Manuela Arcuri: «Sono incinta di un maschietto e il mio piccolo nascerà a maggio»

«Sono incinta di un maschietto e il mio piccolo nascerà a maggio» racconta radiosa l’attrice di Latina, in Tv dal 10 gennaio col Peccato e la vergogna 2, dove veste ancora i panni di Carmen, mamma di due ragazzi. «E accanto a me ho Giovanni. Non sarà come Gabriel Garko, ma è lui l’amore della mia vita» Avanza con lo sguardo fiero di chi sa di essere ancora più bella perché in dolce attesa. Ha il volto radioso, una dolcezza nuova, e la solita simpatia che le è valsa l’amore del pubblico. Sei milioni di persone l’hanno seguita nella prima edizione del Peccato e la vergogna, e settimana scorsa è già partita la seconda serie, «sempre più piena di colpi di scena e di emozioni », assicura lei. Parliamo di Manuela Arcuri, attrice di Latina, che accanto agli aggettivi bella e brava adesso ci piazza sopra anche un bel sostantivo: mamma. A maggio Manuela darà alla luce il suo primo bambino, e forse un padrino per il battesimo già c’è remozione di diventare mamma. «Una donna ci pensa in continuazione come sarà quel momento. Non immagini mai cosa puoi aspettarti: sono emozioni e sensazioni di cui puoi solo avere una vaga idea finché non le vivi e non le provi. Sentire che si muove qualcosa dentro, i primi calcettini, è qualcosa di meraviglioso e di indescrivibile. Noi donne abbiamo questa grandissima fortuna che è la maternità: è la più grande gioia della vita, un periodo di forti emozioni che culminerà nell’averlo tra le mie braccia, questo piccoletto». E poi? «Poi inizierà un periodo ancora più emozionante, una nuova avventura più forte, impegnativa e complicata, però non vedo l’ora… Sono pronta a fare la mamma. Sarà difficilissimo, ma mi piace affrontare nuove prospettive e anche le problematiche». Contenta che cresca nell’Italia di oggi? «Ecco, questo proprio no. Poverino, nasce in una crisi economica disastrosa. Ma ho una famiglia che lo amerà, lo proteggerà e non gli farà mancare nulla. Lui nasce fortunato, il nostro paese un po’ meno. Speriamo che le cose migliorino e spero proprio prima che lui inizi a capire come siamo messi». Secondo Albert Einstein la crisi mette in moto la creatività. Che ne pensi? «È vero. In momenti come questo ti devi adoperare per riuscire a inventarti qualcosa. Anche se, a dirla tutta, io ho fatto il contrario: ho chiesto un’interruzione lavorativa per poter portare avanti la gravidanza. Per me è il momento migliore per approfittare della situazione. Per fortuna ho persone che credono in me e aspettano che sia pronta per affrontare di nuovo le riprese». È stato faticoso dimostrare di non essere solo bella? «Sì, sempre. Non si associa mai bellezza a bravura. Si parte da mille pregiudizi. Nella mia lunga carriera ho cercato di mostrare sempre il doppio: si fermavano tutti al mio aspetto fisico e dovevo sforzarmi a dimostrare che oltre alla bellezza c’era anche altro. Nessuno si aspetta che una donna bella possa anche essere brava. Ecco: “Sei anche brava” è la cosa che mi hanno detto più spesso i registi. Quell’anche mi ha sempre colpito. Però fa parte del mio lavoro. Anzi, è stato ancora più emozionante dover dimostrare e raggiungere obiettivi che nessuno ha mai dato per scontati o mi ha regalato». Quali progetti hai in cantiere? «Pupetta 2 e il nuovo II bello delle donne. Poi ci sono altre proposte. Vediamo quale sarà la più adatta a me come neomamma. Comunque parliamo di cose che inizierò tra un anno. Il bimbo nascerà a maggio: vedrò il copione che mi appassionerà di più». Porterai il bimbo a Latina, tua città natale? «Certo, ci torno sempre: lì ho gli amici storici e mia madre. Quasi tutti i weekend\\ trascorro lì. Adesso che sono in attesa un po’ meno, ma considero comunque Latina il mio nido, la mia tana per scappa re dal caos di Roma, la città che mi ha visto crescere ». Ti farai aiutare da tua mamma per il bambino? «Ah certamente: mia madre mi ha detto che ad aprile si trasferirà a casa mia, si prenderà un’aspettativa al lavoro per dedicarsi al suo nipotino. Che, tra l’altro, è il primo della famiglia. È eccitatissima all’idea di diventare nonna: non vede l’ora». Com’eri tu quando eri bambina? «Ero molto buona, timida e tranquilla, sempre attaccata alla gonna di mia mamma e accudita da due fratelli maggiori protettivi e a volte anche gelosi». Come vorresti che fosse tuo figlio? «Anche lui tranquillo, vorrei che mangiasse e dormisse sereno, soprattutto all’inizio. E che non fosse eccessivamente vivace». Il figlio maschio ha un affetto particolare per la madre, ma poL. «E il motivo per cui sono felicissima che sia maschio. Una femminuccia sarebbe stata la fidanzata eterna di papà, e sinceramente, dopo tutta la fatica che una donna fa, avere un maschio ti dà anche una piccola soddisfazione immediata ». Il papà del nascituro che dice? «Giovanni è un compagno meraviglioso. Mi sta molto vicino, si vuole dedicare totalmente al bambino. Sono fortunata: i papà dovrebbero essere tutti così. È faticoso, ma se ti dividi i problemi e gli sforzi in due è meglio, oltre che giusto. I padri dovrebbero sempre partecipare attivamente alla gestione dei figli. Credo ci si debba dividere gioie e dolori. Poi lui dice che non vede l’ora di cambiare pannolini. Insomma che farà tutto lui. Vedremo… ». Poi farai battesimo e matrimonio insieme? «Non credo. Prima il battesimo, sicuramente. E poi penseremo al matrimonio ». Chi sarà il padrino? Gabriel Garko? «Ormai lo danno tutti per scontato, anche se tra noi non ne abbiamo mai parlato. In alcune interviste lui risponde che non gli dispiacerebbe. E allora sì: sarà il padrino ». C’è da dire che Gabriel sul set ti maltratta parecchio. «Sì, ma solo per copione. Mi perseguita da anni sullo schermo, mi violenta, mi uccide i parenti. È il mio incubo. All’inizio eravamo la coppia Tv del grande amore, adesso siamo in un turbine di violenza e persecuzione. Quello che cerchiamo di fare è di dare al pubblico il meglio di noi stessi. Per questo il pubblico ci ama». A proposito: d racconti un aneddoto divertente di voi due nel Peccato e La vergogna 2ì «C’è la scena in cui lui mi rapisce insieme al mio piccolo e dove io tento di scappare. Abbiamo girato la scena di notte, con il freddo che imperversava, in una località di mare, tra il fango e la melma. Io dovevo scappare, ma con un bambolotto tra le braccia, e correre su per una salita con i tacchi. Ogni volta, però, che mettevo piede sulla collina cadevo. E lui rideva sotto i baffi. Insomma: si godeva questa scena buffa, che poi, però, è stata tagliata. Ecco: spero da mamma che una cosa così non mi capiti mai».