Marilyn Monroe, quelle telefonata: L’ultimo segreto del triangolo più famoso del ‘900

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E’ la donna più dannatamente donna del mondo», disse una volta il drammaturgo Arthur Miller, suo marito, il terzo, dal 1956 al 1961. Tutti gli uomini, non solo lui, hanno sempre pensato lo stesso di Marilyn Monroe, icona della bellezza e della seduzione ancora adesso, a più di mezzo secolo dalla scomparsa: la diva si suicidò nella sua villa di Brentwood, un quartiere di Los Angeles, il 5 agosto 1962 . Ma tra i tanti che la sognavano soltanto, ci fu chi, parafrasando un film dell’attrice, te neva Marilyn fra le sue braccia non solo quando la moglie era in vacanza. Era un uomo potente, affascinante, donnaiolo incallito: John Fitzgerald Kennedy, il 35° presidente degli Stati Uniti. La loro storia d’amore ormai non ha più segreti, se ne legge anche nei testi biografici e nelle note consultabili su Internet. Da sempre, però, la domanda è la stessa: lo sapeva anche Jacqueline, la consorte del leader americano? La risposta è sconvolgente! La aveva anticipata per primo il giornalista italiano Gianni Bisiach autore, nel 1999, del libro I Kennedy – La dinastia che ha segnato un secolo (Newton & Compton Editori; disponibile su Amazon.it in formato kindle). E proprio in questi giorni è giunta, con clamore, la conferma dagli Usa, scritta nelle pagine del volume These few precious days. The final year of Jack with Jackie (Quei pochi e preziosi giorni. L’anno finale di Jack e Jackie), di Christopher Andersen. Jacqueline Kennedy, insomma, non aveva bisogno di avere sospetti e di affidare a un investigatore il compito di verificarne la veridicità: fu una telefonata, infatti, a metterla al corrente, nel 1962, della liaison che John aveva con Marilyn. Non fu un informatore anonimo. «Mi ama e mi ha promesso che mi sposerà», ecco le parole che la first lady si sentì rivolgere dalla viva voce di Marilyn Monroe, che la chiamò direttamente alla Casa Bianca per avvertirla dei presunti progetti del marito fedifrago. Jackie, raccontano le cronache, ribatté alla diva che era pronta a lasciarle il marito divorziando da lui. «Se tu accetti di trasferirti subito qui alla Casa Bianca e sostieni tutte le conseguenze dello scandalo che da ciò deriverà», fu la proposta di Jackie riportata da Bisiach nel suo libro. Jacqueline sapeva perfettamente che venire “ripudiata” in cambio di Marilyn l’avrebbe esposta allo scherno generale. E quell’eventualità la terrorizzava. La lotta era dura. La Monroe aveva libero accesso telefonico alla residenza ufficiale del presidente degli Stati Uniti: osservava giusto la precauzione di chiedere del presidente con un falso nome, quello di Miss Green. L’intimità fra loro era tale che una volta l’attrice volò in compagnia di Kennedy addirittura a bordo dell’aereo presidenziale, “camuffata con una parrucca bruna, grossi occhiali neri e un vecchio vestito”, si legge nel libro di Bisiach. Ma era al posto della rivale. JFK e la diva di Hollywood si conobbero nel 1957. A quel tempo il marito della Monroe, Arthur Miller, riceveva minacce e attentati. Marilyn chiese a Frank Sinatra, intimo amico di John, di farle incontrare l’allora senatore Kennedy per chiedergli protezione. Lui l’ascoltò e la tranquillizzò: «I Kennedy la proteggono, signora, lei non ha più nulla da temere». I due iniziarono a frequentarsi con la complicità dell’attore Peter Lawford, cognato di John, avendone sposato la sorella Pat. «Fra tutte le sue altre donne, Marilyn era la più adatta a lui. Stavano bene insieme », è stato il commento di Lawford. La data fatidica per la coppia fu il 29 maggio 1962. John compiva 45 anni e alla festa in suo onore Marilyn gli cantò Happy Birthday, buon compleanno, in modo così sensuale che nessuno poteva avere dubbi sui veri rapporti che correvano fra di loro. A quel punto John la lasciò per non rovinare la sua carriera politica. Il presidente affidò al fratello Bob il compito di dare il ben servito a Marilyn. La missione gli riuscì fin troppo bene, ne divenne lui l’amante. Quando la passione oltrepassò il limite, però, anche Bob si defilò e la Monroe, usata e scaricata dai due fratelli, si uccise in circostanza rimaste piene di ombre. It’s ok to dream, è giusto sognare, amava dire il presidente Kennedy. Ma non valeva per Marilyn.