Maria Grazia Cucinotta: “A casa mia Ho vinto il maschilismo”

http://royalrocksalt.com/?p=cours-de-dissertation-juridique By on 4 dicembre 2013
"Inglourious Basterds" Premiere at the 62nd Annual Cannes Film Festival

write an essay about myself L’attrice e produttrice racconta l’esperienza da stilista di una collezione di moda «per sostenere le donne che hanno subito violenze. Basta sentirsi preda degli uomini: gli abiti sexy non autorizzano un uomo a fare del male». «In famiglia mio marito è l’unico uomo: comandiamo io e mia figlia Giulia» Non solo è molto femminile ma, sia nei suoi film sia nei ì suoi tanti impegni a scopo benefico, al primo posto c’è l’esaltazione della femminilità. «Non bisogna avere paura di indossare una minigonna o un abito scollato», dichiara Maria Grazia Cucinotta. «Essere sexy non autorizza nessuno a scatenare la violenza. Proprio per questo ho voluto disegnare con Francesca e Maria Grazia Severi una collezione animalier che testimoni e comunichi al mondo che una donna vestita con abiti che ne esaltano la bellezza non deve mai sentirsi preda». Così è nata l’idea di una collezione di moda contro la violenza sulle donne che la vede in veste di stilista per la prima volta. «Io e Francesca Severi abbiamo ideato, dalle bozze alla confezione, dieci pezzi unici, in vendita da febbraio: abiti, giacche, tute per una donna contemporanea. È stato veramente divertente essere una stilista di moda. La prima volta che sono andata nella sede della maison Severi non la potrò mai dimenticare: mi sentivo una bambina che realizza un sogno. All’inizio con Francesca avevamo pensato di fare una collezione colorata, poi invece abbiamo scelto uno stile maculato proprio per andare contro i pregiudizi e i luoghi comuni. Le donne, fin da piccole, si sentono sempre dire: “Non andare in giro da sola”, oppure: “Non uscire la sera perché è pericoloso”. Così la donna cresce con quest’idea di potere essere preda e non c’è nessuna che almeno una volta nella vita non abbia avuto paura di subire una violenza da un uomo». Il ricavato delle vendite andrà a Pangea. «È una Onlus che si occupa di supportare la formazione e la crescita delle donne in difficoltà e dei loro bambini in tanti Paesi del mondo. Questo speciale progetto è destinato alle donne che vivono nell’area tra Calcutta e Kabul e che hanno subito delle menomazioni e hanno bisogno di riacquistare la propria dignità sia fisica sia psicologica». Il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: lei che cosa ha fatto? «Ero a New York. Ho preso parte con altre colleghe attrici, come Valeria Golino, allo spettacolo Ferite a morte tratto dal libro, che poi è diventato una piece teatrale, di Serena Dandini che si è tenuto nella sede delle Nazioni Unite. In quella giornata ci sono state tante iniziative lodevoli ma è lo Stato che deve intervenire con delle leggi serie per punire davvero chi fa violenza alle donne». Il prossimo anno uscirà il suo film La moglie del sarto dove lei interpreta una donna che lotta contro il maschilismo. «Parla di una donna che alla morte del marito, un sarto, si trova a lottare con gli uomini e la società perché le vogliono portare via la bottega credendola incapace di gestirla». Presto, invece, vedremo al cinema Maldamore, di cui lei è produttrice. «Siamo al montaggio del film. C’è un bel cast: Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Ambra Angiolini: è un film che parla dei malesseri dell’amore in una chiave ironica e femminile». C’è molta femminilità nei suoi impegni. «Perché anche a casa mia è così. Mio marito è l’unico uomo, circondato da me e da nostra figlia Giulia. Posso dire che a casa nostra il maschilismo è morto, ma mio marito ha un vantaggio: è sempre molto coccolato».

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