L’assalto dei Forconi, caos e bombe carta

Bombe carta, bottiglie, sassi, petardi così il movimento dei Forconi a Torino ha dato l’assalto ai palazzi della politica al grido di «ladri, ladri» e «tutti a casa». In tenuta anti-sommossa gli agenti hanno risposto con il lancio dei lacrimogeni ma, alla fine, sono stati applauditi da un gruppetto con le bandiere tricolore. Bloccate le vie del centro, occupate le stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa, Torino è rimasta per ore prigioniera di una massa indistinta, disoccupati, studenti, pensionati, ma anche ultras della Juventus con i simboli dei «Drughi» e appartenenti a CasaPound e all’estrema destra. I commercianti che non avevano abbassato la saracinesca sono stati minacciati, un gruppetto entrato nel caffè Caval ‘D Brons in piazza San Carlo ha preso a calci le vetrine. Piazza Castello è stata il teatro degli scontri più duri: quattordici agenti feriti, un fotografo dell’Ansa malmenato e derubato, un manifestante fermato. Nel resto d’Italia la protesta dei «Forconi» ha provocato blocchi stradali a pioggia e qualche interruzione ferroviaria ma è stata la Liguria, colpita da una serie di blocchi da Ventimiglia a La Spezia, a restare semi paralizzata. Il confine con la Francia è stato interdetto per ore: oltre a Ventimiglia i manifestanti hanno occupato la stazione ferroviaria di Imperia dalle 11 e 45 alle cinque e mezza del pomeriggio, impossibile per i treni arrivare al confine, impossibile per chi arrivava dalla Francia proseguire oltre Taggia. «Non abbiamo potuto organizzare servizi sostitutivi perché c’erano blocchi anche al casello autostradale di Imperia e sull’Aurelia» hanno comunicato le Ferrovie. Diciassette i convogli coinvolti. A Genova il blocco della stazione Brignole ha provocato ripercussioni e cancellazioni per 70 treni (4 Frecciabianca, 6 Intercity e 60 regionali). Il traffico è ripreso con difficoltà dopo le sei di sera ma oggi viaggiare è un’incognita: «Scendiamo in piazza e blocchiamo tutto finché i politici non se ne vanno a casa» hanno promesso i leader improvvisati della protesta: «E venerdì tutti a Roma». È stata una giornata di blocchi e cortei, monitorati dalla Polstrada, dalla Lombardia dove i camion si sono incolonnati a Carpiano lungo la «Binaschina », alla Sicilia dove i dimostranti hanno cercato di fermare il traffico nei pressi della cittadella universitaria di Palermo con il vecchio sistema dell’«attraversamento lento» ma sono stati respinti dai poliziotti. Ovunque striscioni con la scritta «Fermiamo l’Italia» e la parola d’ordine «Tutti a casa ». Situazione critica anche in Veneto, soprattutto nel Vicentino e nel Veronese con la chiusura temporanea di alcuni caselli autostradali della A4: «Mi dispiace per i disagi—ha detto il presidente della Regione Luca Zaia — ma i temi sollevati sono sacrosanti». E mentre la Polstrada ha disegnato un bollettino dei disagi il garante degli scioperi Roberto Alesse ha promesso «tolleranza zero». A Roma undici manifestanti sono stati fermati dopo un lancio di petardi davanti alla Regione Lazio mentre era in corso una manifestazione di solidarietà con il Comitato Agricoltori riuniti. In Campania al blocco dello svincolo autostradale dell’A3 a Battipaglia i dimostranti hanno distribuito un volantino: «Quando un governo non fa ciò che il popolo vuole va cacciato anche con mazze e pietre. Ci hanno accompagnato alla fame, hanno distrutto l’identità di un Paese ». In Puglia un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nell’Ipercoop di Andria pretendendo la chiusura dei negozi. Oggi, dicono i portavoce del movimento dei forconi, si replica.