Lorenzo Flaherty: Un bel 10 in pista e come Papà

La sua carriera di attore gli ha regalato successi e soddisfazioni e, anche nei panni di aspirante ballerino nello show del sabato sera di Raiuno, non se la cava certo male. Altrettanto non può dire, però, Lorenzo Flaherty, a proposito dei sui brevi trascorsi giovanili da agente immobiliare che ci racconta, in esclusiva, con grande ironia. Sembra che Milly Cariucci abbia faticato non poco per convincerti a partecipare a Ballando con le stelle. «Sì, ne parlavamo da ormai cinque anni. Devo ammettere che l’idea mi stuzzicava parecchio, anche se non posso nascondere un po’ di paura. Ma è normale, visto che mettersi in gioco in una disciplina compietamente nuova è un po’ come “resettare” tutto e tornare alle emozioni e ai timori che si vivono a inizio carriera». Come sta andando? «Sono entusiasta di questa avventura e mi sto divertendo un mondo. Ovviamente, giorno dopo giorno, crescono impegno e fatica e con essi la voglia di non sfigurare. Basta vedere le clip per rendersi conto di quanto noi tutti siamo sudati e ci impegniamo in sala prove. Da parte mia, dopo tanto zelo spero di dare il meglio di me anche in pista, grazie a Natalia, che è un’insegnante perfetta. E anche un insostituibile punto di riferimento, perché è capace di farmi stare sempre con i piedi per terra». «Il senso del ritmo non mi manca» Qual era il tuo rapporto con il ballo prima di questa avventura? «E capitato che mi scatenassi spesso in pista con mia moglie in qualche locale, ma qui è tutto diverso. Senso del ritmo, zelo e capacità di andare a tempo non mi mancano, ma di sicuro non bastano. Occorre apprendere i passi e le movenze fondamentali di ogni ballo e bisogna farlo anche in fretta visto che in ogni puntata si deve dare prova di essere migliorati». A casa che dicono dei tuoi progressi in pista? «Sono stati mia moglie Roberta e mio figlio Andrea a spingermi ad accettare la proposta della Cariucci. Mi hanno detto che era l’occasione giusta per divertirmi e mettermi alla prova con una sfida davvero particolare. Io mi sono lasciato convincere e ho fatto bene. Anche se ora controllano i miei progressi e, appena torno a casa, vogliono che gli mostri cosa ho imparato. Non ho scampo, insomma (ride, ndr)l» «Di attore ne basta uno in casa…. Come papà che voto ti daresti? «Mio figlio ha diciotto anni e io sono un genitore che non ha mai trascurato di coltivare e far crescere il rapporto con lui. L’ho avuto quando ero giovane ed è qualcosa di molto positivo. Il nostro è un legame caratterizzato da grande rispetto, quello che non deve mai mancare tra padre e figlio, ma è arricchito da tanto dialogo: un ingrediente fondamentale per crescere i propri figli nel modo giusto». Anche tuo figlio mostra già di avere qualche talento artistico? «Anni fa ha recitato con me nella fiction Amiche. Aveva una parte di peso e con parecchi dialoghi. Però, al momento, resta la sua unica esperienza artistica. Dice che non gli interessa e che, in casa, di attore ne basta uno. Nel frattempo studia e quest’anno, tra l’altro, avrà gli esami di maturità. Probabilmente l’anno prossimo si iscriverà alla facoltà di Architettura ». «È una dedica per i giovani di oggi» Prima di diventare un attore di successo, ti sei mai arrangiato con qualche lavoretto di fortuna? «Assolutamente sì. Agli inizi della mia carriera ho collaborato con un’agenzia immobiliare. Da un certo punto di vista è stata una palestra in cui mi sono allenato a fare l’attore». Ma quante case sei riuscito a vendere? «Nessuna! Però ero apprezzato da clienti e superiori». Che progetti professionali hai all’orizzonte? «Sarò Giovanni Borghi nella miniserie di Raiuno Mrlgnis. Mai come oggi, una storia di questo tipo, di qualcuno che si è fatto da solo in un periodo di enormi difficoltà, può essere di grande insegnamento. Credo sia una delle esperienze professionali più intense con cui mi sia mai cimentato. Mi è rimasta nel cuore. Nel frattempo, sta per uscire Angelo bianco, un film un po’ noir e un po’ ironico, presentato al festival di Montreal. È un film a basso costo che ho coprodotto, una grande prova di coraggio che dedico ai giovani».