Manila Nazzaro: “Ho vinto il male e rinasco come madre e donna”

A quattordici armi di distanza dal momento in cui la bionda foggiana dagli occhi di ghiaccio, ospite fissa di Veronica Maya in Verdetto finale, su Rai Uno, fu incoronata più bella d’Italia tanti i passi professionali, dalla moda allo spettacolo, passando per il Bagaglino, per approdare al teatro. Ma la grande passione che le ha cambiato la vita è quella per i figli Francesco Ho, 7 anni, e Nicolas, di 2, avuti con lex calciatore Francesco Cozza, suo marito dal 2005. Nomi, quelli dei figli, dedicati a Padre Pio, di cui l’attrice è devota, e San Nicola, a testimoniare il suo attaccamento alla fede e il legame mai spento con le sue origini foggiane. Ma nel 2013 Manila ha visto quel suo mondo luminoso vacillare a causa di una grave malattia, il morbo di Basedow, che l’ha costretta all asportazione della tiroide a settembre. L ora che ha vinto il male, l’attrice racconta a “Diva” la sua lotta.«Lo voglio fare anche perché penso possa servire a qualcuno, soprattutto alle donne che sono predisposte. Bisogna ricordarsi di fare i controlli alla tiroide dopo i 30 anni. Nel dubbio meglio sentire sempre più pareri: io ero malata da più di due anni senza saperlo; nessuno riusciva a capire cosa avessi. Sembravo Wonder Woman: non dormivo, mangiavo poco, facevo ore di palestra, ero perennemente attiva senza stancarmi mal Ora so che ero iperattiva per il surplus di ormoni messi m circolo dalla tiroide, a causa di questa malattia. L’ho scoperto a maggio, in fase quasi terminale, quando ormai non si poteva più curare solo con i farmaci: la spia è stata un problema al cuore, una tachicardia fortissima che non mi permetteva di muovermi senza jjiuvucaiiiu suuiio affanno. Ho rischiato l’infarto. E avevo l’umore instabile e i miei occhi, quegli occhi con cui ho vinto Miss Italia, sporgevano in fuori tanto da non permettermi di lavorare. L’operazione m’ha salvata». Conseguenze? «Sì, oltre alla paura per l’intervento e per la cicatrice sulla gola, che è il meno e che presto spero di fare rimuovere perché è troppo evidente, l’intervento di asportazione della tiroide mi ha graffiato le corde vocali, facendomi preoccupare per il lavoro: ma ora mi sto riprendendo del tutto. A quattro mesi dall’intervento sono più serena, solare e meno stressata, anche se dipenderò dai farmaci a vita». Cosa le ha dato la forza di lottare? «I miei figli: sono un vero dono di Dio. Quando Franceschino mi ha portato una rosa in ospedale mi sono sciolta! Tornata a casa facevo molta fatica a gestirli da sola, ancora instabile fisicamente e psicologicamente com’ero. Per fortuna ho avuto vicino i miei, venuti dalla Puglia, papà Gianmarco e soprattutto mamma Teresa: solo una donna può capire davvero gli sconvolgimenti ormonali di un’altra donna e cosa si prova. Mio marito Francesco mi ha dato una grossa mano con i bambini. È stata poi una vera amica Veronica Maya, che mi ha voluta con sé nel suo Verdetto finale, che ancora avevo la benda sulla gola. Mi ha detto: “Vieni, ti aiuto io!”. Avevo ancora la voce affaticata dall’intervento e lei mi aiutava ». Come l’ha cambiata la malattia? «Ho imparato a fermarmi, a prendermi i miei tempi. Non mi fermavo mai, tra famiglia, figli, casa, appuntamenti di lavoro, ero fissata di dovere fare tutto a ogni costo e, se lasciavo indietro qualcosa, stavo male. Poi ti rendi conto che non sei un robot: ho ridotto gli appuntamenti, quello che non riesco a fare in giornata lo lascio per il giorno dopo e so concedermi un momento per sedermi sul divano». La Rai ha perso Miss Italia e il presidente della Camera Laura Boldrini ha detto la sua contro il concorso: che ne pensa? «Miss Italia è come Sanremo: fa parte della storia della tv italiana e da lì sono venute tante grandi professioniste come Sofia Loren e Gina Lollobrigida. In tutto il mondo ci sono concorsi di bellezza: non mi sento stupida e deprivata della mia dignità ad apparire in costume da bagno. È solo un mezzo per dimostrare di sapere fare altro. Se sei lì vuoi ritagliarti un ruolo nel mondo dello spettacolo, ovvio. Ma tutte le ragazze dopo quell’esperienza sono tornate arricchite ed è sempre stato un luogo pulito e sereno; per me è stato l’unico mezzo per avere un’occasione che in una città chiusa come la mia io non avrei mai potuto avere. Ricordo con nostalgia quell’esperienza spensierata e felice, che augurerei a tutte le ragazze, anche a una figlia. Ma il solito bigottismo ipocrita all’italiana l’ha fatta da padrona. Il resto dipende dalle persone. Io non farei mai un calendario nuda, men che meno da mamma: i figli vanno tutelati». Ora sta già pianificando il rientro? «Oltre a Verdetto, dovrei tornare sul palco a teatro a marzo a Roma. Ma ho il sogno di avere uno spazio mio di conduzione in tv: sono in grado di farlo, ma non ne ho mai avuto l’opportunità. Arriverà. Ho fiducia. A 36 anni penso che, dopo aver sconfitto il male, la mia vita sta ricominciando».