Manuel Casella: Amanda Lear, tu sei una brava pittrice, ma è la mia piccola Sofia il vero capolavoro

Manuel Casella

Che incanto guardarla!». Così si esprime, estasiato, Manuel Casella, ex volto dell’/so-la del famosi ed ex compagno di Amanda Lear dal 2002 al 2008, sulla sua bimba, Sofìa, di due anni e mezzo. I due sono al parco insieme, e si nota la mancata presenza di mamma Linda, la moglie di Manuel. Lui ha occhi solo per la figlia. «Lei è “4×4”, dico sempre io scherzando: va in qualsiasi posto, mangia ovunque, sta sull’altalena, scende, cammina…».

Tua moglie Linda non è venuta con voi al parco?

«Il rapporto padre-figlia e madre-figlia si consuma anche a due, non per forza a tre, e quindi mi prendo il tempo per girare con la mia bimba da solo, certo. Ci sono tanti papà che vanno al parco senza la mamma».

Con Linda come va?

«Della mia vita privata non voglio parlare».

In cosa ti assomiglia Sofìa?

«Nella capacità di osservare le cose. Quando si arriva in un posto, si ferma, i suoi occhioni blu girano da una parte all’altra, studia la situazione. Infatti, non si fa mai male, non fa scenate… pondera tutto».

«Non sono apprensivo»

Che papà sei?

«Non sono apprensivo, ma cerco di focalizzare l’attenzione su di lei. Se siamo al parco, non parlo al telefono, non faccio altre cose… anche perché è una manna dal cielo il tempo che riesco a passare con lei. Non sono molto permissivo, un padre sia quello che deve regolare i desideri. I bambini ne hanno centomila».

Come ti organizzi con il lavoro?

«Cerco di “scappare” dal lavoro almeno un giorno alla settimana e nel weekend, quando siamo insieme, non esiste niente altro. Ho uno studio di consulenza immobiliare dove c’è molto da fare, anche se ho delle persone che lavorano con me».

Fai ancora tournée teatrali?

«Sì, però le ho ridotte. Nel momento in cui ho conosciuto Linda e abbiamo deciso di avere una bimba, ho pensato che era giusto rimanere di più a casa. Sì, forse avrei fatto degli spettacoli meravigliosi, ma mi sarei perso lo spettacolo della crescita della mia bimba!».

«Amanda è una brava pittrice»

La tua ex, Amanda Lear, era stata iniziata alla pittura da Salvador Dalì, e dipinge (di recente ha esposto le sue opera a Milano, ndr). Che cosa pensi dei suoi quadri?

«La trovo molto brava. È sottovalutata. Però, non è il riconoscimento che decreta la bravura di un’artista. Io penso anche che lei lo faccia come terapia personale. È un modo per evadere dal mondo».

A proposito di opere d’arte… Pensi che sia Sofia la tua?

«Per me sì! Possiede una dote meravigliosa, che ho scoperto guardando lei, ma credo che sia patrimonio di tutte le bambine: ha una femminilità innata che nessuna donna riesce poi a riavere finché non raggiunge almeno i 40 anni. Durante l’adolescenza si perde la vera femminilità: guardo Sofia quando si sveglia, si stropiccia gli occhietti… sembra un quadro, è una bellezza! Armoniosa, raffinata, femminile senza essere volgare».

Cosa ti auguri nel tuo futuro?

«Di poter trovare il sorriso che c’era negli anni Sessan-ta-Ottanta, quell’euforia, quella gioia, quel piacere di fare le cose. In quegli anni, le persone hanno costruito case, famiglie, hanno cresciuto i figli, hanno viaggiato, si sonò emancipate, hanno costruito il benessere del quale in parte godiamo anche in questi tempi di crisi. E l’hanno fatto divertendosi, stando bene. Mentre per noi andare a lavorare, gestire lo stipendio o i rapporti interpersonali spesso diventa un vero incubo!»