Lavoro, arriva il fondo per tagliare le tasse

Sarà costituito un apposito fondo per indirizzare all’abbassamento delle tasse sul lavoro i risparmi ottenuti dalla spending review nonché le risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale. È una delle misure previste nel pacchetto di emendamenti alla legge di Stabilità in via di presentazione da parte del governo, disponibile così ad accogliere le richieste dei sindacati che per tutta la giornata di ieri hanno organizzato presidi (uno anche davanti a Montecitorio) e manifestazioni che hanno visto anche episodi di tensione, a Torino, dove si sono verificati scontri tra studenti e polizia. Nelle proposte dell’esecutivo c’è anche il previsto aumento dei finanziamenti destinati a sostenere il percorso di accesso alla pensione degli esodati (la salvaguardia dovrebbe riguardare altri 20 mila lavoratori) nonché alcuni interventi a favore delle forze di polizia e della scuola. Ma ieri in commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando la legge di Stabilità in vista del voto dell’Aula—che dovrebbe iniziare martedì —, sono emerse anche altre novità. La principale è l’approvazione di un emendamento presentato dal relatore Maino Marchi (Pd) che prevede la rivalutazione delle pensioni tra tre e quattro volte il minimo Inps, quindi tra 1.500 e 2.000 euro, al 95% dell’inflazione anziché al 90% come previsto dal testo del provvedimento arrivato dal Senato. Sempre ieri è passata al voto della Commissione — con l’approvazione di un emendamento a firma Marco Causi (Pd) — la rimodulazione del taglio al cuneo fiscale con l’ampliamento delle detrazioni per i redditi fino a 28.000 euro. Nel testo varato dal governo il limite era di 55 mila annui, sceso poi a 35 mila nella versione passata al Senato, che assegnava il beneficio massimo di 220 euro netti l’anno ai possessori di redditi attorno ai 15 mila euro. Un altro emendamento approvato ieri determina il superamento del cosiddetto «galleggiamento», in base al quale coloro che nell’amministrazione pubblica hanno ricoperto alcuni ruoli o incarichi ne conservano la retribuzione anche se tornano alle mansioni originarie di livello inferiore. L’emendamento prevede invece che questo meccanismo non sarà più possibile ma che tutti saranno retribuiti per il lavoro effettivamente svolto. La commissione Bilancio ha dato via libera anche a una norma antievasione del Pd per le transazioni che riguardano gli atleti professionisti, dunque soprattutto i calciatori a cui di solito vanno i compensi più elevati. Al pacchetto di misure passate ieri si aggiungono le novità del giorno prima, in particolare la web tax che impone di pagare l’Iva ai soggetti che offrono servizi online, pubblicità o vendita di spazi pubblicitari visualizzati nel territorio italiani, da Google in giù e che ha subito creato polemiche. «Chi guadagna in Italia è giusto che paghi le tasse in Italia» ha tagliato corto il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia spiegando che «con la nuova web tax tutte le aziende saranno finalmente uguali davanti al Fisco. Non si tratta, dunque, di una nuova imposta ma di un atto di equità e giustizia: da questo punto di vista non c’è differenza tra le multinazionali americane e le piccole imprese di Busto Arsizio o Matera». Il dibattito sulla legge di Stabilità in commissione riprenderà questa sera.