Marco Mazzanti: “Cosi il palcoscenicoa salvato dal Gf “

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«Grazie a queste nuove esperienze ho riscoperto me stesso», confessa il giovane ferrarese, diventato famoso nel 2009 come il «bello» della Casa e per la relazione con Lea Veggetti e Vanessa Ravizza. «Ma quando diventi popolare semplicemente per aver messo la tua faccia in Tv, pendi i valori. Che invece ora ho ritrovato», ammette. Insieme col vero amore… Ricordate la storia infinita tra il giovanissimo Marco Mazzanti e la più matura Lea Veggetti che fece scalpore al Grande fratello 9? E l’intreccio amoroso nel quale era coinvolta anche Vanessa Ravizza che, prima di innamorarsi di Alberto Scrivano, aveva dimostrato particolare interesse per il belloccio di Ferrara? Ecco, dimenticate tutto di quelle immagini e di tutti gli scoop successivi che hanno visto la coppia un giorno insieme e innamorati, poco dopo di nuovo lontani. Oggi, la vita di Marco Mazzanti è cambiata totalmente ed è lontana anni luce dal gossip, dalle serate in discoteca e dagli eventi modaioli: «Stavo perdendo me stesso, sono rinato grazie alla verità del teatro». Marco infatti in questi anni dopo il reality si è diplomato alPAccademia di arte drammatica Silvio D’Amico di Roma e ha iniziato a lavorare come attore in opere di un certo prestigio, come I giorni del buio di Gabriele Lavia e From Pinocchio del regista emergente Emiliano Russo, esperienza terminata poche settimane fa andata in scena al Teatro Studio Eleonora Duse sempre nella Capitale. Insomma, Marco, stai muòvendo i primi importanti passi come attore. «Sono molto contento, perché, da quando ho scelto di dedicarmi al teatro, ho scoperto un mondo molto interessante, che oggi rappresenta la ragione della mia vita. Ogni volta salire sul palcoscenico è una grande emozione. From Pinocchio è arrivato dopo una grande esperienza nei Giorni deibuio del maestro Gabriele Lavia e poter raccontare con la recitazione una storia che è conosciuta in tutto il mondo mi ha riempito di grande gioia». Tra l’altro hai interpretato proprio Pinocchio. «Sì, in alcuni casi ero il famoso burattino di legno, in altri Tornino di burro che accompagna i bambini nel Paese dei balocchi, ma anche il Grillo parlante. Lo spettacolo è stato realizzato in modo che gli attori potessero cambiare personaggio da una sera all’altra». Perché questa scelta di chiudere con il passato e dedicarti al teatro? «Ho iniziato con una compagnia amatoriale, poi sono riuscito a entrare all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico e qui sono stato rapito dall’immenso fascino del teatro, che non è paragonabile con nessun’altra forma di comunicazione. La differenza la fa il fatto che a teatro hai il contatto diretto con il pubblico. E il contatto è autentico, proprio come piace a me avere rapporti nella vita. Penso sempre di esser stato sfortunato a non avere incrociato la mia strada con il teatro da bambino, oppure durante ¡’adolescenza. Sicuramente sarei cresciuto meglio e con una testa diversa, più aperta. E, poi, grazie a questa esperienza di vita e di lavoro che sto facendo, sto ritrovando il Marco di sempre, quello più vero. Con questo non voglio limitarmi come attore. Un giorno potrei lavorare al cinema, oppure in televisione. Anzi, a breve, su Raiuno uscirà una fiction in cui recito una piccola parte». Dai al Gfla colpa di averti trasformato come persona per un certo periodo? «Quella del reality è stata una parentesi. Per certi versi bella e interessante, anche semplicemente come esperimento su me stesso. E, poi, anche perché grazie al Grandefratello ho avuto la possibilità di trasferirmi e vivere a Roma. Però, quando diventi così popolare e conosciuto semplicemente per aver messo la tua faccia in televisione, perdi quelli che sono i valori di base della vita e anche del lavoro. E a un certo punto potresti arrivare a pensare che tutto ti sia dovuto. Invece, come avevo imparato anche giocando a calcio, è giusto sapere che, se ti sacrifichi e ti prepari bene tanto per una partita di pallone quanto per uno spettacolo teatrale o per uno show televisivo, sicuramente sarai pronto e in grado di fare una bella prestazione. Poi c’è la questione dell’aspetto fisico…». Spiegati meglio. «In certi ambienti vicini al mondo della televisione si dà un valore fondamentale al fatto di essere belli o brutti. E così spesso trovi persone in ruoli che probabilmente non meritano per talento e capacità, ma solo perché hanno una bella presenza. Nel teatro, invece, questo non accade. Mi sono trovato a fare provini di fronte ai più grandi artisti del settore. Loro, con immensa umiltà, valutano soltanto la tua performance e, se emergi, è solo grazie alla tue capacità e a quello che sai esprimere». A proposito di Grande fratello: che rapporti hai oggi con la tua ex compagna Lea Veggetti? «Lea è totalmente fuori dalla mia vita. È già un bel po’ di tempo che non la sento. E ti dico la verità: non mi interessa nemmeno. Sto meglio così». Quindi hai una nuova fidanzata? «Sì, e anche sotto questo aspetto, sono molto contento. Sono fidanzato da un anno e mezzo con una ragazza che è totalmente al di fuori dall’ambiente dello spettacolo e non vorrei nemmeno coinvolgerla. Per questo evito anche di fare il suo nome pubblicamente. Quello che mi piace di lei è che non è una di quelle donne possessive che vogliono cambiarti la vita. Anzi: ha capito perfettamente che cosa ci rende felici. È intelligente ed è comprensiva anche quando non possiamo vederci perché passo intere giornate, anche 10-12 ore, in teatro». Tra qualche settimana, probabilmente tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, ricomincia il Grande Entello. Che cosa ne pensi? E giusto mandarlo di nuovo in onda dopo oltre un anno di stop? «Ricomincia il Gfi Giuro che non ne sapevo niente. Forse è colpà mia che non guardo mai la Tv, se non Che tempo che fa di Fabio Fazio, ma non avevo proprio appreso la notizia. E, poi, quando cambi vita, è bene staccarsi completamente dal passato, no?».