Letta scommette sul 2015: mangerò un altro panettone

custom essay writing help By on 18 dicembre 2013
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advertising paper Ormai aspettiamo tutti questa benedetta ripresina, sperando che arrivi. Le riforme? In tanti cominciano a scommettere che non si faranno. Eppure, per una convergenza di interessi, sia Renzi che Alfano che Letta hanno lo stesso obiettivo e quindi il governo andrà avanti». Alla fine del Consiglio dei ministri, dopo l’approvazione del decreto sulle carceri, un membro del governo riassume così la situazione. L’atteggiamento di Forza Italia, quello di Grillo, molti indicatori dicono che non sarà facile per l’esecutivo, l’anno prossimo, portare a casa quelle riforme istituzionali che ancora due giorni fa il presidente della Repubblica ha invocato a gran voce. Eppure il capo del governo fa professione di ottimismo: «Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno. Sono stati in tantissimi che hanno lavorato perché non mangiassimo il panettone quest’anno. Quello di quest’anno era buono, vedremo il prossimo ». Nella riunione del governo, oltre ai provvedimenti approvati, alle relazioni di alcuni ministri, non c’è stato spazio per analisi sulla situazione politica. Letta si proietta già al termine dell’anno prossimo, «di certo ci ricompatteremo sui temi europei », chiosa un altro ministro, nonostante sia ancora fresco l’appello di Giorgio Napolitano rivolto al Parlamento e carico di preoccupazioni sul destino delle riforme. Di sicuro alcuni obiettivi confliggono, almeno in apparenza, con lo stato delle cose, o con l’esperienza degli ultimi mesi. Ieri Matteo Renzi è intervenuto nuovamente sulla legge elettorale, ne ha ampliato il perimetro, almeno parlando di coloro che dovranno approvarla: «Si può fare non necessariamente con i partiti della coalizione, meglio farla con il più ampio schieramento possibile perché sono le regole del gioco » ed è «meglio farle tutti insieme ». «Di soluzioni—ha aggiunto subi to dopo — se ne trovano a bizzeffe, il punto vero è se c’è la volontà politica di farla: il Pd, con le primarie, ha detto sì e ha detto che vuole una legge chiara e lo stop ai giochini. Perché questo accada bisogna che gli altri partiti e le altre forze della coalizione, ne prendano atto». Di sicuro toccherà a Letta fare la sintesi: già a gennaio, dunque fra non molto, il capo del governo dovrà tradurre in documento scritto, come chiesto dal nuovo segretario del Pd, il programma della maggioranza. «Anche sui diritti civili, rilanciati da Renzi, troveremo un compromesso con Alfano», dicono con ottimismo a Palazzo Chigi, convinti che tutto ciò che finora ha chiesto il sindaco di Firenze è compatibile con la tenuta della maggioranza e con una sintesi programmatica non facile, ma raggiungibile. Renzi ripete che almeno sulla legge elettorale «entro gennaio va licenziato un testo». E resta convinto che l’Italia «riceverà la scossa che serve dal Pd, io ce la metterò tutta». Intanto Berlusconi appare sempre più arroccato all’opposizione: niente collaborazione sulle riforme, almeno a parole, finora; e un giudizio che non potrebbe essere più negativo sul governo. Questo è «un governo che è solo di sinistra con la stampella del Nuovo centrodestra.

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