Mara Maionchi: “Ho lasciato Amici ed è una goduria, adesso Io Canto”

mara-maionchi-amici

Non si fa certo fatica a riconoscerla nel bar di via Washington dove mi ha dato appuntamento. Prima ancora di vederla ti fa da Tom Tom la sua voce inconfondibile. «Dai, Giovanni, è arrivata. Adesso facci il caffè. E due cornetti, per favore », intima con la sua immancabile risata Mara Maionchi al suo barman di fiducia. Del resto lei qui è di casa, ci viene ogni mattina a fare colazione prima dei mille impegni quotidiani, tra i quali da tre settimane si è aggiunto Io canto, il talent per mini cantanti con dotto da Gerry Scotti e arrivato alla quarta edizione. L’ex coach di Amici sembra entusiasta. «I ragazzini mi mettono il buonumore e l’atmosfera è quella da villaggio vacanze. Non c’è l’ansia della gara, ma la voglia di divertirsi. E soprattutto non sono ancora in età di patumie, una vera goduria », racconta la discografica milanese diventata uno dei volti più popolari della Tv da quando nel 2007 ha accettato di diventare uno dei giudici di X Factor,; «All’epoca avevo 66 anni, l’età in cui di solito si va in pensione. E invece per me è stato l’inizio di una nuova avventura. Non sono Vanesia o narciso, pero tare Iv mi piace», dice una Maiondhi frizzante e gasatissima. Finita la sua esperienza ad Amici aveva detto che era ora per lei archiviare i talent Cosa le ha fatto cambiare idea? «È arrivata la proposta di Cenci, il regista di Io conto, che, bontà sua, ha insistito per avermi in squadra. E alla fine mi ha convinto. Il motivo? Qui si tratta di bambini, di ragazzi che non necessariamente vogliono fare i cantanti nella vita Quindi le loro aspettative sono limitate alla gara, E questo mi crea meno ansia nel dover dire di no a qualcuno. Senza contare che tutti avranno il loro spazio nei musical previsti dal programma » Insomma, non c’è nessuno da mandare via». Mi vuol dire che una tosta come lei entrava in crisi quando doveva mandare a casa qualcuno dei ragazzi di X Factor o di Amicft «Anche se da discografica faccio provini e selezioni da una vita, ancora prima, quindi, dei talent televisivi, mi faccio prendere da mille dubbi quando devo scartare qualcuno. Però alla fine devo scegliere. E allora seguo il mio intuito, il mio gusto.

E posso anche sbagliare, ovviamente, perché non sono infallibile». Come caposquadra dei suoi ragazzi di Io canto quali sono i suoi principi indiscutibili? «Impegno, sì, ma anche leggerezza. Sono tutti ragazzi che ancora vanno a scuola, che non sanno ancora cosa faranno nella vita. Insomma che non pensano, per fortuna, già a Sanremo o a fare un cd. Qui non ci sono in ballo delle carriere, ma solo il piacere di cantare». Non c’è il rischio di creare false speranze o che qualcuno si illuda? «Ho parlato con parecchi di loro e con i loro genitori e mi sembra che le aspettative siano limitate a fare bella figura sul palco» Sè ogni ragazzo che canta benino dovesse pensare di farlo per mestiere saremmo rovinati. Finché il canto rimane un hobby, va bene, ma da questo a diventare una professione ce ne corre. Anche mia sorella negli Anni 70 faceva a maglia dei golfini strepitosi, ma con questo non è diventata Benetton». Come farà, in un programma che coinvolge minori e bambini, a tenere a bada la sua incapacità, a detta sua, di dire parolacce? «Mi sto esercitando parecchio. Il massimo delle mie imprecazioni ora è: “Perbacco55. Potrei arrivare anche a “perdindirindina”, ma niente di più. E poi è più facile che mi scappi un “vaffa55 con un ragazzo di 18 o 20 anni che con un ragazzino di 10 o l i anni. A quell5età sono meno indisponenti. E poi l5ho promesso anche a Geny e voglio essere di parola». A proposito, con Scotti come si trova? «Lui è un signore molto forte e mi fa divertire da morire. E poi è un professionista di categoria super». Cosa mi dice invece dei suoi colleghi, Claudio Cecchetto e Flavia Cercato? «Claudio lo conosco da una vita: difficile che un talento gli sfugga. Per quanto riguarda la Cercato ho idea che dietro quell’aspetto angelico si nasconda un bel peperino. Ma a me piacciono le donne di carattere».

Tornando ad Amici, come ha preso Maria De Filippi, che un paio d’anni fa l’aveva fortemente voluta nel suo talent, la sua decisione di lasciare il programma? «Era da un po5 che le dicevo che per me era diventato faticoso fare la spola tra Milano, dove vivo, e Roma. Di recente sono stata operata a un ginocchio e questo mi ha creato qualche problema. In più ho 72 anni, non sono più una ragazzina. Il programma di Maria è talmente forte che va bene indipendentemente da chi c5è o non c5è». Nella decisione di lasciare, non c’entra per caso anche il fatto che nelTultima edizione ai professori è stata riservata meno visibilità che in quelle precedenti? «Beh, certo: ci sono state fasi, soprattutto nel serale, in cui, non dico che eravamo inutili (potevano metterci i nostri cartonati), ma quasi. Per tenere botta alle offerte della concorrenza per il sabato sera, Maria, da persona che questo mestiere lo conosce meglio di chiunque, ha pensato di alzare il tiro e dare un respiro più intemazionale. E ancora una volta ci ha visto giusto. Ma non è certo questo il motivo per cui ho lasciato». Quest’anno a X Factor,; accanto alla Ventura, Elio e Morgan, in qualità di giudice, c’è il cantante inglese Mika. Una scelta azzeccata? «Quando Mika è venuto ospite a X Factor, è stato uno dei pochi che mi è sembrato davvero interessato. E poi il fatto che in giuria ci sia un cantante straniero di punta rende il programma più in linea coi tempi». 11 giudice più forte in assoluto di X Factor? «Senza dubbio Morgan. Simona è la professionista che tutti conosciamo, arguta e con i tempi televisivi perfetti. Elio è fortissimo, però lo trovo più particolare quando si esibisce col gruppo.

Pagine: 1 2