Letta: «Imu abolita senza nuove tasse»

imu

Il vice premier Alfano non ha nemmeno atteso la fine del Consiglio dei ministri. Su Twitter ha annunciato raggiante: «Cdm: missione compiuta! Imu prima casa e agricoltura 2013 cancellata». Poco dopo, in conferenza stampa, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha illustrato le decisioni del governo precisando che la tassa è stata cancellata e che «dal 2014 non ci sarà più l’Imu come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi». Dunque «il superamento porta alla fine dell’Imu e dal 1 gennaio ci sarà la service tax» che sarà «formalizzata con la legge di stabilità». Ma il futuro della nuovatassa (che si chiamerà Taser) viene sommerso dal diluvio immediato di dichiarazioni soddisfatte da parte del Pdl. A partire da quella di Silvio Berlusconi che mette subito il cappello sulla decisione dell’esecutivo. «Il Pdl ha rispettato il patto con i suoi elettori e il presidente Letta ha rispettato le intese con il Pdl» ha detto il leader del centro destra. Il governo dunque si salva, almeno sino al 9 di settembre quando la Giunta delle Elezioni del Senato voterà sulla decadenza di Berlusconi.Malamediazione consente effettivamente la scomparsa della tassa e il suo superamento, anche se, come chiedono i Comuni, serve una maggiore chiarezza sulle coperture. Letta da una parte può affermare che da oggi il governo «non ha più scadenza », dall’altra può precisare che «l’Imu non sarà reintrodotta attraverso la service tax, che non sarà un’Imu mascherata ma una forma di imposizione che i Comuni possono usare secondo i meccanismi di responsabilità». Si vedrà nelle prossime settimane. Altro punto molto reclamizzato è che la cancellazione della primarata dell’Imu e il rifinanziamento della Cig avverrà «senza nuove tasse». Con un percorso a tre tappe: accanto all’abolizione della prima rata con le coperture decise ieri (stretta sui giochi, tagli alle spese e iniezione di altri 10 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione) ci sarà la cancellazione anche della rata di dicembre le cui coperture saranno individuate nella legge di stabilità a metà ottobre e, infine, la nascita della service tax. Tutto questo, ha assicurato Letta, «senza modificare i saldi, senza toccare i conti pubblici, rimarremo sotto il 3 per cento e questo è il messaggio che vogliamo mandare a Bruxelles». Il suo vice Alfano ha anche spiegato che per il provvedimento tax free sarà utilizzato il gettito Iva. Dunque «missione compiuta » per il Pdl. Ma anche il Pd è soddisfatto (Letta insiste che non si tratta del risultato di un solo partito) anche perché riesce a far approvare dal Consiglio dei ministri il rifinanziamento della Cig in deroga e un provvedimento che salvaguarda altri seimila lavoratori esodati. «Compromesso utile per l’Italia» sentenzia Stefano Fassina. Per il segretario Guglielmo Epifani «le decisioni del Consiglio dei ministri costituiscono una soluzione equilibrata dal punto di vista sociale e delle emergenze». Più realistico Massimo D’Alema secondo il quale la soluzione è positiva ma ora il governo si deve concentrare su cose più importanti «come la crescita e l’occupazione ». L’entusiasmo di «Berlusconi, Gasparri e compagnia » non è piaciuto invece al responsabile organizzativo dei democratici, Davide Zoggia. Costoro, dice, sono «senza vergogna. I provvedimento sono stati varati dallo stesso governo che fino a poche ore fa il Pdl voleva far cadere per sottrarre Berlusconi alla condanna definitiva inflittagli dalla magistratura dopo tre gradi di giudizio». Nella maggioranza resta critica Scelta civica. L’ex premier Mario Monti ha parlato di «cedimento» del Pd alle pressioni del Pdl. Fuori dal coro anche il giudizio della Cgil che non appare per niente convinta: «Si ripropone il tema di una restituzione fiscale al mondo del lavoro e delle pensioni in modo forte. Per la Cgil a questo punto non ci potrà essere una legge di stabilità senza una risposta fiscale al lavoro e alle pensioni». Drastico il M5S: la service tax «èunafregatura».