cui questa città ha bisogno». Schiva e colpisce, Marino. home page In un giornata iper attiva – summit in prefettura sulla sicurezza, incontro con il sottosegretario Delrio, sopralluogo in tangenziale, stretta di mano con il primo ministro giapponese e in mezzo anche un punto tecnico con Silvia Scozzese per il piano di rientro – nel corso della quale i titoli dei quotidiani on line non smettono di inseguirlo: Roma, sciopero, servizi fermi, città nel caos. «Ma chi manifesta ha ricevuto regolarmente il salario accessorio», è lo sfogo-attacco del sindaco intento a percorrere il vicolo stretto di questa giornata. click here Il tutto mentre i consiglieri comunali del Pd e di Sel si confondono alla protesta, alla piazza, forse, c’è chi maligna, anche per calcoli di consensi personali («Hai visto mai si ritornasse al voto, prima o poi?»). http://www.apisalud.es/?master-thesis-on-international-trade E allora Francesco D’Ausilio, capogruppo democrat in Campidoglio, afferma: «Ho appoggiato la manifestazione dei dipendenti capitolini: dobbiamo rispetto alle organizzazioni sindacali che hanno portato in piazza oltre diecimila persone». Un fossato, insomma, dove l’opposizione sguazza. Sintesi di Alfio Marchini: «E’ finito il tempo delle false promesse, i dipendenti non si fidano di Marino».

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