Lady Gaga: regina di eccessi, per arte e non solo

In principio fu l’abito di carne. Lady Gaga, al secolo Stefani Germanotta, si presentò così, come appena uscita dal macellaio, al galà degli Mtv Video Music Awards. Di fettine di manzo ricoperta. E neanche poi tanto, se è vero che la tagliata copriva poco e nulla. Nella clip di Telephone, invece, la bistecca fu sostituita dal nastro giallo che delimita la scena del crimine e che in quel caso delimitava a malapena l’intimità della cantante. Indimenticabile poi, il look di You and I: novella sirena con tanto di coda di pesce costretta in vasca da bagno. Dopo un po’ però anche la creatività di un genio del pop può giungere agli sgoccioli. E allora perché non liberarsi anche di grigliate prêt-à-porter, nastri e squame? Via, nuda libertà. Ma per arte, si intende. Quella di Marina Abramovic, celeberrima performer di origine serba, che ha creato un metodo meditativo in grado di aumentare la consapevolezza fisica e mentale. Nel suo nuovo istituto di ricerca nei boschi a due ore d’auto da New York, Gaga si è rifugiata per ricaricarsi in vista dell’uscita del nuovo singolo Applause. Ed eccola in un video girato per raccogliere fondi per l’istituto. Concentratissima mentre emette suoni gutturali, pare a supporto della meditazione. Bendata mentre abbraccia un blocco di quarzo. Con curiosi stivali neri mentre si piega in due in mezzo alla vegetazione. Il tutto, manco a dirlo, come mamma l’ha fatta. Potere del moderno training autogeno? Naturalmente. Ma respirazione e introspezione a parte, il nudo deve esserle piaciuto. Quindi si è presentata a una serata a Los Angeles in reggiseno e minuscolo tanga. L’abito, se così si può chiamare, era nient’altro che un velo nero tempestato di strass. Impietosamente, i siti di gossip hanno ricordato che è lo stesso indossato da Kate Moss qualche mese fa. Con risultati ben diversi, anche perché la supermodella aveva coperto almeno in parte le trasparenze con una giacca da smoking nera. Ma tant’è, Gaga, si sa, è regina degli eccessi. Non solo canori.