Marco Delvecchio? Per l’amore di Sara non gioca più, va in panchina

Marco-Delvecchio

Avrebbe potuto lavorare nell’azienda di famiglia, ma ha seguito il suo cuore e ha scelto la danza. Quel cuore che ha cominciato a battere all’impazzata durante la scorsa edizione di Ballando con le stelle, e che Pha fatta innamorare del suo allievo Marco Deivecchio. Tra una sensuale rumba, un romantico valzer e una focosa salsa, Tex bomber giallorosso ha fatto gol nel suo cuore e, a distanza di più di un anno, il loro amore si è rivelato tutt’altro che ballerino. E Sara Di Vaira, che quest’anno balla in coppia con il pallavolista Gigi Mastrangelo nel fortunato show del sabato sera di Milly Cariucci su Raiuno, ci racconta la sua vita dentro e fuori la sala prove. Quest’anno a Ballando con le stelle hai un “gigante” per allievo: Gigi Mastrangelo. «Sono entusiasta di lui e di quello che stiamo riuscendo a fare. Gli sportivi sanno cosa significa allenarsi per migliorare ogni giorno di più e sono perfettamente consapevoli che ogni traguardo richiede impegno, serietà e tanta preparazione. E poi sono competitivi per loro natura e vogliono vincere. Meglio di così… Due sabati fa, abbiamo ballato il charleston in ginocchio e per la prima volta la differenza d’altezza si notava meno. Certo è pur vero che lui in ginocchio è alto quanto me al normale (ride, ndr)». Quali sono state le principali difficoltà che avete dovuto affrontare? «Quando ci siamo incontrati la prima volta, ho pensato che sarebbe stato difficilissimo insegnargli a ballare. Lui, invece, si è messo a mia completa disposizione. È un compagno di lavoro fantastico: si è messo in gioco con umiltà ed entusiasmo, prova ore e ore senza sosta, e ha pure un’ottima memoria». Come è nato il tuo amore per la danza? «Da bambina. D’altra parte chi non ha sognato di indossare da piccola vestito e scarpette da danza? Ho cominciato a cinque anni e ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti che mi hanno saputo far crescere sotto l’aspetto sportivo. Inoltre devo ringraziare la mia caparbietà. Solo con tanta tenacia, infatti, è possibile raggiungere determinati ri- ^ sultati. Ci sono tanti talenti, | ma senza sacrifici e sudore ~ in sala prove, non si va da * nessuna parte». Questa passione così to- 2 talizzante che cosa ha regalato e che cosa ha tolto invece alla tua vita? «Mi ha tolto quei dieci anni di spensieratezza giovanili tipici dell’adolescenza. I miei amici magari uscivano oppure organizzavano qualche festicciola, mentre io avevo gli allenamenti o una gara. Sono stata anche parecchio lontana dalla mia famiglia per partecipare a stage e competizioni varie. Tutto questo, però, mi ha regalato l’indipendenza, visto che ho un lavoro, e già questo, di per sé, non è poco ai giorni nostri. Per di più la danza è un mestiere che amo alla follia. Anche mia sorella ha condiviso questa passione». Davvero? «E la cosa curiosa è che quando magari eravamo all’estero e una delle due non stava bene, l’altra chiamava la mamma e ci accordavamo per non dirle nulla e per non farla preoccupare. Poi, però, lei ha voluto abbandonare la danza e ha deciso di dedicarsi alla nostra tenuta di famiglia, dove produciamo vino e olio e dove abbiamo anche un agriturismo». «Bonn Moss mi ha insegnato tanto» Tornando a Ballando, che ricordi conservi dei tuoi allievi delle edizioni passate? «Sono stata parecchio fortunata. La mia prima edizione è stata quella del 2009. Io e Maurizio Aiello siamo partiti un po’ in sordina, ma poi siamo arrivati sino in finale. L’anno successivo ho avuto Ronn Moss e devo ammettere che, in quel caso, è stato lui a insegnare tanto a me». In che senso? «E una persona splendida, che non ha mai fatto il divo, ma che al contrario ha lavorato con grande serietà. La sua lunga esperienza profes- ì| sionale faceva sì che sapesse perfettamente come muoversi nello studio. Da lui ho imparato anche come si sta davanti ai fotografi. Per una come me, che non era abituata a queste cose, non era così facile. L’anno scorso con Marco mi sono divertita tantissimo, anche perché lui era così bravo che lo consideravo un ballerino a tutti gli effetti, non un allievo. In questo modo ho potuto esprimermi al meglio anch’io. Sono convinta che Marco sia stato il vip più bravo di tutte le edizioni di Ballando». «Lui mi ha dato tanta serenità» Questo nuovo amore che cosa ti ha dato? «Mi ha dato tanta serenità, la sensazione di stare vicino a una persona che è presente e che ogni giorno, accanto a me, cerca di costruire qualcosa di nuovo insieme. Io e Marco amiamo fare una vita normale e viviamo questa bella storia lontano dai riflettori. Il segreto è svegliarsi ogni mattina e avere sempre nuovi stimo-| li e nuove convinzioni per riuscire a portare avanti il rapporto». A un figlio tutto vostro ci pensate mai? «Per il momento è presto perché, sia mia figlia sia i figli di Marco attraversano fasi importanti della loro crescita. La mia Bren-da, infatti, è andata da poco all’asilo, così come la bimba piccola di Marco, mentre gli altri sono in piena adolescenza. Per ora pensiamo a loro, poi più avanti… si vedrà». Sei riuscita a trasmettere a Marco la passione per i fornelli? «No quella no, sarebbe una causa persa. Ai fornelli lui non ci si mette proprio mai. Ma, invece, a tavola arriva di corsa, pronto a gustare i miei manicaretti». Lo vizi anche in cucina, allora. Qual è il suo piatto preferito? «È felicissimo quando gli preparo il risotto con Barolo e Castelmagno»