Maddalena Corvaglia: “Sono una mamma Pantera”

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E’ bellissima, ed è evidente. Ma Maddalena Corvaglia è altrettanto simpatica, decisamente alla mano, e quando parla di sé trasmette tutta la sua energia positiva. Ex velina di Striscia la Notizia, tra le più amate di sempre, vive tra l’Italia e la California, residenza di suo marito Stef Burns, chitarrista di Vasco Rossi, che ha officiato le loro nozze quasi tre anni fa. Il 28 maggio Maddy e Stef fe- steggeranno il terzo anniversario di matrimonio a Roma, dove lei è impegnata a sfidare se stessa in Si può fare!, il talent show di Raiuno condotto da Carlo Conti. un’amante delle competizioni come Maddalena non poteva trovare un programma più adatto, perché i concorrenti ogni settimana devono cimentarsi in esibizioni artistiche, come fossero numeri da circo, in cui la preparazione fisica è fondamentale. E non è un caso che sia stata lei a vincere la prima puntata. «Conti è una garanzia per la televisione in Italia, in giuria c’è Amanda Lear, che adoro da sempre, e il cast l’ho trovato particolarmente interessante. Quindi, quando mi hanno proposto di partecipare, ho accettato nonostante avessi dei dubbi sulle prove da affrontare. Sembrerà strano, perché tutti di me pensano che io sia spericolata e amante del rischio. In realtà non è vero. Mi piace mettermi alla prova, che è diverso. Amo lo sport e la vita attiva, ma non sono imprudente. Trovo molto più pericoloso andare in scooter per le strade di Roma che fare paracadutismo, per esempio. Sicuramente rispetto al passato sono meno temeraria, ma dipende anche dall’età. Non sono più una ragazzina». Due anni e mezzo fa è diventata mamma: quanto l’ha cambiata l’arrivo di Jamie Carlyn? «Mi sono addolcita molto. Io non mi sento diversa, ma chi mi vede dice che è evidente. La bambina mi ha rivoluzionato la vita non solo in senso pratico, anche se da quando mi sveglio a quando vado a dormire lei è il centro del mio mondo, ruota tutto intorno a lei. Scegliere di avere un figlio è la situazione più estrema che si può affrontare nella vita, più del paracadutismo o di qualsiasi altro sport. Da quando c’è lei sono cambiate le mie priorità e ragiono solo in virtù della sua felicità e del suo benessere». La sua bimba capisce che lavoro fa? «È piccola, ma come tutti i figli delle mamme che lavorano lei mi dice di non andare via di casa, e mi chiede di stare con lei. Proprio per starle vicina il più possibile, durante il periodo del programma, mi sono trasferita da Milano, che è la mia base in Italia, a Roma con ottanta valigie. Anche mio marito Stef è venuto con noi, e ha appoggiato la mia scelta di trasferirci, anche se è un trasloco temporaneo che durerà meno di due mesi. Il lavoro mi può portare ovunque, ma la bambina deve sempre stare con me: non potrei stare lontana da lei più di una notte». I suoi genitori, invece, come hanno reagito quando ha detto loro che avrebbe vissuto tra l’Italia e San Francisco? «I miei vivono in Puglia, più precisamente in Salento. Mia mamma ha impiegato dieci anni a digerire l’idea che vivessi a Milano: quando ho sposato un americano si è preoccupata, pensava volessi trasferirmi a San Francisco definitivamente. Ora che ha capito che la mia vita è divisa tra l’Italia e l’America si è tranquillizzata, anche se patisce il non vivere quotidianamente mia figlia, perché è la prima nipote. Ma per fortuna esistono le videochiamate. Ogni giorno parliamo e ci vediamo attraverso Skype per almeno due ore». Sicuramente possono seguire le sue attività attraverso il nuovo sito. «Sì, senza dubbio ! Meno di tre mesi fa ho inaugurato un sito, www.maddyctive.it. Io non riesco a stare ferma, sono iperattiva e soprattutto curiosa, in particolare sui nuovi sport: mi è stato consigliato di fare un corso di punto croce o di imparare ad usare l’uncinetto, ma non mi sentirei a mio agio. Preferisco fare attività fisica, della quale non sono un’esperta, ma un’appassionata. Sul mio sito non do lezioni, cerco solo di far avvicinare le persone al mio mondo, dando un esempio concreto. Dal nulla si può iniziare a praticare ogni tipo di sport, anche quelli meno noti. Molti fanno sport solo per rimanere in forma: per carità, lo faccio anch’io, ma spesso non mi diverto. Quando trovo una disciplina che, oltre ad aiutarmi a centrare i miei obiettivi, mi entusiasma, mi alleno per un ora, e quell’ora di solito vola». Sua figlia segue già le sue orme? «Ancora no, perché sono dell’idea che farà quello che vorrà. Però mi piacerebbe portarla presto in piscina per farle imparare i tuffi: dopo aver partecipato a Jump! Stasera mi tuffo, ho scoperto questo sport che regala un’armonia fisica senza pari, e quando avrà cinque o sei anni le farò imparare il Krav Maga, ovvero la difesa personale. Con quello che si sente oggi, dai casi di violenza contro le donne a quelli di bullismo a scuola, è necessario sapersi difendere. Non è istigazione alla violenza, ma difendersi dalla violenza». Dove sarà il vostro futuro: in Italia o negli Stati Uniti? «Io e Stef non lo sappiamo ancora. Sicuramente Jamie inizierà la scuola in Italia, le faremo seguire dei corsi di studio internazionale, così se e quando andremo a San Francisco non sarà spiazzata e si sentirà a suo agio».