Laura Chiatti: “Solo per amore di mio figlio rinincerei alla carriera”

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Schietta e ironica come poche interpreti del nostro cinema, Laura Chiatti non ha paura di mostrare il proprio lato sensuale. E lo fa (bene) in Pane e burlesque, il film di Manuela Tempesta in questi giorni nelle sale italiane: una commedia in cui l’attrice umbra balla in abiti succinti, sfoggiando mise decisamente sexy. Nella vita di tutti i giorni, invece, Laura è una ragazza acqua e sapone che preferisce la semplicità. Ed è proprio grazie a questa caratteristica che è riuscita a conquistare il collega Marco Bocci, con il quale dovrebbe convolare a nozze tra poche settimane. Il condizionale è d’ob- bligo visto che, quando si parla di questo argomento, lei è molto elusiva. Secondo le voci, però, il matrimonio dovrebbe essere celebrato il 4 luglio nella Basilica di San Pietro a Perugia, terra d’origine della sposa. «Non seduco con la biancheria intima» Laura, per quale motivo hai accettato di fare un film sul burlesque? «Mi affascinava l’idea di interpretare un ruolo sopra le righe. Il mio personaggio, Ma- tilde, è una donna dimessa, che ha rinunciato alle proprie ambizioni e in generale a se stessa per seguire il marito, un uomo burbero e dispotico. Riesce a ritrovare una propria identità e a riscattarsi in un momento di crisi e- conomica quando decide di entrare nel mondo del burlesque». Però hai trovato una nuova arma di seduzione che ti può servire magari con Marco, vero? «Direi che è un tipo di seduzione che proprio non mi appartiene. Quando sono stata convocata per fare la prima prova sul set, la coreografa mi ha chiesto di portare bustini e calze autoreggenti, ma questi tipi di indumenti non fanno parte del mio guardaroba! E poi io sono completamente scoordinata nei movimenti. Pensa che non riesco neanche a fare acquagym, figuriamoci cose più complicate». Vuoi dire che non hai mai sedotto un uomo con corpetti e reggicalze? «No, io preferisco sedurre con… calzettoni e T-shirt!». A te non piace andare in palestra: come fai a mantenerti in forma? «Finora ho vissuto di rendita. Sono un’antisportiva per eccellenza. L’unica eccezione l’ho fatta per la pole dance (una disciplina sportiva che combina danza e ginnastica, ndr): ho fatto solo quattro lezioni, ma non è andata male». Che rapporto hai con il tuo corpo? Sei consapevole del potere che hai sugli uomini? «Come la maggior parte delle donne, sono estremamente critica con me stessa. Non mi piace soprattutto il mio naso, e ogni volta che mi tirano indietro i capelli non voglio far vedere le orecchie. E poi giro sempre con i tacchi, che sono diventati un prolungamento delle mie gambe. Sono piuttosto insicura, anche se sono consapevole di piacere». «La famiglia viene al primo posto» Forse è per questo che non vai in palestra: lì non puoi mettere le scarpe col tacco… «E vero. Avendo un’altezza media, io mi sento più a mio agio con i tacchi. E quelle rare volte che sono andata in palestra ho cercato di camminare sempre in punta di piedi per sembrare più alta!». Se un giorno il tuo futuro marito ti chiedesse di rinunciare alla carriera per amore, lo faresti? «Lo farei soltanto per amore di un figlio; altrimenti no. In quel caso è normale mettere da parte* il proprio lavoro per dedicarsi alla famiglia. Io sono una che ama delegare su tutto; con i figli, però, sono certa che non lo farò. In quel caso preferisco essere presente e occuparmene personalmente». «Non vedo l’ora di diventare madre» Hai già un po’ di esperienza con i bambini? «Con i miei nipotini sono molto materna e poco apprensiva; lo sono invece molto per mille altre cose. Riesco a trasmettere loro una grande tranquillità. Spero comunque di poter fare presto esperienza con i bambini nei panni di mamma». Sul set hai lavorato con altre cinque donne. Non deve essere stata facile la convivenza, vero? «Effettivamente non c’era un’atmosfera propriamente i- dilliaca. Mi dispiace ammetterlo, ma gli uomini sono più bravi a fare squadra rispetto a noi donne. Anche se cerchiamo di coalizzarci, tendiamo \ sempre a competere. Non nascondo che ci sono state tensioni piuttosto forti sul set, anche a causa della stanchezza. D’altronde non si può andare d’accordo con tutte». «Sul set ho avuto crisi di panico» Con chi sei entrata di più in sintonia delle colleghe? «Mi sono trovata bene con Giovanna Rei, perché anche lei, come me, non è affatto competitiva». Quali sono state le altre difficoltà che hai incontrato sul set? «Il poco tempo a disposizione: abbiamo girato questo film in sole cinque settimane. Il burlesque è un’arte molto complicata, che richiede una certa preparazione. Quindi sul set avevamo vere e proprie crisi di panico che ci portavano a litigi a dir poco furenti!». Qualcosa di buono l’avrà pur portata questa pellicola. Oppure no? «Certo! Subito dopo le riprese del film è nato l’amore tra me e Marco».