Licia Colò: Vi dico come viaggiare senza fare le valigie

Viaggiare e non partire », s’intitola un bel libro scritto una decina di anni fa da Andrea Bocconi. Per i telespettatori di «Kilimangiaro» è un’abitudine di ogni domenica: accendono su Raitre alle 15.05 e si lasciano trasportare da Licia Colò negli angoli più belli del globo senza muoversi di un passo dal divano. E lei, signora Colò, viaggia mai senza partire? Magari con un libro? «Mi farebbe un po’ di tristezza, le dico la verità. In questi ultimi anni compro soprattutto libri di favole per mia figlia, che ha otto anni. Ma un sistema infallibile per viaggiare senza partire c’è». Mi dica. «A volte basta scendere sotto casa. Io stessa, pur vivendo a Roma, la conosco poco e me ne vergogno. Anni fa visitai la Villa di Nerone, maestosa, gigantesca, ma ne vidi solo una piccola parte. Non so se sia ancora visitabile. È solo un esempio delle tante cose belle che io per prima non conosco. Anche perché al momento mi dedico tanto a mia figlia». Alla bambina piacciono i viaggi? «È un po’ come me, che non avevo capito il loro valore finché non me l’hanno fatto capire. Mio padre faceva il pilota e ho quindi avuto la fortuna di conoscere il mondo come fosse una cosa normalissima. A mia figlia Liala dovrò far vedere tante cose, anche le più ovvie. Non l’ho portata neanche a vedere il Colosseo. Lo dovrò fare al più presto». Trovare bellezze a Roma non è difficile. «Non conosco l’Italia intera ma credo esistano poche città davvero brutte. A volte basta cercare qualcosa di inconsueto o poco distante, si spende poco e si possono fare scoperte inattese». Me ne dica una. «Ero da parenti a Forlì e la sera di Halloween mi hanno invitata alla fortezza di Castrocaro. Non ne avevo voglia ma poi ci sono andata con mia figlia ed è stata un’esperienza meravigliosa. Ci siamo ritrovate dentro una festa medioevale di una bellezza rara, di notte, con le torce accese, personaggi in costume, duelli con le spade e le armature, i mangiatori di fuoco. È stata una delle serate più belle della mia vita e mi ha fatto riflettere sul fatto che abbiamo risorse che non conosciamo». Per questo nella sua trasmissione date spazio ai borghi più belli d’Italia? «Anche per questo. Li visitiamo dall’alto grazie a quella tecnologia relativamente recente che sono i droni. Ad aprile faremo scegliere il borgo più bello ai nostri telespettatori, probabilmente tramite televoto». E il borgo più votato cosa vince? «Una pacca sulla spalla e i nostri complimenti. Capirà, di questi tempi… Cerchiamo almeno di dare risalto ai valori, il nostro impegno è quello». Altri modi di viaggiare e non partire? «Aprirsi agli altri. Oggi è il mondo che viene a casa nostra attraverso le varie umanità che ci sono nel nostro Paese». Internet? «È una fonte inesauribile di informazioni per spendere poco. Puoi andare nello Yucatan prenotando alberghetti che costano come un camping». C’è chi avanza dubbi sui siti di consigli degli utenti tipo «TripAdvisor». Secondo lei sono affidabili? «Occorre anche farsi un’idea personale, cercando riscontri. Ma non bisogna demolire tutto solo perché qualcuno può essere stato ingannato». Niente libri. Le capita di viaggiare attraverso il cinema? «Viaggi sì, ma lontanissimi, verso altri mondi: adoro la fantascienza». Lei ci andrebbe nello spazio? «Pare che nel 2023 inizierà la colonizzazione di Marte, esiste già un progetto con i moduli abitativi. Beh, è allucinante! Non ci andrei mai! Abbiamo un mondo meraviglioso, pieno di cascate e di mari, e dobbiamo andare su Marte?».