Leticia Cyrus: Gli scandali della figlia fruttano milioni di Dollari

Tale madre, tale figlia. Sicuramente meno vera della somiglianza opposta, si sa che la semplicità del maschio rende più facili le sovrapposizioni, ma qua ndo c’è spiega molte cose. Come ad esempio la deriva pornotossica della fu Hannah Montana, quella Miley Cyrus passata dall’hula hoop al palo della lap dance con nonchaìance e, questo le va riconosciuto, una riuscita trasformazione lookologica. Probabile operazione commerciale, cosa c’è di meglio per una baby star Disney prossima alla pensione se non un’inversione a U, U come ultrahot, dietro la quale c’è mamma Letitia. Una che si sbraccia sotto il palco della figlia fiera di vederla dimenarsi in mutande. Che serena, a fine concerto, fuma e beve con lei. Ma m ma-am ica ma mma-m a nage r Letitia, perciò ben consapevole che maggiore è lo sca ndalo, maggiore è l’introito. Dal primo twerking, la danza con il sedere per aria che ha dato il via alla carriera vietata ai minori di Miley, la sua popolarità è schizzata, così come le vendite del nuovo disco Bangerz. È la legge di un mercato più benigno con le cattive ragazze che con le finte vergini, come insegnano le Kardashian o Lindsay Lohan, arricchitesi a colpi di video porno e andirivieni dalle rehab. Pure loro, ma guarda un po’, gestite dalle riSaspettive madri Kris e Dina, strateghe del cattivo gusto (ma redditizio assai). Non che camicette accollate e in carnati rosei diano il patentino di madre perfetta. Anzi, prendete ad esempio Pamela Lyndon Trave rs, l’australiana scrittrice divenuta popolarissima grazie ai libri di Mary Poppins, la superbambinaia resa immortale da Julie Andrews nel musical fortemente voluto da Walt Disney, come ben racconta il film in uscita Savitig Mr. Banks. Una donna dura, ai limiti dell’arcigno, che a quarantanni suonati adottò il nipote di un amico, Camillus, separandolo dal suo gemello in culla. Aveva i soldi per occuparsi di entrambi, scelse solo il primo nato su consiglio di una maga. Camillus che, dopo un’educazione opposta a quella gioiosa impartita da miss Popptns ai piccoli Banks, sprofonderà neU’alcolismo e finirà in galera, rovinato ebbe a dire da una madre solo all’apparenza irreprensibile. Apparenza che “tradisce’’ anche un colosso della pedagogia, Maria Montessori, che net 1898 abbandonò in fasce il figlio Mario per riaccoglierlo tra le sue braccia solo una dozzina d ’anni dopo. A quei tempi, una donna nubile non poteva essere madre, la giustificarono i suoi sostenitori. Era ambiziosa e senza istinto materno, l ’accusarono i contrari. Di certo lungamente assente, come Frances, la mamma di Lady Diana, lasciala sola a set anni per seguire un nuovo amore, un distacco che avrebbe impresso nel carattere della principessa quella fragilità che le risulterà fatale. Come Elisabetta IL regina prima di tulio, figli compresi. Come Marella Agnelli e Silvana Mangano, icone intoccabili. Anche dai figli. Celida, a detta di Sachi Parker, è stata Shirley MacLaine, dipinta come madre autoritaria in un’autobiografia che la diva definì «disonesta e opportunistica », anche se l’Oscar per la madre più controversa di Hollywood è senza dubbio suo. di Joan Crawford. Come dimenticare la scena del biopic Mammina cara in cui Faye Dunaway-Joan picchia la figlia Christina dopo aver trovato nel suo armadio delle odiate grucce di ferro? Ferite che diffìcilmente non lasciano cicatrici. Marilyn Monroe patirà le fughe di una madre al limite della follia inseguendo un sogno di maternità impossibile, si scrisse di quindici aborti spontanei, che l’avrebbe sprofondata nel baratro. Jennifer Aniston solo ora ha perdonato la genitrice Nancy, che, dopo le corna in mondovisione di Brad Pitt con Angelina Jolie, anziché soccorrere la sua bambina buttò fuori un libro sui di lei segreti coniugali Drew Barrymore ancora fa i conti con quella discesa agli inferi di alcol e droga iniziata a nove anni sotto gli occhi inermi se non complici della madre Jaid. Alcol e droga che hanno fatto sbandare molte madri celebri e poi redente, tornate sulla via semi-retta grazie alla forza impressa loro dalla progenie. E successo a Kate Moss, che quando nel 2005 uscirono le sue foto intenta a sniffare cocaina temette non tanto di veder polverizzata la sua carriera, ma di perdere la custodia della figl ia Lila Grace. A Courtney Love, che si faceva in vena mentre era incinta di Frances Bean e solo quando questa le venne tolta riuscìa recuperare la sobrietà. A Britney Spcars, andata fuori di matto dopo la nascita del secondogenito, entrata in clinica per qualche settimana e uscitane in tempo per mostrarsi davanti ai giudici fresca e carezzevole. E in questo 2014 centenario della Prima guerra mondiale, non possiamo chiudere il nostro viaggio tra le madri “scorrette” senza parlare di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, figlia della regina Vittoria e madre di quel kaiser Guglielmo che avrebbe incendiato l’Europa. Un figlio nato menomato e sottoposto a cure sconfinanti nella tortura, per lei una ferita da nascondere. Gli avrebbe sfacciatamente preferito i fratelli, negandogli la sua compagnia; lui avrebbe sviluppato nei suoi confronti un misto di odio e amore morboso. Al di là della politica, dichiarare guerra al Regno Unito, la terra di lei. fu per il kaiser un giusto modo per vendicarsi di quella madre spietata. Nonostante Vittoria fosse morta da 17 anni.