Lando Buzzanca: “Senza mia moglie che vico a fare”

n dramma di quelli che si definiscono tristemente annunciati. Febbraio 2012: un uomo di 76 anni lancia il suo grido d’allarme dalle pagine del nostro settimanale: «Dopo la scomparsa di mia moglie Lucia, non avevo più voglia di fare niente, volevo lasciare il lavoro», confida. «Pensavo di farla finita. Avevo già preparato tutto: avevo riempito la vasca di acqua calda, ero pronto a tagliarmi le vene. E a fermarmi sono stati i miei figli. Proprio in quel momento sono entrati in casa e hanno cominciato a cercarmi: “Papà, dove sei?”. Mi hanno trovato in bagno e mi hanno bloccato». Quell’uomo si chiama Lando Buzzanca, l’attore simbolo della commedia erotica anni Settanta e oggi, a distanza di un anno e mezzo da quell’annuncio da brivido, pare avere compiuto davvero quel terribile gesto. La notizia si diffonde all’alba di mercoledì 7 agosto. Buzzanca avrebbe tentato il suicidio tagliandosi le vene dei polsi, nella sua casa romana, zona Ponte Milvio, a due passi dai lucchetti di Moccia. A chiedere i soccorsi, intorno alle 6.35, pare sia stato un parente, forse la governante. Il 118, l’ambulanza, via di corsa all’ospedale Santo Spirito, lo stesso dove la settimana scorsa è stata operata il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. Il ricovero è in Medicina d’urgenza. Sul comodino di Lando, accanto al letto, una lettera. Nero su bianco le motivazioni di quel tentativo estremo: l’artista parlerebbe di una forte delusione professionale, non lo avrebbero scritturato per una parte cui teneva molto. Sull’episodio aleggia il mistero. Il fratello di Lando, Salvo, minimizza: «Non è il tipo che si suicida. Stava lavorando in piena attività a Roma. Non so come sia venuta fuori neppure questa storia di un suo scritto». E prosegue: «A ogni modo si è trattato di un colpo di calore aggravato da uno stato di forte stress. Ora sta meglio». Mentre il figlio Massimiliano scrive su Facebook: “Il mio angusto (sic!) genitore era contrariato perché gli hanno cambiato i copioni a pochi giorni dal ciak. Ora, sommate tre settimane di lavoro a Roma con 38 gradi di media, stress da memoria, incazzature varie e quasi 78 anni di età: il risultato è un crollo fisico che sfido chiunque a non avere. La serietà di mio padre è tale che, ammesso e non concesso dovesse un giorno decidere di suicidarsi, prima finirebbe l’ultimo ciak dell’ultima scena e poi potrebbe farlo, ma solo perché sente forte la mancanza della sua unica compagna di vita, non per un banale rifiuto, come hanno scritto. Tranquilli: il vecchio leone è ancora in circolazione”. Dalla Albatross, società che produce fiction, fanno sapere che sì, Lando era sul set de Il restauratore 2. Cosa è successo davvero all’interprete di pellicole memorabili come Divorzio all’italiana e Homo eroticus? Il tentato suicidio è solo una montatura? O forse l’attore, così autoironico e istrionico, non ha retto più alla vedovanza, alla solitudine? Era depresso a pochi giorni di distanza dal suo 78° compleanno che cade il 2 4 agosto? Del resto, nella già citata intervista a Gente l’aveva dichiarato a cuore aperto: «Senza di lei faccio fatica ad andare avanti». Lei, Lucia, la donna che gli è stata accanto per 55 anni. Si erano conosciuti a Palermo, la città natale di entrambi: lei 18 anni, lui 2 0 . «Era dolce e pura. Rimase incinta e io, per amore dell’arte, volli andare a Roma per studiare tre anni all’accademia. “Se mi aspetti torno e non ci lasceremo più”, le dissi. E così e stato». Un legame intenso, il loro, dal quale sono nati due figli: Massimiliano e Mario. Una coppia solida, nonostante le presunte scappatelle di lui («Innamorato solo di mia moglie, ma le distrazioni sono tanto divertenti», disse). Insieme sempre, fino a quando il destino sotto forma di cancro al fegato si porta via lei, nell’autunno del 2010. Al funerale Lando le dedica le parole che Dante ebbe per Beatrice: “Tanto gentile e tanto onesta pare”. In quei giorni di lutto, Buzzanca è sul set della prima serie de Il restauratore, fiction che, dopo un periodo un po’ in ombra, gli ridà grande popolarità. E, ironia della sorte, sta girando proprio le scene in cui viene uccisa sua moglie televisiva, che in ogni puntata visitava al cimitero. «Lavorai con la forza della disperazione, 11 monologhi di fila. Poi tornai a casa e mi abbandonai al dolore urlando con tutta la voce che avevo». Poi, commosso: «La sera, a casa, la cerco ancora. E a letto mi giro piano per non svegliarla ». Lando e Lucia, come Sandra e Raimondo. Finché morte non li separi. Ma no, forse nemmeno la morte può dividere un amore così grande.