Lorella Cuccarini: “Un’altro figlio? se arrivasse sarebbe il benvenuto”

E Quando si tratta di impegnarsi in prima persona per progetti di beneficenza o per iniziative legate alla solidarietà non si tira mai indietro. Da oltre vent’anni Lorella Cuccarmi è testimonial di Trenta ore per la vita e, alla sua carriera di ballerina e conduttrice televisiva, affianca da sempre il volontariato e le attività nel sociale. Nuovo la incontra a Bergamo, in occasione di una serata benefica il cui scopo è la raccolta di fondi da destinare a Jenni Cerea, una ragazza di trentanni affetta da alcune rare e gravi patologie cerebro- spinali. Nonostante la grande popolarità, Lorella resta una donna semplice e diretta che nella sua scala di valori pone sempre al primo posto la famiglia. Dal 1991 è sposata con Silvio Testi, produttore televisivo e proprietario della Triangle Production. Da lui ha avuto già quattro ragazzi (Sara, 20 anni, Giovanni, 18, e i gemelli Giorgio e Chiara, di 14), ma confessa: «Se arrivasse un quinto figlio, sarebbe il benvenuto in casa nostra». «Ho fatto un patto davanti al Signore» Tu e Silvio siete sposati da 23 anni. Eppure i fotografi riescono spesso a sorprendervi abbracciati come due innamoratini. Qual è la ricetta per mantenere vivo un rapporto dopo tanto tempo? «Io e Silvio ci amiamo semplicemente. Da fervida credente, dico sempre che quando ci si sposa in chiesa, non si sceglie solo il compagno di una vita, ma Dio stesso. Fare un patto davanti al Signore significa dare amore, ma anche ricevere l’aiuto necessario per superare i momenti difficili che ognuno di noi vive, da solo o in coppia. Bisogna preservare la famiglia e curarla sempre perché è la pianta più bella che abbiamo nel nostro giardino e va fatta crescere». «A volte sono una mamma ansiosa» Tu resti “la più amata dagli italiani” anche perché incarni l’esempio della donna che, nonostante un lavoro impegnativo, mette sempre al primo posto la famiglia… «La famiglia è in crisi perché purtroppo tutti siamo molto concentrati solo su noi stessi. Dobbiamo convincerci invece che è la parte più importante della nostra vita: va preservata e sostenuta con tutte le forze. Con il termine “famiglia” io intendo genitori, figli, progetti e futuro. E non c’è cosa più bella…». Hai quattro figli. Sara, la maggiore, ha studiato all’estero: come hai vissuto questa sua scelta? «Sì, lei è stata a Londra per qualche tempo. Poi, fortunatamente, ha deciso di ritornare in Italia. In ogni caso, appoggio sempre le scelte dei miei figli: sono una mamma comprensiva, ma anche tanto premurosa e, a volte, ansiosa». Sei spesso in prima linea per aiutare il prossimo. È una vocazione che hai sempre avuto o che è maturata da quando sei mamma? «In realtà ho cominciato a dedicarmi alla beneficenza ancor prima di diventare madre. Ho sempre avuto questa sensibilità. Probabilmente mi sono resa conto molto presto di essere stata fortunata: ho ricevuto tanto dalla vita e, per questo, vorrei aiutare le persone meno favorite di me. E poi, dalla mia, ho la popolarità che sicuramente mi ha aiutato e mi aiuta ad aprire tante porte. Talvolta le piccole cose che io faccio si possono rivelare molto utili e persino risolutive per altre persone. Come nel caso di Jenni Cerea». «Aiutare gli altri mi fa sentire bene» Come hai conosciuto questa ragazza? «Jenni mi ha subito colpito. L’ho conosciuta su Twitter e immediatamente ho apprezzato il coraggio e la determinazione con cui si è esposta in prima persona raccontando il suo calvario. Dal 2005 questa giovane donna è costretta a stare a letto, con dolori insopportabili. Nonostante questo ha girato tutta Italia per cercare una risposta alla sua malattia. Nel nostro Paese, purtroppo, nessun medico è stato in grado di aiutarla: una situazione che ha dell’incredibile. A- desso la sua unica speranza sono gli Stati Uniti dove, a breve, dovrà sottoporsi a due delicati interventi chirurgici, che sono molto costosi». Come vivono l’impegno nel sociale i tuoi figli? «Mi limito semplicemente a dare loro l’esempio. Aiutare il prossimo è una cosa gratificante e utile. Quando posso, mi fa piacere portare la mia solidarietà: ognuno di noi ha l’occasione di rendersi utile. Basta davvero poco per fare del bene. Questo è il messaggio che vorrei che arrivasse chiaro ai miei figli». L’estate è tempo di vacanze. Quali progetti hai? «Ancora non ho deciso dove passeremo le nostre vacanze. Sicuramente, però, mi godrò i miei figli. La scuola è finita e io non lavoro: insomma, è il momento giusto per stare tutti insieme in assoluto relax. Poi, in autunno, penserò alla nuova stagione e al lavoro». «Dopo tanta Tv, fare radio è stato bello» Sei reduce dall’esperienza in radio di Citofonare Cuccarmi: com’è andata? «Dico sempre che è un peccato avere scoperto tardi la bellezza e il fascino della radio. Questo programma è stato una bella opportunità professionale per me. Mi ha consentito di interagire con tanti ospiti e di parlare di argomenti che non avevo mai potuto affrontare sul piccolo schermo. E stata un’esperienza davvero straordinaria».