Lorenzo Flaherty: Il noto attore racconta la sua esperienza a Ballando con le Stelle

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next Lo inseguiva da tempo e, stavolta, finalmente Milly Cariucci è riuscita a strappargli il fatidico “sì” grazie anche alla complicità di sua moglie Roberta, affezionata telespettatrice di Ballando con le stelle. Lorenzo Flaherty, raggiante per questa inedita sfida professionale, ci racconta come procede la sua avventura nel talent show del sabato sera di Raiuno. La sua insegnante Natalia Titova è una maestra esigente e inflessibile in sala prove, ma nemmeno quando ritorna a casa Lorenzo può tirare un sospiro di sollievo. Proprio tra le mura domestiche, infatti, trova i suoi critici più severi ma, al tempo stesso, i suoi tifosi più sfegatati. Sembra che Milly Cariucci abbia “penato” parecchio per convincerti a scendere in pista a Ballando con le stelle… «Sì, ne parlavamo da ormai cinque anni. Purtroppo, però, ero sempre impegnato con altri progetti. Non posso nascondere un po’ di paura: è normale, visto che mettersi in gioco in una disciplina compietamente diversa da quella concui ti cimenti da sempre è un po’ come resettare tutto e tornare alle emozioni e ai timori che si vivono a inizio carriera». Come va con la tua insegnante Natalia Titova? «È una ballerina straordinaria e sapevo bene, avendo seguito le edizioni passate del programma, che è anche un’inflessibile sergente di ferro. Natalia è un’insegnante perfetta, un’infaticabile lavoratrice, un insostituibile punto di riferimento per me, anche perché mi fa stare sempre con i piedi per terra». A casa, che cosa dicono dei tuoi progressi in pista? «Quando Milly mi ha contattato, mia moglie e mio figlio erano entusiasti e mi hanno spinto ad accettare. Mi hanno detto che era l’occasione giusta per divertirmi e mettermi alla prova con una sfida davvero particolare. Io mi sono lasciato convincere e ho fatto bene, perché è un’avventura stimolante e bella, ma adesso il loro atteggiamento è parecchio diverso». «Non ho scampo, sono “monitorato”!» In che senso? «Mia moglie e mio figlio monitorano i miei progressi e, appena tomo a casa dopo gli allenamenti, vogliono che mostri loro che cosa ho imparato. L’altro giorno, mio figlio Andrea mi ha mandato un sms in cui mi incoraggiava e mi diceva di divertirmi, di prendere tutto come un gioco. Tempo un minuto, però, me ne ha mandato un altro in cui mi raccomandava impegno e dedizione. In poche parole, sono persino più severi di Natalia! In sala prove ho lei che mi pungola, a casa ho loro che mi mettono sotto esame. Non ho scampo, insomma (ride, ndr)\Più che della giuria e del pubblico a casa, il giudizio che temo di più è proprio quello della mia famiglia…». Come papà che voto ti daresti? «Mio figlio ha già 18 anni e ho sempre seguito la sua crescita. Il nostro è un rapporto caratterizzato da grande rispetto, quello che non deve mai mancare tra padre e figlio, ma è arricchito da tanto dialogo, un ingrediente fondamentale per crescere i propri ragazzi nel modo giusto». «Andrea ha recitato in una serie Tv» Anche tuo figlio mostra qualche talento artistico? «Anni fa recitò con me nella fiction Amiche e fu straordinario perché aveva una parte di peso e con parecchi dialoghi. A oggi, però, resta la sua unica esperienza artistica. Dice che non gli interessa la recitazione e che a casa è sufficiente un attore. Nel frattempo studia e quest’anno, tra l’altro, avrà gli esami di maturità. Probabilmente l’anno prossimo s’iscriverà alla facoltà di Architettura». Tornando a te, quali altri progetti professionali hai all’orizzonte? «Sarò Giovanni Borghi nella mini serie di Raiuno a lui dedicata, Mr. Ignis. Mai come oggi una storia di questo tipo, di una persona che si è fatta da sola in un periodo di enormi difficoltà, può essere di grande insegnamento. Credo che davvero sia una delle esperienze professionali più belle, toccanti e intense in cui mi sia mai cimentato. Mi è rimasta nel cuore. Nel frattempo sta per uscire Angelo bianco, un film un po’ noir e al tempo stesso un po’ ironico, di cui sono anche co-produttore e che, presentato fuori concorso al Festival di Montreal, ha riscosso grandi apprezzamenti».

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