Lo strappo sulle slot machine: meno fondi ai Comuni virtuosi

http://arislesmana.com/?p=essay-writing-help-australia By on 20 dicembre 2013
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see Matteo Renzi torna a sconfessare il Partito Democratico, ma anche il Nuovo Centrodestra e Scelta Civica, trovando stavolta come alleati la Lega Nord, il Movimento 5 Stelle, Sel e anche Forza Italia. Oggetto della discordia un emendamento (al decreto per fronteggiare il dissesto finanziario del Comune di Roma) che consente al governo di ridurre i trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo. Una norma che il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha definito «vergognosa» e Matteo Renzi «una porcata», ma che secondo chi l’ha proposta, il Nuovo Centrodestra, e chi l’ha votata, il partito di Alfano ma anche il Pd e Scelta Civica, servirebbe solo a risolvere un pasticcio. «Le competenze sui giochi pubblici sono riservate allo Stato, e con la legislazione attuale se Regioni e Comuni mettono in atto limitazioni a questi giochi», tra i quali le famigerate slot machines, «questo comporta come conseguenza l’obbligo per lo Stato di risarcire le aziende che hanno in gestione questi giochi del danno subito da queste limitazioni» ha detto Sergio Lo Giudice, senatore del Pd, aggiungendo che oltre alla norma che impone il taglio dei trasferimenti pubblici a chi pone vincoli a sale giochi e slot machines, c’è anche un ordine del giorno che impegna il governo e i Comuni a concordare delle politiche di contenimento del gioco d’azzardo e di salvaguardia delle fasce più deboli e sensibili della popolazione. Le spiegazioni, però, non hanno convinto Forza Italia, M5S, Lega e Sel, che in Senato hanno votato contro l’emendamento, ma neanche i renziani. «Che vergogna! La potente e ricchissima lobby delle slot e del gioco d’azzardo ha colpito ancora. Ostacoli le slot machines nel tuo territorio? Lo Stato ti taglia i trasferimenti» ha accusato il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, su Internet, attraverso il suo profilo Facebook, appena appresa la notizia. Seguito a ruota dallo stesso Renzi, questa volta via Twitter. «Non posso spiegarlo, perché è inspiegabile. Ho chiesto al Pd di rimediare » ha scritto, replicando a un suo interlocutore che gli chiedeva sulla rete lumi sull’atteggiamento dei senatori del Pd. Per poi aggiungere poco dopo, in un’intervista al sito internet Vita.it, che «il Pd bloccherà la porcata sulle slot», oltre «all’ingiustizia sul finanziamento dei partiti previsto dal decreto del governo» che non garantisce parità di trattamento tra i finanziamenti alle organizzazioni senza fini di lucro e quelli a favore dei partiti. Quell’emendamento sui giochi, ha proseguito Renzi, «è pazzesco, allucinante. Ho chiamato Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del partito e si sta cercando una soluzione tecnica, un ordine del giorno o altro, perché è stata votata una cosa inaccettabile». Il nuovo fronte di polemica si apre proprio mentre sta per chiudersi in modo non certo indolore quello, durato mesi, sulla legge di Stabilità. Oggi la Camera voterà la fiducia sul provvedimento, che poi passerà «blindato» all’ultimo esame del Senato, per il via libera atteso lunedì, mentre i sindaci protestano contro i tagli e chiedono l’intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nel testo, dopo le critiche di Renzi, resta una versione della «web-tax» molto più leggera, che colpisce solo la pubblicità sui siti internet, ma che comunque non piace alla Ue, secondo la quale infrange i principi di libertà e non discriminazione sanciti dai Trattati. Slitta invece a gennaio, nonostante le perplessità delle banche, l’esame in Senato del decreto sulla seconda rata Imu e la rivalutazione del capitale Bankitalia, misura sulla quale è atteso oggi il parere definitivo della Bce.

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