Lady D: Una lettera accusa le forze speciali britanniche di aver causato l’incidente

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Sedici anni dopo la tragedia del tunnel dell’Alma, a Parigi, potrebbe riaprirsi l’inchiesta sulla morte di Lady Diana e Dodi Al Fayed. Una lettera con rivelazioni scottanti è nelle mani di Scotland Yard e il suo contenuto, se dovesse corrispondere a verità, potrebbe mettere in serio pericolo i servizi segreti britannici e perfino la monarchia. Secondo indiscrezioni il documento, di ben sette pagine, sarebbe stato scoperto durante il processo per detenzione illegale di armi del sergente Danny Nightingale, della Special Air Service (Sas), la forza speciale del Regno Unito. A scriverlo sarebbero stati i parenti del suo ex compagno di stanza. 11 militare, chiamato “soldato N”, avrebbe fatto loro delle confessioni sull’implicazione del suo reggimento nell’incidente che è costato la vita alla principessa e al suo fidanzato: «Il soldato N ha detto alla moglie che erano state le Sas ad aver organizzato la morte della principessa Diana e che tutto, poi, era stato insabbiato », si legge nella missiva. Secondo le rivelazioni, l’incidente nel tunnel deH’Alma sarebbe stato provocato da un uomo dei servizi segreti inglesi che, in moto, avrebbe “sparato” con una sorta di fucile luminoso accecando Henri Paul, l’autista della Mercedes su cui viaggiavano Lady D e Al Fayed. Parole inequivocabili che, in un attimo, spazzerebbero via anni di dubbi, ipotesi e sospetti e darebbero ragione al papà di Dodi, Mohamed Al Fayed, che fin dai primi momenti non credette all’incidente e sostenne la tesi del complotto. Per l’Inghilterra fu uno shock A 5 anni dall’archiviazione ufficiale del caso da parte della Royal Courts of Justice, Scotland Yard è tornata a valutare nuove ipotesi e ha deciso di approfondire la «rilevanza e la credibilità» delle informazioni ricevute. Di certo, al momento, c’è solo che il 31 agosto 1997 Diana e Dodi rimasero uccisi nell’urto della loro vettura contro un pilone del tunnel dell’Alma, dopo essere usciti dall’Hotel Ritz dove alloggiavano. Per l’Inghilterra, e per tutto il mondo, fu uno shock. La Regina fu obbligata, dalla grande partecipazione del Paese, a far celebrare per Lady D i funerali di Stato, malgrado già da un anno la principessa fosse divorziata da Carlo e, quindi, non godesse più del titolo di Altezza reale. Alla fine dell’inchiesta la colpa della tragedia ricadde sulla guida negligente dell’autista Henri Paul che, alterato dall’alcol, avrebbe guidato a forte velocità per seminare i paparazzi che inseguivano la coppia. Una versione che non convinse mai Mohamed Al Fayed, il padre di Dodi, convinto che il figlio e Diana fossero stati vittima di un complotto. L’ipotesi della gravidanza «La royal family non poteva accettare l’idea che Diana amasse un musulmano dal quale avrebbe potuto avere un figlio, fratellastro del diretto erede al trono, William», ripete da anni Al Fayed, avanzando l’ipotesi che Lady D al momento dell’incidente fosse già incinta. La gravidanza della principessa non è mai stata accertata, ma è sicuro che la sua relazione con Dodi si sarebbe conclusa col matrimonio, tanto che lui le aveva appena regalato un prezioso anello di fidanzamento. La situazione era quindi ad alto rischio, perché avrebbe potuto scatenare uno scandalo senza precedenti: per questo, per Al Fayed, la teoria del complotto era plausibile ma Scotland Yard decise di non dare credito alla pista e archiviò l’inchiesta. Ora, però, le cose sono cambiate e la polizia sta esaminando possibili nuove prove. E si pone una domanda: davvero le forze speciali britanniche avrebbero agito, sotto ordine della massima carica dello Sta- – la Regina – per uccidere la principessa e l’amante? L’insinuazione è sconvolgente: se credibile, potrebbe mettere a rischio la monarchia, rivelando una faida familiare in cui la principessa ribelle fu fatta tacere per sempre con la complicità dei servizi segreti. Dopo la confessione dei suoi tradimenti in un’intervista televisiva e la pubblicazione delle lettere osé indirizzate al maggiore James Hewitt, al quale qualcuno attribuì addirittura la patemità del principe Henry, Lady D era diventata un personaggio scomodo per la famiglia reale già prima della sua relazione con Dodi. Ma, nonostante questo, era amatissima dagli inglesi. Lei temeva per la sua vita Una condizione che giocava a suo favore, ponendo la regina Elisabetta, considerata la “nemica” della nuora, in una posizione difficile e impopolare. La gente assolveva Diana, individuando nel legame tra Carlo e Camilla Parker Bowles la colpa della sua infelicità: un sentimento distruttivo che, per sua stessa ammissione, l’aveva portata a gravi disturbi alimentari, fino alla depressione e alla perdita dell’autostima. Quando Diana si sposò, a soli vent’anni, era molto innamorata del marito e se, per usare una sua espressione, in casa non fossero stati sempre in tre, lei, Carlo e Camilla, sarebbe stata una brava moglie, come fu sempre una buona madre per i figli. Insomma, nelFimmaginario la principessa era diventata un’eroina, vittima della cattiveria altrui, i cui sbagli andavano ricondotti al marito crudele. Nell’esame dei nuovi elementi che potrebbero portare alla riapertura dell’inchiesta c’è anche la rilettura del diario segreto di Lady D, un documento sconvolgente in cui la principessa, oltre a rivelare le sue frustrazioni, scrive espressamente di temere di essere uccisa su ordine del marito. per il quale era diventata una minaccia continua. Parole che non possono essere ignorate. Carlo era comunque il padre dei suoi figli e una madre non si lascia andare senza un fondato motivo ad accuse così forti. Questo era il bagaglio di angoscia e di dolore dietro la smagliante immagine pubblica di Diana, che se ne andò come aveva previsto e che, oggi, invoca incora giustizia. Forse è per il resto che non trova pace, che un’inchiesta stabilisce renalmente la verità. Così, per uno strano gioco del destino, il fantasma di Diana riappare in un momento che dovrebbe essere felice per la nascita del figlio di William e Kate, il suo primo nipotino. Da Buckingham Palace è giunta la notizia che nessun componente della royal family farà commenti sull’inchiesta, ma il silenzio non basta di certo a placare le polemiche. Un film racconterà la sua vita E, casualità, in ottobre uscirà anche il film Diana. Protagonista della pellicola che, secondo indiscrezioni, non sarebbe gradita alla corte inglese, è Naomi Watts. «La mia Diana sarà tenera, controversa e anche spiritosa», ha detto l’attrice.. La solare Lady D è raccontata anche nelle sue numerose opere umanitarie e nel suo amore per il chirurgo anglopachistano Hasnat Khan, passato quasi inosservato alle cronache rosa. La relazione con lui, però, secondo la versione del regista Oliver Hirschbiegel, fu molto più importante di quanto si sia saputo. Ma dopo di lui, nella vita di Diana arrivò Dodi Al Fayed, l’uomo del destino.