Laura Pausini: La cantante esce con un album che celebra i suoi primi vent’anni di carriera

La maternità (è diventata mamma di Paola l’8 febbraio) le ha dato ancora più energia e solarità. È una Laura Pausini che sprizza gioia da tutti i pori e riconoscenza per una vita che è stata, come lei stessa dice, molto generosa nei suoi confronti, quella che abbiamo incontrato a Milano airhotel Armani, alla conferenza stampa di presentazione del nuovo album, 20 – The Greatest Hits, che arriva a due anni di distanza dall’ultimo disco di inediti. Un album col quale la cantante celebra il ventennale della sua carriera, che da un paesino di provincia l’ha portata a conquistare il mondo, vendendo milioni di dischi e vedendosi assegnare anche l’Oscar della musica, il Grammy Award. Il nuovo disco, un doppio cd con 38 tracce che raccoglie rivisitazioni dei suoi più grandi successi e tre inediti, contiene preziose collaborazioni con artisti intemazionali. «Mi sento quasi una miracolata» Con il disco celebri ventanni di carriera. Come ti senti? «Mi sento quasi una miracolata. Non avrei lontanamente immaginato, quando ho cominciato a muovere i primi passi nella musica, di arrivare dove sono arrivata ed essere qui a festeggiare e ringraziare per quanto la vita mi ha dato. Tra l’altro, da ragazzina sognavo tutt1 altro». Che cosa sognavi? «Di diventare architetto e di fare poi, parallelamente, piano bar, senza andare lontano dal mio paesino (Solatolo, ndr)». Infatti hai cominciato a cantare facendo piano bar con tuo padre Fabrizio… «Sì, devo tutto a lui e a mia madre per quanto ho realizzato con la musica e per la persona che sono diventata. Se sono cresciuta con valori saldi che a 39 anni non sono cambiati lo devo a loro, alPamore che li ha uniti per quarantanni e all’esempio che mi hanno dato. Mio padre, che era bravo e apprezzato al piano bar, ha sempre creduto in me ed è stato lui, iscrivendomi a mia insaputa a concorsi, a spingermi sulla strada della musica». Loro sono il tuo modello anche per il tuo essere madre? «Decisamente. Grazie a loro ho capito che una bella educazione, anche rigida se necessario, ti può far diventare una persona speciale. E io, come loro, cercherò di essere d’esempio per Paola, avendo al mio fianco un fidanzato fantastico». Nell’album hai inserito anche qualcosa di Paola? «Sì, la registravo ogni giorno per ricordare i suoi progressi, così ho avuto la fortuna di registrare il suo primo “mamma”: non ho potuto non includerla nelle tracce e condividerla. La felicità che sento nella mia vita viene dalle persone che più mi sono vicine e mi amano e naturalmente dalla mia Paola, che mi ha reso un donna più emotiva, ma anche più serena, equilibrata e con meno paure». «E poi quando ormai non ci credevo più…» Anche perché è arrivata forse inaspettatamente… «Quando ormai non ci credevo più e mi ero messa l’anima in pace. Ma la vita ha saputo, ancora una volta, sorprendermi». Celeste, rivisitata nell’album, è dedicata alle donne che desiderano essere madri… «Una canzone che mi sta a cuore proprio perché volli dedicarla a me, che per ventanni ho desiderato diventare madre, e alle donne che non riescono a realizzare questo sogno. Avere un figlio è qualcosa che si dà spesso per scontato, ma non lo è affatto: Tho sperimentato anch’io in prima persona cosa prova una donna che desidera, ma senza riuscirci, diventare madre». Nel cd duetti con grandi nomi della scena internazionale… «Essendo una celebrazione dei miei ventanni di carriera ho detto: “Voglio farmi un regalo”. Ho chiamato Ennio Morricone, che per me è un mito, che ha riarrangiato La solitudine, e ho coinvolto altri amici. Da Marc Anthony a Ray Charles, passando per Michael Bublé, Kylie Minogue, Andrea Boccili, Miguel Bosé, Charles Aznavour, James Blunt. Ho voluto mettere quanto ho imparato negli ultimi ventanni a livello musicale e linguistico (i brani sono cantati anche in altre lingue, ndr). L’aver imparato, girando il mondo, diverse lingue è una delle cose di cui vado più fiera: mi dà grande libertà perché posso parlare con tutti senza inteiprete. Una passione che vorrei trasferire a mia figlia, insieme alla voglia di viaggiare, intesa come voglia di conoscere mondi diversi, due passioni che possono aiutare a rispettare gli altri, le loro tradizioni, la loro cultura, il loro modo di essere e esprimersi».