Marianna Di Martino: Dopo Pieraccioni ho sedotto Hugh Grant

La sua storia col sex Symbol delle fiction Giulio Berruti è finita dopo due anni. E l’attrice ora è la nuova musa del regista toscano: «Nel suo film “Un fantastico via vai” interpreto una ragazza incinta. L’ho convinto a scegliermi andando al provino con un cuscino sotto la maglietta ». «Ho recitato anche con Grant e mi sono sentita Julia Roberts in “Notting Hill”: sono una romanticona». «Lui e Leonardo? Troppo belli entrambi!» Per la prima volta in vita mia quest’anno la sera di Natale andrò al cinema con tutti i miei amici. Di solito sto in casa davanti al caminetto con la mia famiglia ma quest’anno recito nel film di Leonardo Pieraccioni!». È felice come una bambina Marianna Di Martino perché, dopo la fine della storia d’amore con il collega Giulio Berruti, è il suo grande momento al cinema. Non solo è nelle sale in Un fantastico via vai, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni, dove interpreta una ragazza siciliana all’ottavo mese di gravidanza; ma il prossimo anno la vedremo nelle sale in The man from U.N.C.L.E., del regista Guy Ritchie, ex marito di Madonna, dove reciterà accanto a Hugh Grant. Ma andiamo per gradi. Come ha convìnto Pieraccioni a sceglierla? «Alla seconda audizione mi sono presentata con un cuscino cucito sotto la t-shirt sulla pancia, pronta a fare la donna incinta. Volevo fosse chiaro che quel ruolo era mio. Si sono messi tutti a ridere». Il film parla del confronto generazionale. Lei ha poco più di vent’anni. Come vede i quarantenni di oggi? «Ho tanti amici sui quaranta. Alla fine noto che indossano le sneakers e il piumino come i ventenni. Anni fa, quando ero al liceo, già i trentenni mi sembravano così adulti, quasi irraggiungibili. Poi ho scoperto che non sono dei mondi così lontani; o meglio, che ci può essere uno scambio interessante. Il film è molto realistico e, come in tutti i film di Pieraccioni, si ride tanto, ma ci sono dei momenti molto poetici che fanno riflettere». Quindi non è solo un cinepanettone? «Se per cinepanettone si intende un film che è al cinema durante il periodo di Natale, può essere chiamato anche così. Ma non è il classico film sul Natale, è una commedia». Sono lontani i tempi in cui partecipava a Miss Italia, nel 2008; arrivò seconda e vinse Miriam Leone ma lei fu eletta proprio Miss “Diva e donna”. Ricorda? «Certo! Sono passati pochi anni, ma sembrano molti di più. Ho iniziato a fare la modella davvero giovanissima e per la moda mi sono trasferita a Milano, dove mi ero anche iscritta alFUniversità Bocconi. Spesso sento dire dai miei colleghi che sono finiti per caso a fare questo lavoro oppure che hanno sempre sentito questa vocazione. Io ho sempre sentito di non volere fare l’attrice perché mia madre è un’attrice di teatro e mio padre era un regista e uno sceneggiatore. Da piccola avevo la culla in camerino e per me il parco giochi era la platea». Ha dei rimpianti o è contenta? «Ora sono molto felice. Quest’anno poi ho girato anche un web movie, La Santa, che è stato presentato fuori concorso anche al Festival di Roma». Cosa si aspetta dal nuovo anno? «Cerco di non aspettarmi niente perché ho capito che poi mi illudo. Il 2013 è stato un bellissimo anno, ho lavorato tanto e con persone che mi hanno insegnato molto. Cosa aspettarsi di più di questo?». Quali sono i prossimi impegni? «Nel 2014 uscirà il film The man from U.N.C.L.E., del regista Guy Ritchie (ndr: l’ex marito di Madonna) in cui io ho recitato con Hugh Grant e con Henry Cavili, il protagonista di L’uomo d’acciaio, l’ultimo Superman». Ha recitato con Hugh Grant? «Non posso dire niente della trama; è blindatissima. Ma posso rivelarvi che c’è una scena in cui io e Hugh parliamo a lungo. Mi sentivo proprio come Julia Roberts in Notting Hill: sono cresciuta con quella commedia e sono una romanticona senza speranza. La sera andavo in giro per casa, che divido con mia madre e mio fratello, dicendo: “Ho recitato con ( Hugh Grant e con Superman”». Da Pieraccioni a Hugh Grant un bel salto… «Che posso dire? Troppo belli entrambi! Leonardo è uno spettacolo. Sul set lui e Giorgio Panariello mi parlavano della loro gavetta. Niente in confronto a quella di noi giovani. Loro sì che ne hanno fatta! Noi dobbiamo sentirci privilegiati, ma spesso diamo le cose per scontate».