Luce e acqua, scattano i nuovi aumenti

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Il ritocco c’è: le bollette dell’energia elettrica aumenteranno dal primo gennaio dello 0,7% e quelle dell’acqua diventeranno più care per chi è «sprecone» e inquina molto. Resta invece invariata la spesa per il gas. I rincari interessano, ovviamente, chi è in regime di maggior tutela e non chi ha deciso di passare al mercato libero dell’energia. Mentre sui ritocchi di lettere e raccomandate le Poste hanno detto di «non avere intenzione di aumentare le tariffe» e che «non c’è in programma alcun aumento», nonostante il via libera dell’Agcom. A fine anno, come da copione, scatta la nuova raffica di aumenti tariffari (non solo l’energia) e i consumatori protestano: il Codacons denuncia che le nostre bollette sono le più care d’Europa e Adusbef-Federconsumatori calcola una stangata da oltre 1.384 euro a famiglia per i rincari (dall’energia alla spesa, dai trasporti ai servizi bancari). Cambia la tariffazione dell’acqua: vengono introdotti costi ambientali e meccanismi «anti-spreco». Ci sarà una tariffa agevolata per i bassi consumi e una tariffa base con tre fasce cui applicare le cosiddette «tariffe di eccedenza», crescenti all’aumentare dei volumi consumati. Stimare l’aumento della bolletta elettrica non è facile, ma lo ha calcolato l’Autorità per l’energia considerando una famiglia tipo con consumi medi di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW : la spesa complessiva su base annua sarà in più di circa 4 euro. Tutto dipende, ovviamente, da quanto una famiglia consuma. A determinare l’aumento è l’introduzione da gennaio di un nuovo onere generale di sistema (nel complesso pesano per il 20,75% della spesa): la componente «Ae» per finanziare le agevolazioni alle imprese manifatturiere energivore. La decisione era stata presa nel giugno 2012 dal governo Monti e i meccanismi sono stati poi riveduti quest’anno dal ministero dello Sviluppo Economico. L’obiettivo è permettere alle imprese manifatturiere con elevati consumi di elettricità di non pagare gli oneri di sistema, tagliando loro di fatto la bolletta che rappresenta una zavorra nella competizione europea con imprese che pagano molto meno l’energia. Gli oneri generali di sistema sono quelle voci di costo pagate con la tariffa (dagli incentivi per le rinnovabili allo smantellamento delle vecchie centrali nucleari) sulle quali l’Authority non ha il potere di intervenire, tagliandole o riducendole. Dunque lo sconto alle grandi imprese energivore è stato spalmato su famiglie e piccole e medie imprese in maggior tutela. Calma piatta, invece, sul fronte del gas. L’Authority spiega che è stato possibile mantenere invariate le bollette grazie alla riduzione delle tariffe di distribuzione (-0,5%) e della componente «RE» destinata al Fondo per incentivare le iniziative di efficienza energetica (-1,6%). Queste decisioni hanno controbilanciato il rialzo stagionale dei prezzi all’ingrosso della materia prima per l’aumento dei consumi invernali (+1,9%) e del costo di trasporto (+0,2%), mantenendo quindi invariata la spesa per la famiglia tipo. Dal prossimo aprile potranno intervenire riduzioni della bolletta del gas che andranno ad aggiungersi al -7,8% già registrato da aprile a dicembre del 2013 per effetto della riforma del mercato approvata dall’Autorità. Per il momento, invece, nessuna speranza di riduzioni future – anche qualora le condizioni del mercato energetico lo consentissero – per la bolletta dell’elettricità a causa di quei 300 milioni di euro trasferiti dalla «Cassa Conguaglio del settore elettrico» al Tesoro per coprire il mancato gettito della prima rata Imu. Poiché il decreto stabiliva che la cifra doveva essere versata «assicurando l’assenza di incrementi tariffari», l’unico modo per far quadrare i conti è non tagliare la bolletta quando ce ne sarà la possibilità per rientrare di quei 300 milioni.