Luca Ward: “Sono contento di essermi risposato”

Luca Ward

Più in forma che mai, Luca Ward è tornato a teatro per interpretare il professor Higgins nel musical My Fair Lady. Al suo fianco sul palco, Vittoria Belvedere. Tolti gli abiti di scena, però, l’attore romano ha occhi solo per sua moglie, l’attrice Giada Desideri, che ha sposato in seconde nozze il 7 luglio a Roma, in Campidoglio, dopo una lunga convivenza. Con lei, che è al suo fianco da 7 anni, ha due figli: Lupo, il maggiore, e Luna, la piccola di casa.«Adesso mi sento più tranquillo» Adesso che siete sposati, è cambiato qualcosa nel rapporto tra te e Giada? «Sono più tranquillo. Il matrimonio è un gesto d’amore nei confronti della persona che è al tuo fianco e mi sembrava giusto farlo. Dopo sette anni insieme e due figli, ora siamo una famiglia a tutti gli effetti». Quanto è importante per te la famiglia? «E l’unico valore che ci può salvare. In un momento difficile e in un Paese che non dà futuro ai giovani, i genitori rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i figli». La scelta del matrimonio nasce anche dal tuo passato di figlio illegittimo: ti sei sentito discriminato per questo? «Certo. Leggere sul certificato di battesimo di essere figlio illegittimo solo perché ero nato fuori dal matrimonio, quando in realtà sono stato il frutto dell’amore di due persone divise solo dalla morte, mi ha fatto stare male. La situazione si è protratta fino a quando i miei genitori si sono sposati, nel 1972, un anno prima che mio padre venisse a mancare». Dalle precedenti nozze con la doppiatrice Claudia Razzi, hai una figlia di 31 anni, Guendalina: la tua famiglia allargata funziona bene? «Sì. Anche perché mia figlia maggiore si è inserita perfettamente nella nuova famiglia. Ma, più che una sorella, è una zia per i fratellini: fra loro c’è una grande differenza di età!». Sappiamo, però, che Guendalina non vive in Italia… «Si è trasferita da qualche anno alle Maldive, dove fa Pistruttrice subacquea. Sono felice che sia riuscita a trovare la sua strada all’estero e che non abbia scelto di fare il mio mestiere. Ne basta uno in famiglia di attore! E poi, quando ho iniziato con questo mestiere, ho dato un dispiacere a mio padre che per me aveva altri progetti…». Anche lui, però, era attore e doppiatore, proprio come te. Credi che ti abbia favorito in qualche modo nella carriera? «Fino a un certo punto, direi. Infatti ho sempre dovuto dimostrare di essere più bravo degli altri. Proprio perché io ero “figlio di…”». Se tornassi indietro, rifaresti questa scelta? «Mi sono sacrificato molto per questo mestiere: da ragazzino, invece di andare in discoteca con i miei amici, mi mettevo a studiare la tecnica del doppiaggio. Ma tutte le cose belle che ho realizzato in questi anni mi hanno ripagato. Perciò sono convinto che mio padre, da lassù, sarà contento per quello che ho fatto!». Non hai mai pensato di lavorare con tua moglie? «Certo. Giada è una grande attrice, che ha studiato negli Stati Uniti ed è anche più preparata di me. Ci piacerebbe molto fare qualche cosa insieme visto che abbiamo un’ottima sintonia e una grande stima reciproca. Adesso, però, i bambini sono ancora troppo piccoli e lei non si sente pronta per un impegno a lunga scadenza, che la tenga lontana da casa». Nel frattempo sei riuscito a trasmetterle la tua passione per il doppiaggio? «Sì. Purtroppo, però, è un settore che è stato molto colpito dalla crisi. Nonostante siano stati fatti molti tagli e i guadagni si siano abbassati notevolmente, cerchiamo comunque di portare avanti la qualità». «Amo l’Italia e non mi faccio abbattere» Dopo il tour teatrale con My Fair Lady che cosa farai? «Non lo so, dipende dal governo! Se i nostri politici iniziano a lavorare sul serio per dare finalmente una spinta all’Italia, forse qualcosa di buono succederà anche nel nostro mondo. Amo il mio Paese e mi auguro che l’economia possa ripartire presto. Anche se la situazione ora è grave, io rimango un ottimista e non mi faccio abbattere dalle brutte notizie’che sento ogni giorno nei Tg».