Le tre rose di Eva 2: Samya Abbary l’attrice, new entry nel ruolo di un avvocato

Samya Abbary

Una donna al passo con i tempi, ma fedele alle tradizioni, alla quale basta uno sguardo per sedurre un uomo, magari accompagnato da un piatto piccante e afrodisiaco. Così si definisce Samya Abbary. L’attrice e conduttrice marocchina anche nel lavoro mostra con orgoglio le proprie origini. Se da una parte, infatti, nel corso di Le ricette di Samya, rubrica che conduce all’interno di Mattino Cinque, propone spesso piatti della cultura africana, dall’altra in Le tre rose di Èva 2 interpreta Amina, misterioso avvocato penalista nato in Marocco, che dalla settima puntata è entrato di prepotenza nella storia, venendo in soccorso del “cattivo” Ruggero Camerana, interpretato da Luca Ward. «La recitazione è nel mio Dna» Samya, quanto di te c’è nel personaggio di Amina? «Sono del segno della Vergine, quindi quando voglio raggiungere un obiettivo, difficilmente me lo lascio sfuggire. In Amina rivedo molto di questa mia determinazione. Poi, anch’io in passato sono stata vicina al mondo delle carceri. Nel 2011 ho posato per un calendario di beneficenza a favore degli Istituti penitenziari e ho visitato più volte alcune realtà, dove ho visto situazioni davvero disumane ». Amina è arrivata in Italia convinta di trovare l’America, ma a soli 15 anni è stata costretta a prostituirsi. Diffìcile non pensare al recente dramma di Lampedusa. «La tragedia di Lampedusa mi ha sconvolto e indignato. È inaccettabile che l’Occidente non si renda conto della differenza tra immigrati e rifugiati: i primi arrivano in Italia per trovare un lavoro migliore, i secondi fuggono da povertà e violenza. Spero che il grido di dolore lanciato da papa Francesco durante la sua visita a Lampedusa arrivi alle orecchie di tutti». Che cosa pensi del Papa? «Lo adoro, è un Papa vicino a tutti, compresi i gay e i delinquenti, insegnandoci così come dietro a ogni persona ci sia una storia diversa che va rispettata. In questo momento di crisi, le sue dolci parole sono in grado di seminare serenità e speranza». Sei un’artista poliedrica: hai fatto la modella, sei attrice e conduttrice. Qual è la tua vera dimensione? «Sono un’attrice, ce l’ho scritto nel Dna. Ma anche per condurre un programma bisogna saper recitare. Nelle pause tra un film e l’altro, ho iniziato a presentare Le ricette di Samya, perché una delle mie più grandi passioni è la cucina. Ho iniziato con una puntata a settimana e ora siamo arrivati a cinque appuntamenti, dal lunedì al venerdì. Mi sento appagata da entrambe le professioni e non credo che farò mai una scelta di campo». «Sono una vera e propria geisha» Adesso non c’è troppa cucina in Tv? «La cucina in Tv funziona, ma bisogna essere sintetici, leggeri, divertenti. Molte mie colleghe hanno cercato di strafare, conducendo programmi di due ore ed è stato un fiasco». È vero che hai sedotto il tuo compagno con una zuppa di cozze piccanti? «Verissimo. Gli uomini vanno sedotti con gli occhi e presi per la gola, perché il cibo è uno dei più grandi piaceri della vita». È questo l’unico segreto per conquistare un uomo? «No, la donna deve essere al tempo stesso figlia, sorella, amica, fidanzata e compagna. Io in questo senso sono una vera e propria geisha, sono convinta che una coppia funzioni solo se c’è complicità, stima e rispetto. Gli uomini mi hanno coccolata, ma anche ferita, perché spesso sono bugiardi, traditori e possessivi. Con il mio compagno sono felice, perché lui per me è anche papà, amico e complice, grazie anche al fatto di essere più grande di me di 15 anni». Una costante nella tua vita. «Avere uomini molto più grandi di me è il mio karma. Avendo lasciato la famiglia dall’età di 17 anni, inevitabilmente cerco negli uomini la figura del mio primo grande amore: mio padre. Poi, i giovani sono sempre in conflitto con se stessi e con loro non si conclude mai niente. Magari, dopo i cinquantanni mi fidanzerò con un toy boy!».