M5S, gioco col tempo per scalzare Berlusconi

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Luca De Carolis Far saltare il patto del Nazareno Anzi, “farlo esplodere”. Insistendo sui “tanti punti di convergenza” con il Pd e sperando di guadagnare tempo. Magari scavallando quel 18 luglio temutissimo da Forza Italia e quindi da Renzi, perché è il giorno della sentenza d’appello sul caso Ruby: una miccia che potrebbe le larghe intese sulla Carta. La risposta dei 5 Stelle a Renzi la scriveranno questa mattina i 12 membri delle commissioni Affari Costituzionali. Proprio nel giorno in cui Grillo calerà in Senato e poi alla Camera, dopo un lunedì trascorso in un albergo romano. Ma la linea del Movimento già affiora. I 5 Stelle proporranno per l’incontro con Renzi la prima data utile, cioè giovedì. E invocheranno chiarezza. “Non perdiamoci in sfumature tecniche, mettiamoci al tavolo per riscrivere una vera legge elettorale” do – vrebbe essere il senso della replica. In cui verranno ricordati i punti d’incon – tro trovati strada facendo, grazie alle aperture dell’M5S sul doppio turno e sui collegi più piccoli. Insomma, si punta ancora sul dialogo, per scalzare dal tavolo Berlusconi. Come vogliono Casaleggio, il guru, e Di Maio, numero tre per investitura dei vertici. E come ormai vuole pure Grillo. ATTERRATO ieri mattina a Roma, il leader nel pomeriggio era atteso in Senato. Si aspettavano tutti il suo blitz sugli spalti, contro la riforma. E invece se ne è rimasto nell’hotel vicino ai Fori. Forse, nel timore di complicare la trama già sottile con il Pd, con una frase o un gesto di troppo. Il pontiere Di Maio sapeva che l’ultimatum di 24 ore lanciato grillo_adnkronos--400x300domenica da Casaleggio e Grillo al “bradipo” Mat – teo sarebbe stato rispettato, con una risposta in serata. E ha consigliato prudenza. Ieri a Fiumicino c’era anche lui ad accogliere il leader. Fitto colloquio in taxi, poi Grillo è salito in albergo. Mentre il deputato campano è andato alla Camera. In giornata il fondatore ha incontrato i consiglieri romani e regionali. “Con – tinuate così, state andando benissimo” li ha esortati, in due ore di discussione su temi locali. Nessun altro incontro, per il Grillo “romano”. Oggi, come già diffuso domenica dallo staff comunicazione, non sarà alla manifestazione contro la Riforma davanti al Senato. Sabato la senatrice Barbara Lezzi aveva annunciato su Facebook il presidio assiema al leader. E in via informale molti parlamentari l’avevano confermato. Ma con il passare delle ore è subentrato il timore del flop in piazza. Assieme a quello di finire coinvolti in proteste virulente. E allora, niente Grillo in piazza. Oggi i senatori riprenderanno la battaglia in aula contro “la riforma prostituzionale” (definizio – ne della senatrice Blundo), nel segno dell’ostruzionismo. “Dobbiamo far esplodere il patto del Nazareno”, ripete dietro le quinte Di Maio, che ha lasciato campo libero alle commissioni, per la stesura della risposta al Pd. Non vuole e non può andare allo scontro aperto con i falchi, che reclamavano il parere delle commissioni per ridefinire il recinto della trattativa. Ma all’incontro in streaming con Renzi il filo lo tesserà lui. Grillo, salvo sorprese, non andrà. Perché rischierebbe di commissariare per un giorno il numero tre. A margine, l’ira di Casaleggio via blog contro Andrea Defranceschi, capogruppo in Emilia Romagna: “Nel M5S non esistono scuole di politica né organizzazioni regionali come il M5S Emilia Romagna. Contrariamente a quanto riportato da De Franceschi, non ho concordato nulla con lui sulle cosiddette ‘scuole di politica”.