Laura Pausini: “So cosa prova una donna che non può essere mamma”

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A distanza di due anni dalFultimo disco e dopo essere diventata mamma, lo scorso febbraio, della piccola Paola, avuta dal compagno Paolo Carta, Laura Pausini toma sulla scena internazionale con il nuovo album, appena uscito e distribuito in 47 paesi, 20 The Greatest Hits. Ecco tutte le domande e le risposte raccolte in conferenza. Sono trascorsi 20 anni da quando hai iniziato… «Devo tutto a mio padre Fabrizio e a mia madre Gianna. Se sono cresciuta con valori saldi è grazie a loro, all’amore che li ha uniti per quarantanni e all’esempio che mi hanno sempre dato. Ho sempre amato cantare, fin da quando ero piccolissima (fra le tracce del nuovo album, infatti, ce n’è una, Ramaya, che contiene la prima rudimentale interpretazione canora di Laura, all’età di due anni, ndr), ma è stato mio padre, che era molto bravo e apprezzato al piano bar, a spingermi a seguire in maniera totalizzante la strada della musica. Nell’album duetti con grandi nomi della scena intemazionale. «Mi sono detta: “Voglio farmi un regalo”. Così ho chiamato Ennio Morricone, che per me è sempre stato un mito e che ha riarrangiato La solitudine, e ho coinvolto altri amici. Da Marc Anthony ad Alej andrò Sanz, da Ray Charles a Lara Fabian, passando per Michael Bublé, Kylie Mino gue, Andrea Bocelli, Miguel Bosé, Ivete Sangalo, Charles Aznavour e James Blunt». Come ti ha cambiato la vita l’arrivo di Paola? «Mi ha reso un donna sicuramente più emotiva, ma anche più serena, equilibrata e con meno paure. Sento una luce più forte in me. Lei è una continua scoperta, una gioia immensa, sia per me, sia per Paolo». Nel nuovo album c’è anche una rivisitazione di Celeste, che hai dedicato alle donne che, pur desiderandolo, non riescono a diventare madri… «È una canzone a cui tengo molto, perché io stessa ho sperimentato a lungo il dolore di non riuscire ad avere un bambino. Poter avere un figlio è qualcosa che si dà spesso per scontato, ma non lo è affatto. Sempre più donne hanno difficoltà a rimanere incinte e so perfettamente cosa prova una donna a cui la vita nega la gioia della maternità». «Felicità? Amarsi come siamo» C’è un’altra canzone a cui tieni in modo davvero particolare? «Amo molto Limpido, che canto con Kylie Minogue, perché tocca una tematica secondo me centrale, amarsi per quello che si è. Se così fosse, non esisterebbe Tomofobia, per esempio. Ognuno di noi è diverso, e meno male, per cui tutti noi dovremmo riuscire a essere noi stessi. È la chiave per la felicità»