Le stelle tra abusi sessuali e molestie terribili

essay writing 10th By on 8 novembre 2013
vip

http://bardagyn.com/?p=custom-essay-and-dissertation-writing-service-it-go Anche il successo più grande non può curare le ferite quando ci si mette di mezzo la violenza sessuale. Lanciato a sorpresa dairimprenditore Lapo Elkann, il sasso della denuncia di abusi subiti da personaggi famosi ha provocato, nel lago della coscienza pubblica, cerchi di indignazione che hanno fatto tornare a galla altri casi simili. Violentato a 13 anni in collegio Mentre il fratello minore di John Elkann, infatti, confessava di essere stato vittima di violenza quando era un ragazzino e frequentava un collegio di padri gesuiti ( «Da quando ho compiuto 13 anni ho vissuto cose dolorose, che poi mi hanno creato grosse difficoltà nella vita. Cose capitate a me e ad altri ragazzi. Parlo di abusi fisici. Sessuali », ha dichiarato a II Fatto Quotidiano), Nina Morie, ospite del talk show di Canale 5 Verissimo, sconvolgeva tutti affermando: «Da bambina sono stata violentata da mio padre». Tanti i casi di pedofilia Da Oltreoceano, intanto, arrivava l’amara denuncia di Corey Feldman (Fattore, ex babystar negli anni Ottanta in film come I Goonies e Stand by Me) all’intero sistema hollywoodiano. «Da bambino, ho subito abusi sessuali dai miei produttori », ha spiegato Feldman. «Ero circondato da questa gente e nemmeno lo sapevo. Erano degli avvoltoi. Per i bambini attori il problema di Hollywood è stato, è e sarà la pedofilia». Ma la sua denuncia shock non si è fermata qui. Ha anche aggiunto una rivelazione sulla morte di Corey Haim, un altro protagonosta di “teen movies”: «C’è una persona che è responsabile per la morte di Haim, un magnate di Hollywood che bisognerebbe smascherare e che io purtroppo non posso denunciare», ha dichiarato. Storia simile a quella di Feldman è stata raccontata anche da Todd Bridges, l’attore americano che dava il volto al personaggio di Willis nella serie tv cult II mio amico Arnold, costretto dal suo addetto stampa di allora a subire rapporti di sesso orale. Fra le vittime illustri, il nome più famoso è senza dubbio quello di Madonna, che ha raccontato alla rivista Harper’s Bazaar di essere stata stuprata durante i suoi primi anni a New York, quando ancora non era nessuno. La violenza fu consumata sul tetto di un edificio sotto la minaccia di un coltello. Un’altra artista musicale vittima degli “orchi” è la cantautrice rock Tori Amos, che ha rivelato di essere stata violentata da un conoscente dopo un concerto a Los Angeles. «Non riesco ancora ad accettare di aver dato al mio aggressore l’occasione di sfogare il suo odio per me e per tutte le donne», ha detto. Da quella tragica esperienza nascerà poi una canzone, Me And A Gun, che descrive come l’uomo le abbia puntato una pistola alla tempia per costringerla a non reagire durante la violenza. Vittima di abusi sessuali anche Oprah Winfrey, regina dei talk show americani, che tra i nove e i tredici anni cadde nella rete infernale di persone a lei molto vicine: il cugino, lo zio e un amico di famiglia. La musica è servita a sublimare il trauma anche per il cantante Gianluca Grignani, che solo nella sua autobiografia è riuscito a raccontarsi svelando, molti anni dopo l’accaduto, la sua drammatica esperienza: «Era il 1982, l’estate dei mondiali. Frequentavo un corso di tennis e c’era con me un ragazzino più grande che mi aveva preso di mira. Era omosessuale, ci provava con me e, dal momento che non ci stavo, mi picchiava. Si sedeva sopra di me e mi insultava. Tutto questo durò settimane». Riuscire a parlarne è fondamentale Nemmeno Grignani, come Elkann, ha mai dimenticato gli abusi ma, ad anni di distanza, riconosce come sia stato di fondamentale importanza parlarne apertamente, invitando a fare lo stesso anche tutti coloro che sono passati attraverso questa drammatica esperienza. Come ha fatto anche Maria Grazia Cucinotta che in una intervista ha svelato il tentativo di violenza subito a Parigi quando aveva appena vent’anni: «Un pomeriggio per strada, un tipo mi ha seguito e mi ha messo le mani addosso. Ha cercato di strapparmi la felpa, ma sono riuscita a sfuggirgli e a chiamare la polizia». Per lei e per tutte le altre vittime si è trattato di esperienze che, come le ha definite Lapo Elkann «ti conficcano il male dentro». Ombre indelebili destinate a offuscare per sempre la luce delle stelle.

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