Mara Venier ha un dolore segreto: Lei sà che Lamberto Sposini non tornerà in tv

Ha qualche mese abita in un centro residenziale alla periferia di Milano, assistito da una coppia di ragazzi indiani. Lamberto Sposini sta tentando lentamente di recuperare l’uso della parola e della parte destra del corpo. È vigile e cosciente. Trascorre il suo tempo facendo piccole passeggiate e sottoponendosi a cicli di fisioterapia. Ma il momento più bello è quando, all’ora di cena, arriva sua figlia Matilde. Il resto della giornata lo passa sul divano del soggiorno a guardare la tivù oppure a leggere i giornali. Tante cose sono cambiate da quel maledetto giorno di tre anni fa. Era il 29 aprile del 2011: il principe William e Kate Middleton si erano appena sposati in mondovisione e il programma La vita in diretta stava per aprire il suo collegamento. Ma, qualche minuto prima di andare in onda, il giornalista crolla a terra: emorragia cerebrale. Da allora per lui è cominciato un calvario fatto di riabilitazione, piccole speranze, qualche leggero miglioramento. Ma anche la certezza che «Lamberto non è più quello di prima e non tornerà a fare il giornalista», come ha rivelato la sua ex compagna, Sabina Donadio. Intervistata da Radio Monte Carlo, la donna denuncia: «Ha avuto un’emorragia di sette centimetri nel cervello per quattro ore: non è stato soccorso in tempi rapidi e purtroppo questo ha a- vuto delle conseguenze». Un’accusa portata avanti insieme agli avvocati di Sposini che hanno fatto causa alla Rai per una serie di negligenze, decisive per loro nell’aggravare la situazione clinica del conduttore. A sostegno di questa tesi hanno portato documenti, referti, trascrizioni delle tante telefonate fatte al 118: addirittura 28, con un dottore della Rai che interviene solo dopo 21 minuti. A questo vanno sommati gli altri “venticinque minuti circa” prima che a Sposini venisse assegnato il codice rosso, quello dei casi in cui c’è pericolo di vita. All’inizio, infatti, si era parlato solo di codice giallo: «Una congestione », era la prima voce diffusa nei corridoi di Via Teulada. Poi «un infarto». Insomma, una serie di errori che avrebbero contribuito a far precipitare la situazione. «È di fonda- mentale importanza verificare come i medici interni dell’azienda si siano attivati e se abbiano usato la diligenza, la perizia e la prudenza dovute, secondo scienza e coscienza», insistono i legali di Sposini. Quel giorno, in studio con Lamberto c’era anche Mara Ve- nier, che con lui conduceva il programma. In questi giorni la “signora della domenica” ha annunciato il suo addio alla televisione. Ora la attende una pensione dorata al fianco del marito Nicola Carraro. Ma il ricordo di quel pomeriggio non lo cancellerà mai dalla sua testa. «Mancavano cinque minuti alla messa in onda», ha raccontato al quotidiano la Repubblica subito dopo il dramma: «Stavamo scherzando, e- ravamo abbracciati quando è caduto: in un attimo era a terra. Privo di sensi. Ho la scena davanti agli occhi. L’ho chiamato, ho cominciato a gridare». Forse verrà sentita anche lei come testimone nell’ambito dell’inchiesta. Anche perché il racconto della presentatrice sembrerebbe confermare la gran confusione vissuta in quei lunghi minuti. «Non sapevo che Lamberto stesse così male. Non me l’hanno detto», ha poi rivelato Mara, rassicurata e spedita lo stesso davanti ai riflettori. «Mi hanno spiegato che aveva avuto una congestione. Che non era niente di grave». E invece la verità era un’altra. Ma lei non lo ha dimenticato e, ogni volta che ha potuto, gli ha sempre dedicato una parola affettuosa. L’ultima volta a febbraio, quando la Venier ha aperto Domenica in facendo all’amico gli auguri di buon compleanno. E parole piene di riconoscenza gliele a- veva rivolte anche lo scorso anno, durante il suo congedo da La vita in diretta, prima di passare il testimone a Paola Perego. «Sono stata per mesi in silenzio, affascinata da Lamberto Sposini», ha confessato Mara commossa. «Mi ha insegnato tante cose. Attraverso lui capivo che cosa significasse interagire con gli ospiti, ascoltare». Anche Sabina Donadio, che il giorno del malore era già da tempo separata dal giornalista, ha tanti ricordi legati a Lamberto. E oggi che si è rifatta una nuova famiglia, allietata dalla nascita di un bimbo piccolo, continua a stargli vicino. A unirli non c’è solo Matilde, la figlia nata dodici anni fa dalla loro unione, ma anche un affetto speciale che l’ha spinta a diventare la sua portavoce. Si è assunta il compito di trasmettergli tutti i messaggi di sostegno. E lo fa con entusiasmo. Perché ogni e-mail che arriva dona a Lamberto un’energia preziosa per provare, se non a guarire, a migliorare ancora.