Laurenti racconta Bonolis: “E’ un’uomo generoso, senza di lui non avrei trovato l’amore”

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Molto affiatati e legati da un’ironica simbiosi artistica, Paolo Bonolis e Luca Laurenti oggi sono una delle coppie televisive più amate dal pubblico. Un binomio, il loro, basato innanzi tutto su un rapporto umano importante che, nel corso degli anni, ha fatto da solido presupposto per una forte intesa professionale. In vent’anni d’amicizia, nata quando entrambi facevano la gavetta, Paolo e Luca hanno scoperto di avere una grande sintonia e tanti punti in comune. Un esempio? La discrezione. Per questo, forse, Bonolis preferisce non rilasciare interviste e Laurenti fa altrettanto, anche perché a una spalla come lui è sempre richiesto di restare un passo indietro rispetto al protagonista. Ma non è stato sempre così, perché qualche tempo fa il comico si è messo al centro dell’attenzione con un libro ricco di aneddoti sul suo rapporto con l’ex volto del pomeriggio di Canale 5 degli anni ’80, ai tempi di Bim Bum Barn. Nell’autobiografia Ci fai o ci sei?, titolo che riprende una domanda che lo perseguita da sempre, Laurenti traccia un ritratto inedito di Paolo usando un linguaggio infarcito di espressioni in dialetto romanesco e di parole forti, spesso irripetibili… nello stile un po’ sopra le righe dell’autore, sempre filtrato, però, da una grande sensibilità. Così si scopre che il loro sodalizio è cominciato dopo un periodo buio per Laurenti che, per mantenersi, si esibiva come cantante in un locale romano dove aveva lavorato prima come lavapiatti e, poi, come cameriere. Nonostante la sua bella voce, inspiegabilmente si sentiva inadeguato al ruolo e aveva un senso di insicurezza. «È stato Paolo a scoprirmi, a lanciarmi e a starmi vicino nei momenti difficili », ha raccontato. «Abbiamo anche vissuto insieme a Milano, un periodo che ricordo con affetto e divertimento. Lui aveva un casa piccoletta e carina, mentre io abitavo in un albergo e stavo entrando in paranoia. Le camere avevano la pareti tinte di rosso, un colore che, secondo me, porta alla pazzia. Tutto il gioipo lavoravamo insieme, poi la sera, Paolo a casa sua, io in albergo. Dopo qualche giorno, lui mi fa: “Siamo entrambi de Roma, starno a fa ’sto programma insieme. Stai solo tu, sto solo io, vieni a stare da me”. All’inizio rifiutai l’invito perché avevo la sensazione di approfittare della sua generosità ma poi, perseguitato da quel terribile colore rosso, accettai», ha detto Luca. «La nostra convivenza cominciò così e io ce la misi tutta per rendermi insopportabile. Tanto per capirci, come ospite mi sentivo in dovere di informarlo di ogni mio movimento. “Paolo, adesso mi faccio una doccia, Paolo, guardami, mi sto sdraiando sul divano”, era la litania quotidiana. Lui sopportava, ma convivere era difficile anche perché avevamo bioritmi diversi. Io mi svegliavo la mattina presto, mentre lui, nella camera accanto, dormiva profondamente, dopo una giornata di lavoro e una notte di divertimento. Ma io prima di uscire per andare a fare colazione sentivo il dovere di bussare alla sua porta. La aprivo e vedevo sbucare Paolo dalle coperte, con gli occhi chiusi e i capelli arruffati. “Che c’è?”, biascicava. “Volevo avvertirti che sono le sette e io esco”, rispondevo. Andò avanti per un anno, ma alla fine Paolo perse le staffe e mi disse: “A’ Luca, lo so che lo fai perché sei bene educato ma, per cortesia, la mattina non mi rompere!”». Raccontata da Laurenti, la sua vita con Bonolis ricorda La strana coppia, il famoso film con Jack Lemmon e Walter Matthau, in cui due uomini soli che abitano nella stessa casa combinano un sacco di pasticci. «Paolo e io abbiamo fatto anche una vacanza insieme in Spagna », ha ricordato il cantante. «Stavamo in un residence e un giorno lui mi dice: “Luca, va’ a fa’ un po’ di spesetta”. Sono sceso in paese col mio carrellino tanto carino e l’ho riportato pieno di roba da mangiare. La sera, al ritorno dal mare, Paolo aveva voglia di farsi una caprese con pomodori, mozzarella e tonno, ma si bloccò quando vide l’etichetta della scatola che avevo appena acquistato. “Sto’ tonno si chiama Miao”, mi disse disgustato, “è certamente cibo per gatti”. Cercai di convincerlo del contrario, ma non ci fu niente da fare. Finimmo a parlare di animali che sembravamo i cugini di Licia Colò, ma il dubbio rimase. Per dissiparlo andai a chiedere spiegazioni al negozio, scoprendo di avere ragione: il produttore di quel tonno, destinato agli umani e non ai gatti, si chiamava Giorgio Miao, una specie di Giovanni Rana del posto!», ha raccontato. Agli episodi divertenti della “strana coppia”, se ne alternano altri in cui in Luca prevale il sentimento della gratitudine. «A Paolo devo l’incontro con Maurizio Costanzo. Durante la registrazione di Tira e molla, dietro le quinte passò il conduttore, che stava lavorando nello studio accanto. Vide Paolo e lo invitò al suo show dicendo che aveva due posti liberi. “Porto anche lui”, replicò Paolo, indicandomi a Maurizio che non sapeva nemmeno chi fossi. “È un tipo gagliardo e divertente”, mò, garantendo per me. E io feci il mio primo Costanzo show, un passo concreto verso il successo». Nell’evidenziare la generosità di Bonolis, che lui ripaga con un’assoluta assenza di invidia, Luca rivela di dovergli anche la sua felicità coniugale. «Una sera Paolo mi avvertì che avremmo avuto a cena Raffaella, una sua amica. Pensai di sparire per non fare il terzo incomodo, ma lui mi assicurò che tra loro non c’era del tenero. In seguito, quando telefonava a casa di Paolo, lei cominciò a chiedere di me. Alla fine Raffaella e io cominciammo a frequentarci e, dopo un periodo di convivenza, ci siamo sposati e abbiamo avuto un figlio meraviglioso. Ci accomuna lo stesso carattere solare e positivo, per cui ci capiamo al volo: una cosa fantastica». Di questo dono prezioso, ovviamente, Laurenti ringrazia Bonolis. Il quale, per arrivare all’essenza della loro amicizia, lo ha capito nella sua umanità e nelle sue insicurezze, aiutandolo a superarle. Soprattutto senza mai chiedergli: «Luca, ci fai o ci sei?».