Marco Liorni: «In giro c’è molta voglia di trovare l’anima gemella»

liornidomenicalive

E una cosa meravigliosa, l’amore. Non solo al cinema, ma anche in Tv. Alla guida di ILove You, ogni lunedì alle 23.00 su Rai Premium, i Marco Liomi ci accompagna in K un viaggio affascinante, per co- u. noscere dettagli e curiosità sulle relazioni più romantiche tra personaggi del mondo dello spettacolo. Il tutto, accompagnato da * immagini d’archivio delle teche Rai e dalle testimonianze di attori, registi, cantanti e artisti che hanno saputo cogliere il romanticismo di queste storie. Marco, perché hai accettato questo programma? «Avevo quest’idea da tempo e alla fine l’ho realizzata. Il pubblico ha risposto bene e il merito è dell’eccellente gruppo di lavoro. Abbiamo fatto un bel programma in tempi record, a dimostrazione che si possono fare belle cose anche senza grossi mezzi a disposizione». «Chi non vorrebbe essere Gaber?» Di quale storia avresti voluto essere il protagonista? «A chi non piacerebbe essere Giorgio Gaber? Lo stimo-come uomo e artista. Sognando un po’, direi anche Ranieri di Monaco. Grace Kelly è stata la donna più bella di tutti i tempi». Sei un uomo romantico? «Se intendiamo romantico nel senso di melenso, direi di no. Sono un uomo che cerca spesso la sua compagna, anche per scoprire lati nuovi del suo carattere. Con gli anni, tutti noi cambiamo, riuscendo a “spiegare” meglio la nostra personalità. L’amore è una scoperta quotidiana». L’amore è una cosa meravigliosa solo al cinema o anche nella vita reale? «Per realizzare il programma abbiamo girato tra la gente. In giro c’è molta voglia di trovare l’anima gemella. L’amore esiste, anche se spesso ci facciamo fregare e prendiamo cantonate micidiali. Ma questa crisi che stiamo vivendo, e non è solo economica, ha portato anche qualcosa di buono: ci ha aiutato a riscoprire i rapporti umani». Hai avuto successo a La vitu in diretta, accanto a Mara Venier. Tuttavia, la Rai non ti ha riconfermato. Come mai? «È una domanda che continuo a farmi, nonostante la Rai mi abbia dato una spiegazione. Volevano portare un rinnovamento al programma, destinandomi ad altri progetti. Qualche proposta mi è arrivata, ma non si è concretizzato nulla. Intanto, mi godo il successo di I Love You. Sono contento di aver fatto una cosa a cui tenevo molto. La mia ambizione principale è fare quello che più mi piace». «Sono stato al GF troppo a lungo» Hai raggiunto la popolarità con il Grande Fratello. Dopo sette edizioni, sei stato tu a lasciare o è stata la produzione a non confermarti? «Ho deciso io. La produzione lo sapeva da un anno. Ero stato troppo a lungo al GF: l’ho abbandonato perché sentivo il bisogno di sperimentare altro. Poi, il mio molo di inviato non mi permetteva di esprimermi. Quando fai per molto tempo la stessa cosa, perdi motivazione e non ha più senso farlo. Ma ci siamo lasciati con cordialità». Che cosa pensi della tredicesima edizione? Ha ancora senso mandarla in onda? «Lo vedremo presto. Conoscendo il gruppo degli autori e il direttore di Canale 5, Giancarlo Scheri, sono sicuro che sapranno adeguarlo ai tempi e, quindi, rinnovarlo». È vero che già da bambino coltivavi la passione per la Tv tanto che costruivi dei modellini di studi televisivi? «Avevo 10 anni e costringevo mio fratello, mio padre e i cugini ad assecondanni. Usavo un portafotografia come schermo e dei pupazzetti come presentatori. Insomma, la Tv era nel mio destino, anche se la mia vera passione era disegnare le telecamere. Infatti, sognavo di fare il cameraman. A volte marinavo la scuola per intrufolami negli studi della Rai e in quelli delle Tv locali per vedere come funzionava. Ero molto attratto dall’aspetto tècnico». Quindi possiamo dire che hai realizzato il tuo sogno di bambino. Ma qual è quello del Marco Liorni adulto? «Non perdere mai la passione per il mio lavoro, proprio per non offendere il mio sogno di bambino. Alla fine è anche per questo che ho lasciato il Grande Fratello. È stata una necessità personale. E l’ho pagata, perché negli anni successivi è stata dura togliermi di dosso una certa etichetta. Però ce l’ho fatta, ancora una volta».