Laura Barriales: La showgirl parla di coincidenze curiose, della nonna, di maternità e dell’esigenza di un posto dove…

Simpatica, bella e caliente. Laura Barriales, molto impegnata in questo periodo per lavoro, sia su Raidue con Mezzogiorno in famiglia, sia su Radiodue con SuperMax, si racconta a Top. Tra il Capodanno, che questa volta trascorrerà con il suo fidanzato turco, Baran Süzer, e i propositi per Tanno nuovo. Laura, ci dai qualche consiglio per Pabbigliamento da scegliere Pultimo dell’anno? «Direi di mettere per una volta le paillettes, visto che non le possiamo utilizzare semplicemente quando ci va. Per esempio, se le metti a un matrimonio rischi di oscurare la sposa. Direi che almeno nel giorno di Capodanno possiamo concedercele, sbizzarrirci e presentarci un po’ come degli alberi di Natale ambulanti! E poi ovviamente non dimentichiamo la classica mutandina rossa, molto in voga la notte di San Silvestro anche in Spagna». Tu come trascorrerai il Capodanno? «Qui in Italia perché lavoro, ma verrà tutta la famiglia e il mio fidanzato (Baran . Sùzer, giovane imprenditore Il turco, membro di una ricca famiglia che opera in diversi settori economici, tra cui quello turistico, edilizio e bancario, ndr)». Come va con il tuo fidanzato? «Molto bene. Baran è un uomo d’altri tempi! Mi ha corteggiata alla vecchia maniera e poi al suo fianco mi sento protetta, perché è un uomo forte e molto sicuro di sé. Con lui sento che c’è qualcosa di molto speciale, forse perché mi accetta, senza riserve, per quella che sono e non cerca, come invece mi è capitato in passato con altri uomini, di cambiarmi…». Magari con Baran potresti realizzare il sogno della tua nonna, che ti vorrebbe accasata con un bel maritino… «Sì, mia nonna mi stressa ogni volta che la sento o che la vedo. Mi dice sempre che sono grande e in effetti lo sono (ha 31 anni, ndr). E mi dice anche sempre che muore dalla voglia di avere un pronipotino da me». «Persone oneste? Sempre meno» E tu cosa le rispondi? «In effetti anche io, già da qualche anno, porto nel cuore il desiderio di diventare mamma. Ma è una decisione importante, bisogna pensarci bene e io e Baran non abbiamo fretta, la nostra priorità ora è conoscerci sempre meglio per nutrire il nostro amore e rendere sempre più saldo il nostro legame» Com’è cominciata la vostra storia d’amore? «Ci credi al destino? Beh, per noi è stato un po’ così! Ci siamo incontrati tramite amici l’anno scorso, in giugno, a Parigi, durante il torneo di tennis del Roland Carros e poi ritrovati, del tutto casualmente, alla reception di un albergo a Istanbul qualche mese dopo. È stato lì che abbiamo cominciato a chiacchierare e conoscerci un po’ meglio ed è stato in quell’occasione che ho scoperto che era turco. Quella sera mi invitò a una festa in maschera, dove conobbi la madre. Ci parlai parecchio durante tutta la serata, ma seppi soltanto dopo che era sua madre e la cosa buffa è che è stata proprio lei, perché evidentemente le sono risultata simpatica, a sponsorizzarmi con suo figlio. Baran è un bel ragazzo e, con la posizione che ha nel suo Paese, potrebbe ^vere veramente tutte le donne che vuole…». To rnando alle feste natalizie, cosa per tradizione non manca mai sulla tavola di casa Barriales? «Il torrone e, da quando sono in Italia, anche il panettone, che tutta la mia famiglia adora. E poi, ovviamente, da spagnoli doc, il giorno di Capodanno non può assolutamente mancare l’uva. In Spagna si usa mangiare, in segno di buon auspicio per l’anno successivo, dodici acini d’uva, uno a ogni rintocco dell’orologio che segna la mezzanotte». L’augurio più bello da fare ai nostri lettori? «Di essere forti, perché è un periodo in cui non abbiamo molto in cui credere, sia in Italia, sia in Spagna. Persone oneste in giro ce ne sono sempre meno e, se siamo messi così, è proprio per colpa delle persone disoneste che ci hanno governato. Quindi, non ci rimane che contare su noi stessi e sulle nostre forze, senza mai rassegnarci allo sconforto». «Non è proprio il massimo…» Un tuo proposito per il nuovo anno? «Di trovare un po’ di pace, ma non interiore. Ho casa a Milano, la famiglia in Spagna, lavoro a Roma e ho il fidanzato a Istanbul. Insomma, non proprio il massimo a livello di organizzazione di vita. Quindi diciamo che mi piacerebbe finalmente trovare un posto in cui sentirmi veramente a casa e dove poter cominciare a piantare le radici per pensare al mio futuro e a una famiglia». Hai già qualche idea in tal senso? «Macché, magari! Per questo è solo un proposito».