Le tre Rose di Eva, Victoria Larchenko: “Adesso basta dire che Gabriel Garko è bello”

L’abbiamo vista nei panni di Viola, una perfida assassina, la rivedremo presto anche nella seconda serie de Le tre rose di Èva. Ma Viktorija Larcenko porterà in scena anche un ruolo ben più tenero e commovente in Rodolfo Valentino, progetto di punta delle reti Mediaset con Gabriel Garko. Di origini ucraine e con una laurea in Economia in tasca, Viktorija si racconta a cuore aperto. Regalaci un’anticipazione del tuo personaggio, Viola, che si è rivelata un’assassina… «Posso soltanto anticiparvi che in questa seconda stagione Viola, come se non bastasse, diventerà ancora più crudele». «Cerco le cose che mi fanno soffrire» Come sei riuscita a calarti con disinvoltura nei panni di una donna tanto cattiva? «Potrei rispondere che ho costruito questo personaggio documentandomi, guardando vecchi film. In realtà quando sono sul set cerco semplicemente di immaginare quello che non farei mai nella vita, sforzandomi di portarlo in scena. Partendo dal presupposto che io e Viola siamo due donne completamente diverse, quando sul set mi ritrovo alle prese con scene più forti da un punto di vista emotivo, per poter essere credibile cerco di scavare dentro di me, andando alla ricerca di tutte le cose che mi hanno fatto soffrire. Soltanto così riesco a essere credibile. Ritengo che il pubblico capisca la differenza tra un attore che si limita a fingere e uno che invece si inette in gioco con tutto se stesso». Progetti? «Non so se ci sarà una terza serie de Le tre rose di Èva. È tutto così misterioso, proprio come il mio personaggio. Tra i progetti certi c’è la fiction Rodolfo Valentino con Gabriel Garko, in onda in autunno». Quale sarà questa volta il tuo ruolo? «Sono Caterina, una donna agli antipodi rispetto a Viola. Lei infatti è decisamente più dolce, tenera, generosa e soffrirà nel corso della stona. Almeno il pubblico, dopo avermi vista nei panni di una donna cattiva, questa volta proverà un po’ di tenerezza nei miei confronti. Per il resto, sono contentissima di questo mio nuovo lavoro, soprattutto grazie ai professionisti con i quali ho avuto la fortuna di lavorare, in primis Gabriel». Che compagno di set è stato Garko? «Gabriel è un uomo di grande generosità, dentro e fuori dal set. Abbiamo lavorato insieme in Bulgaria per un mese intero e ci ritrovavamo a fine serata per ripassare assieme le scene più importanti. Sul set c’era un bel clima, eravamo come una grande famiglia e sono sicura che quella magia si respirerà anche sul piccolo schermo, quando la fiction andrà in onda». Chissà le tue amiche com’erano invidiose di questo rapporto speciale con Gabriel… «Mi chiedevano tutte se di persona è bello come lo si vede in video». E tu cosa rispondevi? «Che Gabriel è bellissimo! Però aggiungevo che non è questo il suo lato migliore». E qual è? «Il suo innato carisma, una qualità che lo rende ancora più affascinante. «Non mi sono mai strappata i capelli» | Hai origini ucraine.., «Sì, sono nata in Ucraina, anche se ormai sono italiana a tutti gli effetti, visto che sono arrivata in Italia quando avevo solo nove anni». Che ricordi hai del tuo arrivo nel Bel Paese? «Ero molto piccola, e non mi sono resa conto di questo grande cambiamento. Mi considero fortunata, anche perché non faccio parte di quella categoria di persone che si sono dovute spostare dal proprio Paese per cercare delle condizioni di vita migliori». I tuoi che cosa ti hanno detto quando hai manifestato loro il desiderio di diventare attrice? «L’avventura nel mondo dello spettacolo è cominciata per gioco. Mia madre mi accompagnava ai provini e sia lei che mio padre mi hanno aiutata a restare con i piedi per terra, spiegandomi, da buoni ingegneri, che avrei dovuto comunque dare la priorità airistruzione. Sono laureata in Economia. Studiare mi ripagava quando un progetto lavorativo non andava buon fine. Quel percorso di studi era una valida alternativa e questo è servito a non farmi mai strappare i capelli nella corsa verso il successo».